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I 6 modi diversi di essere crudista

Non tutti seguono la dieta crudista allo stesso modo. Pertanto ecco un breve elenco dei modi più comuni di essere crudista. Tu in quale ti riconosci?

I 6 modi diversi di essere crudista

La dieta raw food, chiamata più comunemente in italiano "crudismo", comincia a non essere più un oggetto misterioso e cresce il numero di persone che la adottano, totalmente o in parte.

Vediamo allora 6 modi di essere crudisti, poiché non vi è mai un approccio unico alla stessa dieta.

 

1. Il «vorrei essere crudista»

Di questa categoria fanno parte le persone che amano l'idea della dieta crudista, leggono libri ed articoli a riguardo, sono molto aggiornati, ma per un motivo od un altro (spesso più una scusa), non si cimentano veramente col crudismo.

Molti di essi vivono questo genere di scelta come "o tutto o niente", optando però per il niente quando si tratta di fare i conti con un eventuale sforzo. In questo modo però si perde il vantaggio per la salute che comunque esiste nel mangiare anche solo parizalmente raw food.

 

2. Il crudista yo-yo

Possiamo facilmente riconosce il crudista yo-yo perché si butta totalmente nell'avventura... ma generalmente non dura più di un mese, per poi tornare al cibo cotto ed ancora una volta sentirsi attratto dal raw food conseguentemente ad un down fisico o psicologico.

Anche qui, c'è da capire che tornare al cibo cotto non è affatto un fallimento: se mantenere a lungo una scelta del genere richiede troppa volontà e vi fa stare peggio, significa che non fa per voi al momento.

 

3. L'autopurificatore

Ci sono persone che adottano la dieta crudista temporaneamente per purificarsi, detossificarsi e guarire. Queste misurano la loro forza di volontà e decidono per un periodo di tempo ragionevole, non troppo breve da inficiare la purificazione, non troppo lungo da creare uno stress psicofisico.

Non c'è niente di sbagliato in tutto questo, ma sarebbe bene anche lavorare sulle eventuali abitudini non proprio sane del proprio stile di vita in modo da non dover ricorrere a questo genere di espedienti per purificarsi.

 

Viaggio nel crudismo: i pro e i contro della dieta crudista

 

4. Il «quasi» crudista

Li riconosciamo perché mangiano "quasi" totalmente raw food per la "quasi" totalità del tempo. E per questo sono "quasi" crudisti.

È uno step comune lungo il percorso per divenire crudisti ed è un passaggio positivo, ma è bene non specchiarsi troppo e sentirsi arrivati perché l'obbiettivo richiede ancora un ulteriore passo.

 

5. Il crudista

Colui che mangia finalmente solo crudo ed è felice di questa scelta, sia con sé stesso che con gli altri, perché se l'importanza data al rigore della dieta supera quella data al benessere stesso o ai rapporti con gli altri, la cosa può rivelarsi problematica.

Quando seguita in modo corretto, la dieta dieta crudista dà ottimi benefici sia sul corpo che sull'umore, che, al di là di tutte le catalogazioni, è l'unica cosa che veramente conta.

 

6. Il crudista vegano

Può capitare di trovare persone che seguano sia i principi del crudismo che quelli del veganesimo al contempo; alcuni di essi sono mossi da principi etici, altri dall'interesse per il benessere, altri ancora da una qualche sorta di ricerca interiore.

Anche in questo caso, tutte le possibili motivazioni che spingono ad una tale scelta non possono essere materia di giudizio, ma certo è che quando si intraprendono certi stili di vita in modo sano, ci deve essere buonumore, autoironia, apertura mentale, flessibilità... perché se il risultato è l'ossessione, il proselitismo, il senso di appartenere ad un'elite e di combattere una battaglia, forse dovremmo rivedere qualcosa del nostro rapporto col cibo.


Crudismo si, ma...

Queste 6 categorizzazioni sono state descritte per la prima volta da Frederic Patenaude, un famoso crudista canadese con una lunga esperienza alle spalle. Esse sono un gioco ma non troppo: ci spiegano che qualsiasi sia il nostro approccio nello scegliere una dieta, dovremmo evitare di idealizzarla troppo, per non rimanere a vita una persona del genere «vorrei tanto ma...».

Dovremmo essere inoltre felici delle nostre scelte e non rinunciare a qualcosa col senso di sacrificio o di commettere un peccato, né adottare una dieta sapendo che fa bene pur non gradendone il gusto.

Infine non ci si dovrebbe esaltare né vantare del livello di coerenza con un qualsiasi modello alimentare: non esistono competizioni e il cibo non dovrebbe essere uno strumento per attrarre approvazione.

 

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