News

L'emergenza climatica diventa una materia scolastica

Il ministro Fioramonti ha annunciato che dal prossimo anno l'Italia renderà obbligatorio lo studio dei cambiamenti climatici.

educazione-ambientale-scuola

Credit foto
©goodluz / 123rf.com

Lorenzo Fioramenti, ministro dell’Istruzione, nei giorni scorsi ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che, a partire dal prossimo anno, in Italia sarà obbligatorio studiare i cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile. 

 

Nelle scuole pubbliche italiane di tutti i gradi, quindi, si studierà l’emergenza climatica e questo, di fatto, renderà il Bel Paese una sorta di pioniere nell’educazione ambientale.

 

E non è tutto: queste tematiche, inizialmente pensate come parte integrante di educazione civica, diventeranno non una sola materia scolastica, bensì un insieme di argomenti trasversali affrontati da più discipline. Per un monte orario previso di 33 ore annuali.

 

Anche altre materie istituzionali (come ad esempio geografia, matematica e fisica), quindi, in futuro saranno studiate in prospettiva dello sviluppo sostenibile. Un cambiamento importante, che nasce dalla volontà di porre l’ambiente e la società al centro del sistema educativo italiano

 

Le proposte del Ministero

Alla luce di tutto questo, il Ministero dell’Istruzione ha realizzato un apposito sito internet dedicato alle proposte degli studenti, dei docenti e delle realtà scolastiche presenti sul territorio per quel che concerne l’ambiente, il cambiamento climatico e l’educazione alla sostenibilità.

 

Un primo passo concreto per favorire il dialogo e il confronto tra le molteplici parti coinvolte. E sempre in quest’ottica, negli scorsi mesi Fioramenti si è dotato anche di un apposito consiglio scientifico finalizzato a una comparazione internazionale che renda l’Italia un’avanguardia globale. Di questo consiglio fanno parte anche Enrico Giovannini (economista, statista e accademico italiano), Jeffrey D. Sachs (saggista statunitense e direttore dell’Harvard Institute for International Development), Kate Raworth (Environmental Change Institute dell’università di Oxford) e Vandana Shiva (attivista e
ambientalista indiana).

 

Stando alle prime indicazioni, i bambini tra i 6 e gli 11 anni utilizzeranno un modello pedagogico basato sulle fiabe, gli studenti delle scuole di I grado faranno lezioni più tecniche e quelli delle superiori approfondiranno i contenuti dell’Agenda2030 delle Nazioni Uniti per lo sviluppo sostenibile. 

 

Le reazioni

Gli ambientalisti hanno accolto positivamente questa proposta, con alcune distinzioni. Legambiente, nella figura del vicepresidente Edoardo  Zanchini, ha esplicitato che insegnare ai ragazzi la sostenibilità è sicuramente un qualcosa di molto importante, ma si deve tenere presente che la responsabilità ambientale non dovrebbe essere trasferita ai bambini.

 

Anche i Teachers For Future Italia, movimento nato in seguito ai venerdì di sciopero per il clima di Greta Thunberg, hanno accolto positivamente le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Fioramenti, sottolineando al tempo stesso che il ruolo della scuola nella società italiana dovrebbe essere rivoluzionato completamente.

 

Secondo il loro pensiero, infatti, per cambiare concretamente la didattica odierna non si dovrebbero aggiungere una o più materie scolastiche, bensì declinare diversamente le discipline già esistenti puntando su un approccio critico al modello di sviluppo dominante

 

La scuola, dunque, dovrebbe diventare un modello di organizzazione basato su un nuovo paradigma ecologico e con un ruolo attivo da parte degli studenti. 

 

Sostenuto dall’azione del Governo che dovrebbe prevedere un confronto attivo tra i vari Ministeri e, al tempo stesso, un’esclusione di eventuali collaborazioni con aziende che commercializzano fonti fossili