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The Need to Grow: un esempio di economia circolare per rigenerare i suoli

I suoli sono sempre più degradati: è per ovviare a questo inconveniente che l'imprenditore visionario Micheal Smith ha da anni sviluppato una serra innovativa che dimostra come sia possibile rigenerare terreno e produrre energia pulita. Nel documentario The Need to Grow si racconta la sua storia.

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©The Need to Grow

Era il 2012 quando il Time Magazine pubblicò un’intervista al professor John Crawford della Università di Sydney. Nella sua intervista, Crawford disse che, secondo un calcolo approssimativo realizzato sui tassi attuali di degrado del suolo, la nostra Terra disporrebbe di suolo coltivabile solo per i prossimi 60 anni.

Infatti, circa il 40% del suolo utilizzato per l'agricoltura in tutto il mondo è classificato come degradato o gravemente degradato e il 70% del suolo superficiale, lo strato che consente alle piante di crescere, “è andato”, ha sentenziato Crawford.
 

The Need to Grow: l'idea dell'imprenditore Michael Smith

A 60 anni dalla fine del terreno coltivabile, esce negli Stati Uniti il documentario The Need to Grow che offre da una parte uno sguardo intimo nel cuore di attivisti e innovatori del movimento alimentare, dall’altra presenta la storia dell’imprenditore visionario Michael Smith che per affrontare la catastrofe sviluppa il prototipo di una tecnologia rivoluzionaria.

La tecnologia - raccontata nel documentario uscito negli Usa nel 2018 - sta tutta nella Green Power House, una serra innovativa a ciclo chiuso dove i sottoprodotti di scarto dei processi agricoli e del disboscamento vengono trasformati in emendanti energetici destinati a rigenerare il suolo.

All’interno della serra super-tecnologica c’è un bioprocessore riscaldato a energia geotermica, che utilizza le alghe per consumare l’anidride carbonica, quindi convertire le alghe in metano che poi viene bruciato per produrre elettricità. Semplice, no?
 

Algae Aqua Culture Technology: una fonte di energia pulita

L’azienda di cui Smith è co-fondatore si chiama Algae Aqua-culture Technology (AACT) e si trova a Columbia Falls, nello stato americano del Montana. La AACT produce anche idrogeno e biocombustibile utili come carburante per attrezzature agricole e industriali.

Il fertilizzante organico di alta qualità che viene prodotto può quindi arricchire i suoli impoveriti a causa di tecniche agricole industriali su larga scala e fertilizzanti chimici. La Green Power House è essa stessa una serra verticale autosufficiente che può essere utilizzata tutto l'anno per la produzione di cibo indipendentemente dalle temperature esterne.

La struttura è in grado di processare 6 tonnellate di biomassa al giorno, producendo 6 megawatt di elettricità, sufficienti per circa 100 case. Insomma, questo prototipo di serra può essere sfruttata per soddisfare la richiesta di energia di interi paesi, in un’ottica di economia circolare.

Ma a questo punto, viene da chiedersi perché questa struttura non stia ricevendo l’attenzione che merita: "siamo una nazione di ritardatari" ha raccontato Smith nel 2015, quando la serra ha dovuto subire un processo di ricostruzione dopo un grave incendio.

Ancora oggi Green Power House suscita interesse da parte di molti stakeholders: in attesa che il progetto sia replicato altrove, Smith non si è perso d'animo e ha creato un'altra azienda, Regenitech, basata sull'intelligenza naturale, che a differenza di quella artificiale, fonda le proprie innovazioni sulle soluzioni che la Natura già offre nel mondo che ci circonda.
 

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