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Energia rinnovabile gratis per i cittadini di Borutta

Il piccolo borgo di Borutta è diventato la prima comunità energetica sarda completamente rinnovabile. Energia del sole e riqualificazione energetica possono funzionare come metodi per combattere lo spopolamento.

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Credit foto
© Iuliia Burlachenko -123rf

Borutta è la prima comunità energetica rinnovabile in Sardegna. In questo piccolo comune del sassarese, 300 abitanti, l’energia elettrica da fotovoltaico sarà gratuita per tutti i residenti.

Lo ha reso noto il primo cittadino di Borutta, Silvano Arru, in aula consiliare: “È realtà il sogno del nostro Comune, contenuto nel piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e adottato già nel 2012, di diventare autosufficiente energeticamente mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonostante le tante difficoltà incontrate”.
 

Progetto nato otto anni fa

Il progetto è stato avviato otto anni fa ma è stato reso possibile dall’agosto 2020, da quando cioè è stato convertito in legge il decreto milleproroghe che ha “riconosciuto dignità giuridica alle comunità energetiche e fissate le regole per il suo funzionamento” ha aggiunto Arru.

Laureato in giurisprudenza, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, Arru ha lasciato Sassari per trasferirsi nel paese dei suoi genitori. E da qui è riuscito a far diventare Borutta uno dei dodici comuni italiani indipendenti al 100% dal punto di vista energetico.
 

Nuove regole per le comunità energetiche

Prima del decreto milleproroghe era già possibile unirsi per finanziare l’installazione di un impianto condiviso e alimentato da fonti rinnovabili, ma non era previsto che tale impianto potesse fornire energia a più utenze.

D’ora in avanti, però, associazioni di cittadini, catene di negozi o aziende con uffici nello stesso stabile potranno dotarsi di un impianto condiviso, con una potenza complessiva inferiore a 200 kW, e condividere l’energia prodotta o per il consumo immediato oppure per stoccarla in sistemi di accumulo (e per utilizzarla quando necessario). 

La norma non fa riferimento specifico alla tecnologia rinnovabile da adottare, ma quella che si presta a sfruttare meglio i vantaggi del provvedimento è il fotovoltaico.  
 

Azzerare i costi fissi

Nel caso di Borutta, per prima cosa, i pannelli fotovoltaici sono stati posizionati sulle strutture pubbliche: palazzo comunale, strutture sportive, scuole, centro polifunzionale, museo, illuminazione pubblica, bici elettriche, la sala congressi, la biblioteca e la casa di riposo.

Poi è stato realizzato un campo fotovoltaico di seimila metri quadri in un terreno di proprietà del sindaco. Due iniziative che hanno permesso così di azzerare i costi relativi ai consumi. Grazie agli incentivi disponibili e l’acquisizione della rete, verranno eliminati anche i costi fissi e allora la bolletta sarà davvero pari a zero.

 

Energia gratis contro lo spopolamento

Oltre alle bollette ad importo zero i cittadini potranno ricevere un incentivo (pari a 110 euro /Mwh) previsto dalle recenti misure sulle comunità energetiche. La somma dovrà essere investita per il raggiungimento della classe energetica “A” della propria abitazione.

Energia gratuita dal comune e ecobonus al 110% possono diventare due strumenti per ripopolare il borgo e invertire il trend demografico attuale, secondo il quale il paese sarebbe destinato a svuotarsi entro la fine di questo secolo.

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