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Yoga, amico tappetino!

In principio era il tappetino. Un accessorio semplice, accogliente. Andiamo a rivederne gli usi tecnici e impariamo a considerarlo come la nostra isola yogica di pace

Yoga, amico tappetino!

Se ultimamente la moda degli accessori nello yoga è dilagata, in principio tutto si riduceva a lui, il tappetino.

Quando di mattoncini e cinture neanche si ipotizzava, una semplice stuoia, un tappeto, un panno steso in terra erano tutto il necessario per intraprendere la via della pratica.

Torniamo dunque alle origini e studiamo il più semplice - e utile - tra gli attrezzi yoga!

 

Il tappetino nello yoga: un uso pratico

Al giorno d’oggi esistono dei tappetini pensati appositamente per lo yoga dalla incredibile varietà di generi. Super economici o costosissimi, semplici o estremamente ricercati, spartani o chic, se ne trovano di tutti i gusti e di tutti i prezzi.

Lo scopo di questo accessorio è lampante: è utile per evitare il contatto diretto con il pavimento freddo, per attutirne la durezza e per assicurarci un maggiore grado di igienicità (specie se è personale). L'imponenza della proposta commerciale esistente permette poi di sceglierne uno pienamente aderente alle nostre esigenze, soprattutto in termini di spessore e materiale.

Il tappetino si usa dunque principalmente nelle posizioni a terra, che sono moltissime, sia sdraiati che seduti. Soprattutto in alcuni casi delicati (come gli anziani, per esempio), avere una buona “base” su cui poggiare il corpo può davvero fare la differenza per gustarvi la vostra pratica. Anche il rilassamento finale può venirne grandemente avvantaggiato rispetto allo sdraiarsi sul nudo pavimento.

Questo accessorio può risultare utile anche per le posizioni in piedi perché evita che i piedi scivolino, ad esempio in tutte le varianti del triangolo. Fornisce infatti una presa salda ai punti di appoggio (se si ha l'accortezza di sceglierne uno antiscivolo) che migliora la confortevolezza della posizione che si sta effettuando.

L’unica situazione in cui il tappetino può risultare fastidioso è negli asana di equilibrio su un piede: molti yogi preferiscono il contatto diretto con il suolo e, per quanto antiscivolo, si sentono più a loro agio a poggiare i piedi sul pavimento.

Tappetino yoga

 

Il tappetino nello yoga: aspetti simbolici

Esaminati gli usi tecnici, passiamo ai significati più profondi. Il tappettino non è un mero oggetto, ma, per molti praticanti, rappresenta un simbolo: srotolarlo, posizionarlo, sedersi sopra di esso, sono tutti passaggi di un rito che allontana dalla vita quotidiana e immerge nella pratica.

Sono azioni che ogni yogi gestisce secondo un suo proprio modo, specie se decide di praticare al di fuori delle ore canoniche presso un centro. Andare al parco con il tappetino in spalla, cercare un angolino appartato e distendere il proprio tappetino è un po’ come piantare una tenda, costruirsi un luogo di pace tutto speciale.

Anche tra le mura domestiche o presso il centro yoga che frequentate la sensazione dovrebbe essere proprio quella: sedersi sul tappetino significa entrare nel proprio tempio personale, rifugiarsi nel giardino incantato che esiste dentro di voi. La pratica inizia già in quel momento, al di là di ogni asana.

Proprio per questo, vi invitiamo a sceglierne uno che, senza indulgere nel consumismo o nella moda, soddisfi il gusto personale in termini di colore e materiale: alla fine state scegliendo il cuscino su cui poggerà la vostra esperienza yoga, un compagno che vi sarà fedele per molto tempo.

 

Lo yoga ha veramente bisogno di accessori per la pratica?

 

 

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