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Plastica biodegradabile dalle foglie di cactus

La ricercatrice messicana Sandra Pascoe Ortiz è riuscita a ottenere un materiale naturale alternativo alla plastica a partire dalle foglie di cactus.
Questa importante innovazione consentirebbe di ridurre o eliminare l’uso di questo derivato del petrolio che sta devastando i nostri mari.

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©Marco Perger / 123rf.com

Dalle foglie di cactus una plastica biodegradabile

Alternative alla plastica da materie prime naturali. Finalmente questo campo della ricerca trova floride opportunità: da una ricercatrice messicana la scoperta su come realizzare un prodotto simile alla plastica ma decisamente meno inquinante.

 

Sandra Pascoe Ortiz ha infatti utilizzato il succo delle foglie di cactus, pianta endemica e molto diffusa allo stato spontaneo in Messico, per creare un materiale completamente biodegradabile e atossico, con proprietà simili alla plastica.

 

Dopo diversi tentativi, la ricercatrice ha centrato l’obiettivo e, grazie a un procedimento abbastanza semplice, è riuscita a produrre una plastica naturale.

 

Come mostrato nel video, in cui la stessa Ortiz spiega il processo con cui è possibile realizzare la plastica e le proprietà del materiale ottenuto, la plastica biodegradabile prodotta a partire dal cactus necessita di sue soli ingredienti e di pochi passaggi per essere prodotta.

 

La Ortiz, infatti, ottiene inizialmente il succo dalle foglie della pianta; al succo aggiunge poi un additivo naturale che conferisce al liquido caratteristiche simili alla plastica.

 

La miscela viene poi fatta raffreddare e successivamente può essere lavorata per ottenere oggetti di qualsiasi forma, dimensione, colore e grado di resistenza.

 

Grazie a questa innovativa plastica biodegradabile è dunque possibile produrre bicchieri, posate, piatti, ma anche borse, contenitori per alimenti e altri oggetti di uso comune.

 

Il problema dell’inquinamento da plastica

La plastica è un materiale economico, resistente, durevole e versatile, vantaggi che dalla sua scoperta a oggi l’hanno resa uno dei materiali più utilizzati al mondo per la produzione degli oggetti più svariati.

 

Oltre ai numerosi vantaggi, però, la plastica ha un enorme problema, che è quello legato all’inquinamento.

 

Poiché la plastica è quasi indistruttibile, i rifiuti di plastica abbandonati in natura o non correttamente smaltiti e riciclati, possono rimanere nell’ambiente per centinaia di anni inquinando fiumi, mari, suolo e aria.

 

Plastiche e microplastiche possono uccidere gli animali, soprattutto quelli marini, che scambiano i piccoli pezzi di plastica per cibo o che restano impigliati in reti e sacchetti di plastica.

 

Inoltre, le microplastiche entrano nella catena alimentare e di conseguenza anche l’essere umano viene esposto a questi materiali, i cui effetti sulla salute non sono ancora noti. 

 

Sostituire la plastica con materiali simili ma atossici e biodegradabili risolverebbe almeno parzialmente il problema.

 

La plastica ottenuta dalle foglie di cactus, infatti, si decompone in acqua e nel suolo in un arco temporale che varia da pochi giorni a un mese.

 

Poiché si tratta di un materiale privo di tossicità, non provoca problemi di salute né agli animali né all’uomo, nemmeno se viene ingerita. 

 

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