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L'appello di Sbilanciamoci per un'Italia più giusta e sostenibile

La campagna Sbilanciamoci! ha lanciato un appello per ricostruire un Paese migliore e in salute dopo la pandemia. E l’ha fatto mettendo nero su bianco dieci punti fermi su cui costruire le nuove politiche di sviluppo.

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©Iakov Kalinin / 123rf.com

Dopo la pandemia in atto, l’Italia non sarà più come prima. Partendo da questo presupposto la Campagna Sbilanciamoci! si è prefissata l’obiettivo di progettare la ricostruzione di un paese migliore, in salute, giusto e sostenibile. 

 

Nel concreto, ha lanciato un appello online individuando dieci punti fermi sui quali sviluppare le linee guida per gli interventi immediati, ma anche per i progetti più ad ampio respiro. 

 

I dieci punti fermi di Sbilanciamoci!

Ecco nello specifico i dieci punti fermi:

 

1. La ricostruzione di un sistema produttivo di qualità con un nuovo intervento pubblico. Il coronavirus ci ha aiutati a distinguere i beni essenziali da quelli superflui; una classificazione che non possiamo più delegare totalmente al mercato. L'intervento pubblico deve recuperare la sua centralità nell'orientare le politiche di sviluppo.

 

2. Un’economia sostenibile sul piano ambientale. In questa transizione avrà un ruolo fondamentale il Green Deal, per il quale la Commissione europea promette di stanziare mille miliardi di euro in dieci anni. Ma le risorse finanziarie vanno indirizzate verso obiettivi ancora più sfidanti rispetto a quelli attuali, in termini di riduzione delle emissioni, elettrificazione della mobilità, passaggio alle energie rinnovabili e così via. 

 

3. La tutela del lavoro, la riduzione della precarietà, la garanzia di un reddito minimo. Non c'è dubbio sul fatto che la crisi dovuta all'emergenza sanitaria sia stata una pesante batosta per il lavoro e per le imprese. Le indispensabili misure di sostegno, però, non possono essere erogate "alla cieca" ma vanno indirizzate verso quelle realtà capaci di creare valore aggiunto nel rispetto dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Parallelamente, bisogna abbassare il tasso di precarietà (anche semplificando i contratti) e tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori. 

 

4. La centralità del sistema di welfare e dei servizi pubblici universali. Questi ultimi non vanno più ritenuti come un puro e semplice costo da sforbiciare o delegare ai privati, ma come un pilastro della nostra economia, che produce quella qualità sociale e ambientale che il Pil non riesca a misurare. 

 

5. La centralità del servizio sanitario nazionale pubblico. Secondo Sbilanciamoci! l'Italia deve abbandonare definitivamente il modello lombardo di privatizzazione della sanità (pesantemente criticato durante l'emergenza), così come la sua frammentazione regionale.  

 

6. La tutela del territorio e una casa per tutti. Serve una nuova pianificazione che metta al centro il diritto alla casa e lo stop al consumo di suolo, anche riqualificando le periferie e le aree degradate, favorendo l'agricoltura biologica e a km zero e valorizzando il patrimonio paesaggistico grazie al turismo responsabile.

 

7. La riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali. Negli ultimi decenni il divario tra ricchi e poveri è cresciuto a livelli inaccettabili: bisogna dunque ricostruire questo equilibrio allargando il sistema di welfare, imponendo tetti ai redditi più alti e rivedendo le politiche fiscali e redistributive.

 

8. La riduzione delle disuguaglianze che colpiscono le donne e il riconoscimento del lavoro di cura. Con il lockdown, che ha paralizzato asili, scuole e servizi pubblici, si è aggravata la mole di lavoro domestico che è ricaduta soprattutto sulle spalle delle donne, con tutte le difficoltà che ne sono conseguite in termini lavorativi. Questo tema non può più passare sotto silenzio, ma va affrontato in modo sistemico. 

 

9. La giustizia nell’imposizione fiscale. Oggi lo Stato italiano incassa l’80% delle imposte dirette dai lavoratori dipendenti, mentre le rendite finanziarie hanno aliquote minime e i profitti delle imprese possono essere facilmente nascosti nei bilanci o trasferiti all'estero. Ci troviamo di fronte a una fase in cui serviranno enormi risorse per ridare slancio al sistema economico: va da sé che queste ultime non possano essere ricavate sempre e solo dai redditi medio-bassi, già duramente provati dalla crisi, ma anche e soprattutto dai grandi patrimoni, dai colossi del web e dalla finanza speculativa. 

 

10. Un quadro europeo e internazionale coerente con un’economia e una società giusta. Visto che l'Italia è parte integrante dell'Europa, non è pensabile che le politiche di sviluppo nazionali e comunitarie viaggino su binari separati. Tanto più perché salute, giustizia e  sostenibilità sono questioni globali, che vanno affrontate con un approccio unitario e responsabile, lasciandosi alle spalle gli individualismi e il laissez-faire.

 

Sbilanciamoci! suggerisce di insediare un gruppo di esperti che trasformino questi dieci punti in proposte concrete, ambiziose ma realizzabili. Una sfida che può essere vinta soltanto costruendo un'alleanza tra tra organizzazioni sociali, sindacati, campagne della società civile, comunità, enti locali e forze politiche.

 

L'appello al governo italiano

L'appello, diretto al governo, è stato promosso da 42 studiosi ed esponenti della società civile e ora è aperto alle firme dei cittadini. L'obiettivo è quello di arrivare almeno a 2.500. 

 

“Dopo la pandemia di coronavirus l’Italia non sarà più come prima", si legge nel testo della petizione. "L’economia arretra, la società si frammenta, la politica fatica a pensare al futuro. Tocca a noi tutti progettare la ricostruzione di un paese migliore, di un’Italia in salute, giusta e sostenibile. Tocca a noi tutti tracciare la strada che individui i punti fermi delle iniziative e delle politiche necessarie per far fronte a questa emergenza e - in una prospettiva più ampia - per porre la ricostruzione del paese su basi diverse da quelle del passato".

 

Ancora: "Vogliamo un'Italia che sia capace di rafforzare il suo servizio sanitario pubblico e riduca le spese militari; un'Italia che qualifichi e finanzi la scuola e l'università e cancelli i sussidi ambientalmente dannosi; un'Italia dell'accoglienza e non della discriminazione; un'Italia che tuteli il suo paesaggio fermando il consumo di suolo; un'Italia che riconosca l'uguaglianza e i diritti e rimuova i privilegi; un'Italia che promuova un'economia non per pochi, ma per tutti”.

 

Cos’è la campagna Sbilanciamoci!

Fondata nel 1999 e coordinata dall’associazione di promozione sociale Lunaria, la campagna Sbilanciamoci! riunisce 49 organizzazioni e reti della società civile impegnate su vari temi relativi alla spesa pubblica e alle alternative di politica economica.

 

In vent’anni di attività, tale realtà ha promosso molteplici iniziative con la finalità di incentivare la giustizia economica e sociale, la sostenibilità ambientale e la pace. E l’ha fatto concentrandosi su temi come il lavoro, il fisco, il disarmo, l'istruzione, la ricerca, l'inclusione e la cooperazione internazionale.