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Vitamina D per il sistema immunitario: perché e come assumerla

La vitamina D contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario. Come assumerla? Scopriamo qual è la forma da preferire.

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Quando parliamo di vitamine siamo abituati a pensare a sostanze che dobbiamo assumere necessariamente con il cibo. Ce n'è però una, la vitamina D, che è presente in pochissimi alimenti e di cui in realtà facciamo scorta grazie ai raggi del sole. Proprio per questo, però, oggi in molti devono fare i conti con una sua carenza.

 

In inverno è addirittura la metà degli italiani ad essere carente di vitamina D. I rischi cui vanno in contro sono più d'uno, anche molto diversi tra loro.

 

Fra di essi è inclusa, per esempio, l'osteoporosi, perché la vitamina D è necessaria per la salute delle ossa. Un altro è invece veder compromesso il buon funzionamento del sistema immunitario.

 

Vitamina D e difese immunitarie

L'associazione tra vitamina D e difese immunitarie è stata inconsapevolmente sfruttata già nel 19mo secolo, quando il trattamento della tubercolosi prevedeva l'esposizione alla luce. I benefici di questa terapia non erano dovuti all'azione del sole sul batterio responsabile della malattia, ma alla sintesi di vitamina D indotta dalla luce.

 

Solo molto tempo dopo è stato scoperto che i recettori della vitamina D sono presenti  sia sulle cellule coinvolte nell'immunità innata sia su quelle responsabili dell'immunità acquisita, e che in assenza di dosi adeguate di questo nutriente aumenta  il rischio di malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e l'artrite reumatoide.

 

Oggi è noto che la vitamina D svolge un ruolo di difesa dalle infezioni e che sue carenze sono associate all'aumento del rischio di infezioni respiratorie.

 

Alla luce delle conoscenze attuali, quindi, non stupisce che proprio in inverno, quando la carenza di vitamina D è più diffusa, si tenda ad ammalarsi più spesso.

 

Come fare il pieno di vitamina D

Come accennato, per fare il pieno di vitamina D è necessario esporre la pelle al sole. In questo modo i raggi Uv-B presenti nella radiazione solare promuovono la produzione di colecalciferolo (o vitamina D3). La vitamina D3 viene poi convertita in calcifediolo (25(OH)D) e, infine, nella forma attiva in grado di esercitare effetti positivi sul sistema immunitario, il calcitriolo (1,25(OH)D).

 

La riduzione del tempo trascorso all'aria aperta e l'uso di prodotti contenenti protezioni solari anti-Uv per proteggere la pelle dal rischio di melanoma portano alla riduzione della sintesi di vitamina D nella pelle. Per questo può essere necessario assumerla dall'esterno.

 

Le fonti alimentari di vitamina D non sono molte. La si trova, per esempio, nel pesce grasso (come il salmone), nelle uova e nei latticini. Anche alcuni alimenti di origine vegetale possono fornirne una certa quantità, in particolare i funghi. Tuttavia, la vitamina D di origine vegetale è diversa da quella di origine animale.

 

I funghi possono infatti fornire la cosiddetta vitamina D2, o ergocalciferolo. I cibi di origine animale contengono invece la stessa forma di vitamina D sintetizzata nella pelle grazie all'azione degli ultravioletti, la vitamina D3.

 

Purtroppo è difficile garantirsi dosi adeguate di vitamina D facendo affidamento solo sui pochi alimenti che la contengono. Per questo può essere necessario ricorrere all'assunzione di integratori; attualmente il mercato ne offre sia a base di vitamina D2 sia a base di vitamina D3.

 

Proprio perché è quella prodotta nella pelle, la vitamina D3 è considerata la forma più naturale. Non solo, la vitamina D3 è anche più biodisponibile e più efficace rispetto alla vitamina D2: fa aumentare di più la concentrazione di 25(OH)D e si lega meglio ai recettori della vitamina D.

 

Infine, la vitamina D3 porta con sé anche altri vantaggi:

 

  • è più stabile, e ha una maggiore capacità di resistere a variazioni di temperatura, umidità e conservazione;
  • è la più utilizzata negli studi clinici.


Come riconoscere gli integratori che forniscono vitamina D da fonti naturali? Se nella lista ingredienti di un integratore di vitamina D l'unica informazione disponibile è, appunto, "vitamina D", si tratterà con ogni probabilità di una vitamina sintetica. La citazione di una fonte naturale di ottenimento della vitamina ci garantirà che l'origine sia, per l'appunto, naturale.
 

Attenzione alle calcificazioni

Assumendo dosi adeguate di vitamina D è possibile favorire il buon funzionamento del sistema immunitario contrastando i rischi associati alle sue carenze. Tuttavia è importante ricordare che dosi elevate e prolungate di vitamina D possono essere associate alla formazione di depositi di calcio nei tessuti molli, per esempio calcificazioni arteriose.

 

Per evitarlo è bene preferire integratori che non contengano solo vitamina D3 ma anche vitamina K2. Nonostante talvolta si senta dire che queste due vitamine vadano assunte separatamente i dati oggi a disposizione suggeriscono che l'assunzione contemporanea di questi due nutrienti sia più efficace e che permetta di proteggere la salute delle arterie, riducendone la calcificazione.

 

La vitamina K2, infatti, consente di dirottare il calcio verso le ossa e i denti, permettendo così di sfruttare al meglio i benefici dell'assunzione di vitamina D3.

 

Fonti

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Lehmann U et al. Bioavailability of vitamin D(2) and D(3) in healthy volunteers, a randomized placebo-controlled trial. J Clin Endocrinol Metab. 2013 Nov;98(11):4339-45. doi: 10.1210/jc.2012-4287

 

MedlinePlus. Vitamin D

 

Medscape. Vitamin D: A Rapid Overview. 07/06/20

 

Panciera N. Vitamina D, metà degli italiani ne è carente: solo in autunno i livelli salgono. La Stampa, 19 Luglio 2018. 07/04/20

 

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