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Cucina di Goa, caratteristiche e alimenti principali

Spesso la cucina indiana viene divisa in cucina del nord e cucina del sud. Che dire della cucina del centro rappresentata qui dallo stato di Goa? Si tratta di un luogo unico nel suo genere, con influssi portoghesi, braminici, sudamericani e infine hippy.

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©Stanislav Makhalov -123RF

Goa, piccolo stato al centro dell'India

Il più delle volte entriamo in un ristorante di cucina indiana senza sapere che in realtà stiamo mangiando piatti tipici del Pujab e ignorando che dell’universo della tavola indiana stiamo escludendo, a conti fatti, tutte le altre cucine del subcontinente.

Una delle più interessanti e caratteristiche cucine indiane è quella di Goa, piccolo stato del centro India, non lontano da Mumbai (la vecchia Bombay), affacciato sul mare arabo.

Per quasi mezzo secolo Goa è stata una colonia portoghese, divenendo la porta d’accesso in India di tutte le novità alimentari giungenti dal Nuovo Mondo come pomodori, patate, anacardi, guava e, soprattutto, peperoncino.

Oltre a conservare un forte retrogusto europeo e cristiano, Goa è da circa un secolo meta del turismo hippy, con le sue spiagge sterminate e il suo viavai di capelloni un po’ in ritardo sulla storia, in cerca di libertà e natura.

Un misto di antica cucina saraswat, ovvero l’antica cucina lattovegetariana dei bramini locali, cucina cristiana portoghese, ingredienti sia indiani che sudamericani, e infine creatività hippy, ha dato vita ad una cucina unica.
 

La cucina di Goa: piatti tipici

L’elemento che più caratterizza la cucina di Goa è la vicinanza al mare e la grande presenza di pesce, praticamente onnipresente in ogni piatto, assieme al riso.

Tra i mille condimenti possibili, caratteristica locale è l’uso di kokum, un frutto locale usato sia fresco che in polvere, con molte proprietà interessanti, sia dal punto di vista nutraceutico che da quello organolettico.

Il piatto di base della cucina di Goa è il riso con curry di pesce, chiamato humann, differente dagli altri appunto per la presenza di kokum.

Il mare offre anche i gamberi, ed ecco alloro il prawn balchao, un’interessante salamoia di gamberi, con pomodoro e coriandolo, che si adatta benissimo al chapati locale (goan pav).

Non solo pesce ma anche pollo, ecco allora la ricetta di Goa, il pollo shakuti, un curry raffinato e molto morbido con una crema a base di garam masala, semi di papavero e anice stellato.

Unico nel suo genere è il piatto locale a base di squalo, lo shark ambot tik, molto piccante e cremoso.

Qualcosa di portoghese? La caldeirada, una zuppetta di pesce, gamberi, cozze con spezie perfettamente indiane. Chiudiamo con la ros omelette, piatto tipico cattolico, che in sostanza sarebbe una frittata in salsa piccante di ceci.
 

Dove mangiare a Goa

Goa è un universo a parte dove non solo Oriente e Occidente, ma anche passato e futuro si fondono.

Qui possiamo trovare ristoranti stile coloniale dove gustare i piatti più tipici, ma non vanno sottovalutati i mercati locali dove si vende ancora il vero street food.

Durante gli interminabili party e sulle spiagge troviamo il cibo più fusion, con influenze israeliane e nord indiane.
 

Da non perdere a Goa

Goa è tutta da godere per il visitatore. Facilissima da esplorare affittando un motore o uno scooter, Goa offre un'architettura interessante ed una città molto viva, circondata da un andirivieni di "fricchettoni" interessati ad organizzare i loro pary ed i loro mercatini.

Si tratta di uno stile di vita lento basato sul godersi la natura ed il clima, che paradossalmente può, specie per via dei rave party, diventare estremamente assillante.
 

Cosa evitare a Goa

In un ambiente simile non possono mancare problemi legati al consumo di stupefacenti e, collegati ad essi, corruzione e comportamenti corrotti.

Goa è una delle capitali indiane del traffico di droghe leggere, per cui è bene avere sempre un occhio di riguardo su ciò che ci viene offerto e sulle persone che frequentiamo. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
 

Consigli e curiosità

A Goa troverete molti piatti “vindaloo”, ovvero con un forte curry piccante con retrogusto di vino.

Il termine vindaloo deriva dal portoghese vinha d’alhos, ovvero una marinatura a base di vino e aglio.
 

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