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Alimentazione e longevità: intervista a Valter Longo

Con la Dieta della longevità e il Protocollo Mima Digiuno, gli studi del biochimico Valter Longo promettono di partire dall'approccio alimentare per prevenire e accompagnare alla cura di Alzheimer e altre malattie legate all'invecchiamento cellulare.

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Riprese e montaggio: Claudio Lucca; Autore: Rosy Matrangolo

Di Rosy Matrangolo

 

A Molochio, nel profondo Aspromonte, Valter Longo, biochimico padre della Dieta della longevità torna spesso. In questi luoghi il ricercatore oggi direttore dell'Istituto di longevità della University of Southern California di Los Angeles non soltanto ha le sue radici, ma studia una delle 5 comunità con il più alto tasso di centenari al mondo.

 

Da queste parti, il ricercatore inserito dalla prestigiosa rivista Time tra le 50 persone più influenti al mondo sui temi della salute, ha ancora molte curiosità e progetti. 

 

Uno tra tutti, l’impegno insieme ad alcune realtà locali per ripopolare il territorio di una varietà di ulivo maestoso, l’ulivo ottobratico, da cui si ricava quell’eccellente olio che può aver contribuito ad allungare l’aspettativa di vita di queste comunità del reggino. 

 

La ricerca scientifica per una longevità sana

I volumi editi per Vallardi La dieta della longevità e A tavola con la longevità sono stati pubblicati in 20 Paesi del mondo, un successo inaspettato per un testo scientifico a carattere divulgativo ma che ben rappresenta un’attenzione sempre maggiore di una promozione della vita lunga e sana.

 

Alla base del protocollo alimentare ipocalorico proposto dall’autore - direttore del Programma Oncologia e Longevità dell'Istituto IFOM di Milano - infatti, c’è la volontà di combattere l’invecchiamento cellulare, causa principale dell’insorgenza dell’Alzheimer, di alcune forme tumorali, delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo II. 

 

L’obiettivo, dunque, è quello di raggiungere una longevità sana a partire da importanti correzioni del proprio stile di vita.

 

Non limitiamoci, però, a credere che si tratti di seguire pochi e semplici consigli di buon senso: a partire da cosa portiamo in tavola dobbiamo imparare a considerare che l’alimentazione è uno strumento molto potente di prevenzione e cura

 

La Dieta della longevità e il protocollo Mima Digiuno

In estrema sintesi e secondo una descrizione comunque parziale, la Dieta della longevità è ricca di legumi e alimenti legati all’alimentazione vegana o pescetariana (il pesce può essere inserito una o due volte a settimana) in cui l’assunzione di carboidrati sia ridotta per far spazio a un maggiore consumo di verdura, il tutto nel rispetto delle tradizioni culinarie locali.

 

Gli studi hanno portato il ricercatore a formulare un protocollo che inserisca all’interno di una Dieta della longevità dei brevi periodi di Mima digiuno

 

Questo particolare schema alimentare, pur se accessibile a tutti, dev’essere seguito sotto stretta supervisione di un medico o nutrizionista: dura 5 giorni e prevede 1150 kcal il 1° giorno e indicativamente 800 kcal dal 2° al 5° giorno e sarebbe preferibile praticarla dalle 2 a non oltre le 12 volte in 12 mesi.

 

I pilastri su cui si fonda la ricerca alla base della dieta della longevità e del Protocollo Mima Digiuno sono 5: lo studio dei centenari; la ricerca di base; l'epidemiologia; gli studi clinici e l'analisi dei sistemi complessi per capire gli articolati meccanismi di alcune funzionalità del corpo umano.  

 

Non una dieta alla moda, insomma. Ma un approccio scientifico e clinico a un'alimentazione consapevole. I proventi derivanti dalla vendita dei libri e dai sostenitori del progetto, infine, sono utilizzati dalla Fondazione Valter Longo per finanziare nuove ricerche in collaborazione con università e altri centri di ricerca al fine di identificare terapie  integrative meno costose e accessibili a tutti.