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L’Europa accelera sul taglio alle emissioni

Tagliare del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030: è il nuovo obiettivo annunciato dalla Commissione europea.

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©Patiwat Sariya / 123rf.com

Siamo entrati nel decennio per il clima

“Gli adulti si comportano come se non ci fosse un domani, ma c’è un domani. Dobbiamo lottare per quel domani come tutta la vita dipendesse da quello, perché è così. In meno di tre settimane entriamo in un nuovo decennio, non ci sono parole per spiegare quanto sia importante. Sarà un decennio che definirà il nostro futuro, un decennio in cui sceglieremo se agire o non agire, il futuro in cui i nostri figli e nipoti vivranno”.

 

Sono le parole pronunciate dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg allo sciopero per il clima di Torino, venerdì 13 dicembre 2019. Pochi giorni prima che scattasse l’inizio di questo 2020, Greta ci invitava ad affrontarlo con la giusta consapevolezza. Perché quest’anno inizia il decennio per il clima.

 

Il riferimento è all’ormai celebre Special Report 15 dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite), che nel 2018 ci ha messi di fronte a una realtà. Se le temperature globali continueranno ad aumentare a questo ritmo, già tra il 2030 e il 2052 supereranno di 1,5 gradi le medie dell’epoca pre-industriale. La stessa soglia che, secondo l’Accordo di Parigi, dovremmo raggiungere nel 2100.

 

Abbiamo tempo solo fino al 2030 per trovare (e adottare) delle soluzioni, se vogliamo scongiurare la catastrofe climatica.

 

La tabella di marcia per il taglio alle emissioni

Invertire la rotta del riscaldamento globale impone di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra climalteranti in atmosfera. Un percorso che l’Europa ha già intrapreso, con esiti ragguardevoli. Tra il 1990 e il 2018 sono infatti diminuite del 23%, mentre l’economia cresceva del 61%. 

 

Il quadro 2030 per l’energia e il clima, che sancisce gli impegni ufficiali dell’Unione per il periodo 2021-2030, prevede di ridurle del 40% rispetto ai livelli del 1990. Una cifra che a molti osservatori appare insufficiente, soprattutto se paragonata alla gravità della crisi climatica in corso.

 

Dopo un’ampia consultazione pubblica e una valutazione d’impatto, la Commissione europea ha deciso di puntare più in alto: per la precisione, a un taglio delle emissioni del 55% entro il 2030. È stato uno dei punti cardine del discorso sullo Stato dell’Unione tenuto dalla presidente Ursula von der Leyen il 16 settembre 2020.

 

“Dalla nostra valutazione d'impatto emerge che centrare questo obiettivo metterebbe saldamente l'UE sulla buona strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e rispettare i nostri obblighi nel quadro dell'accordo di Parigi”, ha dichiarato. È un obiettivo “ambizioso, raggiungibile e benefico per l'Europa. Possiamo farcela. Abbiamo già dimostrato di potercela fare”. Entro l’estate prossima, ha promesso, l’intera legislazione sull’energia e sul clima verrà riesaminata e allineata a questo nuovo obiettivo.

 

Il Parlamento europeo, l’unico organo eletto direttamente dei cittadini, accoglie la sfida e rilancia. Ai primi di ottobre, chiamato a votare sulla legge sul clima, ha infatti proposto di ritoccare al rialzo questo target, portandolo al -60% rispetto al 1990.

 

Al momento però non è ancora detta l’ultima parola. Gli Stati membri dovranno trovare una posizione comune presso il Consiglio europeo, ma i negoziati non sono facili. Tant’è che la decisione è stata rinviata a dicembre.

 

Il grande traguardo: un’Europa carbon neutral nel 2050

Con il green deal europeo, l’Unione si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Sa riuscisse a realizzare questo proposito segnerebbe un assoluto primato globale, facendo da traino – o almeno è ciò che auspica – anche per le altre potenze.

 

Ma cosa significa di preciso neutralità climatica? Che i gas serra rilasciati in atmosfera (per esempio dagli allevamenti, dagli edifici, dai trasporti e così via) equivalgono a quelli che vengono assorbiti dal suolo, dalle foreste e dagli oceani. 

 

Per garantire di voler fare sul serio, le istituzioni sono al lavoro sulla legge per il clima, che renderà giuridicamente vincolante questo obiettivo.

 

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