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Street food, moda o rivoluzione?

Lo street food, il cibo da strada, ultimamente è glocal e di gran moda, unisce Coca cola e produttori locali, ma sappiamo bene che esiste da millenni: ecco perché amarlo e conoscerne le tradizioni

Street food, moda o rivoluzione?

Non ricordate forse anche voi il sapore delle colazioni newyorkesi on the road, con il donut nel sacchettino di carta marrone e il coffee-milk-and-sugar che esce bollente dal forellino del bicchierone di plastica, fino a scottarvi le labbra?

E il panino del porchettaro abbruzzese, che arriva suonando il clacson, ulivi da una parte e mare dall'altra?

O ancora le buonissime pannocchie indiane, condite con lime, sale e peperoncino e un gran sorriso, una delizia impagabile per il palato.

Tutti questi "trugolai" fanno parte di quel magico mondo dello street food, cibo da strada, cibo che unisce vegetariani e carnivori accaniti, giovani e meno giovani, manager di successo e accattoni, e che risuona, per certe persone, come un richiamo al quale non si può resistere, come un campanello d'allarme per altre, che se ne allontanano a gambe levate "oddio è sporco, chissà cosa ci mettono, è grasso, fa male".

Sicuramente qualcosa che sa di passione, un aspetto dell'umanità culinaria che vale la pena conoscere.

street food ny

 

Street food: moda o tradizione?

Crêpes, pretzel, hot dogs, patate ungheresi alla piastra, chai, salsiccie, samosa, piadine romagnole...

Checché se ne dica o se ne possa pensare, il cibo da strada è obiettivamente una realtà che ultimamente sta diventando di gran moda, soprattutto oltre oceano, dove le possibilità di aprire un baracchino o un cucinotto ambulante su ruote non sono così oppresse dal vaglio burocratico a cui sono invece costrette in Italia.

Sono realtà che attirano, accattivanti per gli occhi e per lo stomaco, colorate, simpatiche e molto spesso davvero buone. I cibi da strada fanno parte degli albori culinari di un popolo, è indubbio.

Con la diffusione dei negozi e centri commerciali si è vissuto un periodo in cui questi eserciti di salvezza dello stomaco sono passati in sordina, retrocedendo verso postazioni più nascoste. Ma la realtà è che non sono mai scomparsi del tutto.

Ora, complice la crisi globale, la necessità di reinventarsi, l'isolamento telematico e il conseguente piacere di condividere, anche con sconosciuti, un panino in cinque minuti di pranzo, ecco che lo street food sta avendo sempre più successo mediatico e il tam tam si fa sentire.

street food pannocchia

 

Street food: rivoluzione low cost!

E poi è buono. Non sarà difficile ascoltare racconti di viaggiatori che annoverano il cibo da strada tra i piatti migliori che hanno mai assaggiato in giro per il mondo. Del resto, persino la Lonely Planet ne ha scritto un libro, "Street Food, il cibo di strada migliore del mondo", un gioiellino per viaggiatori gastronomici ma anche per chef e intenditori di cucina che desiderano sperimentarlo a casa propria, ingredienti permettendo.

Sul sito web di Coca-Cola si leggono - e come poteva essere il contrario, visto che condisce praticamente tutto lo street food del pianeta! - i tre motivi per cui amiamo così tanto lo street food:

  1.  è economico e alla portata di tutti, anche i bambini si possono comprare con la mancetta un gelato dal carrettino dei gelati;
  2. si può consumare all'aperto, anche con il freddo, è un evento socializzante e allegramente contagioso, che unisce e diverte;
  3. non ci si pensa ma c'è un'implicazione anche psicologica: solitamente chi prepara e cucina il cibo da stada è la stessa persona che ve lo consegna tra le mani, quindi c'è un contatto più intimo e diretto con la colui o colei che amorevolmente vi nutrirà.

Ma c'è da dire anche che in alcuni paesi lo street food diventa qualcosa di glocal, che unisce Coca-Cola al produttore locale di insalata, che permette a certe persone di avere un lavoro appagante e in grado di creare condizioni di vita migliori, per la propria famiglia e per il benessere della società e della comunità locale.

Si pensi a una città moderna come Bangkok, dove c'è ancora, amato non solo dai turisti, un vero e proprio mercato galleggiante, punteggiato di infiniti colori e profumi di pietanze servite letteralmente "on the water".

street food barca

 

Pane e panelle sul grande schermo

E gli esempi di street food nel mondo si moltiplicano all'infinito e si rendono noti grazie a trasmissioni televisive, film e programmi come "Eat Street: Thailandia" dove David Thompson, chef di fama internazionale ed esperto di cucina orientale, fa da guida, ci fa conoscere e sperimenta piatti unici.

O ancora il film di recente uscita "Chef - la ricetta perfetta", la storia di uno chef stellato licenziato da un noto ristorante losangelino che decide di cambiare vita e reinventarsi un originale furgoncino dove sperimenta con il figlio e un amico-collega sublimi sandwich e piatti da strada.

Ed ecco, più vicino a noi, fare capolino ultimamente anche una specie di mercatino di street food anche a Milano, in zona Navigli, nei vecchi magazzini della vecchia fiera di Sinigaglia, da alcuni ribattezzato però "expensive street food", girone goloso per i turisti di Expo.

Mentre si moltiplicano le fiere e gli eventi ad esso dedicato, resta solo a voi scoprire lo street food più autentico e genuino, al di là di ogni moda del momento, quello per cui il cuoco vi mette gli ingredienti freschi sotto gli occhi, dove in ora di punta vedete una bella fila di gente e verso cui lo stomaco, istintivamente, vi dice di andare!

 

Comfort food, cos'è?

 

 

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