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COP26 di Glasgow: la data cruciale si avvicina

In Scozia, dal 31 ottobre al 20 novembre 2021, si terrà la 26esima edizione della COP, il vertice tra le nazioni del mondo per fare il punto sui cambiamenti climatici. Potrebbe essere l'ultima occasione per trovare un accordo.

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©ricochet64 -123rf

Il Regno Unito ospiterà la 26esima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, meglio cononosciuta con l’acronimo COP26, presso lo Scottish Exhibition Centre di Glasgow dal 31 ottobre al 20 novembre 2021.

I negoziati sul clima costituiranno il più grande vertice internazionale che il Regno Unito abbia mai ospitato; riuniranno oltre 30.000 delegati, tra cui Capi di Stato, esperti climatici e attivisti, per concordare un piano d’azione coordinato per affrontare i cambiamenti climatici.
 

Che cos'è la COP?

Per quasi tre decenni le Nazioni Unite hanno riunito quasi tutti i paesi della terra per i vertici globali sul clima – chiamati COP – che stanno per “Conferenza delle parti”.

Dalla prima conferenza tenutasi nel 1992 a Rio de Janeiro, i cambiamenti climatici sono passati dall'essere una questione marginale a diventare una priorità globale.

L’obiettivo delle COP è sempre stato quello di giungere a un accordo comune tra le nazioni su come affrontare la crisi climatica, ponendo degli obiettivi e perseguendoli insieme. 

Nel 2021, i leader mondiali arriveranno in Scozia insieme a decine di migliaia di negoziatori, rappresentanti di governo, imprese e cittadini per due settimane di colloqui.
 

L'accordo vincolante di Parigi

Un compito enorme: l’ultima volta che le nazioni sono arrivate a firmare un accordo comune vincolante è stato nel 2015 a Parigi.
 

Infatti, in occasione della ventunesima edizione della COP, tenutosi nella capitale francese, i paesi partecipanti hanno dichiarato di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi - puntando a 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali - e a mettere a disposizione fondi per raggiungere questi obiettivi.

Da allora, ciascun paese aderente si è impegnato a lavorare a un piano nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 nette in atmosfera e a confrontarsi su tale piano ogni cinque anni.
 

Glasgow è l’opportunità per aggiornare i propri piani

Al vertice di Glasgow - ritardato di un anno a causa della pandemia - i paesi aggiorneranno i loro piani per ridurre le emissioni in un contesto completamente mutato rispetto al 2015. 

Gli impegni presi a Parigi non si stanno materializzando e nella corsa per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi, siamo già a +1,1. Inoltre, la finestra per raggiungere questo obiettivo si sta chiudendo.

Il decennio da qui al 2030 sarà cruciale. Gli impegni che i paesi prenderanno a Glasgow dovranno andare molto oltre rispetto a quelli intrapresi cinque anni fa. Per questo motivo, la COP26 rappresenta un incontro deciviso.
 

Quali obiettivi di COP26

Il programma delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico ha fissato diversi obiettivi per il vertici di Glasgow. Questi sono:

  • Assicurare l’obiettivo di zero emissioni nette a livello globale entro il 2050 e mantenere il rialzo delle temperature entro gli 1,5 gradi rispetto alle temperature pre-industriali. Per farlo è necessario accelerare l’uscita dall’utilizzo del carbone, ridurre la deforestazione, accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica e investire nelle energie rinnovabili;
  • Sviluppare diverse strategie di adattamento per le comunità più esposte e gli ambienti naturali. Le nazioni più ricche devono indirizzare almeno 100 miliardi di dollari l’anno verso la transizione ecologica;
  • Lavorare in squadra per raggiungere gli obiettivi.

Inoltre, gli incontri di Glasgow verranno anticipati da una pre-COP che si terrà a Milano dal 30 settembre al 2 ottobre 2021, alla quale parteciperanno da 35 a 40 paesi.

Ogni Conferenza delle Parti, infatti, è preceduta da una riunione preparatoria che si tiene di solito un mese prima, denominata pre-COP. Lo scopo di questo incontro è fornire a un gruppo selezionato di paesi un ambiente informale per discutere e scambiare opinioni su alcuni aspetti politici chiave dei negoziati e offrire una guida politica per i successivi negoziati.
 

Rischio rinvio

Di fronte alla scarsa vaccinazione dei Paesi più poveri contro il Covid-19, un network di circa 1.500 Ong ha lanciato un appello a Londra per il rinvio della conferenza Onu sul clima, ritenendo "impossibile" tenere un incontro "equo e inclusivo".

Secondo le Ong,"a soli due mesi dall'appuntamento, è evidente che una conferenza globale sul clima sicura, inclusiva e giusta è impossibile, data l'incapacità di garantire l'accesso ai vaccini per migliaia di persone nei Paesi più poveri, i costi di viaggio e alloggio e le misure di quarantena e l'incertezza sull'evoluzione della pandemia di Covid-19".

A lanciare l'appello, Climate Action Network (Can), che riunisce alcune delle più note organizzazioni non governative, tra cui Greenpeace, Wwf, Action Aid, Oxfam e Amnesty International.
 

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