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Circuito dell'Annapurna, un itinerario indimenticabile

Un itinerario di trekking tra i più suggestivi al mondo è il mitico circuito dell'Annapurna, sopra i 4.000 metri. Cosa aspettarsi (nel bene e nel male) da una passeggiata sui tetti del mondo?

Circuito di Annapurna

Credit foto
© Christopher Moswitzer / 123rf.com

L'itinerario di 230 km sul tetto del mondo

Quando pensiamo al tetto del mondo ci vengono subito alla mente il Monte Everest ed il K2. Ma tra le vette più alte da visitare possiamo trovare luoghi particolarmente interessanti per la bellezza dei loro circuiti di trekking.

 

Uno di questi è il circuito dell’Annapurna, situato sul massiccio dell’Annapurna che comprende una vetta al di sopra degli ottomila metri e ben tredici al di sopra dei settemila. 

 

Tale circuito di trekking, lungo fino a 230 km, è considerato tra gli amanti e gli esperti del settore come uno dei più belli e indimenticabili del mondo.
 

Com'è strutturato il percorso

Il nome, di origine sanscrita, celebra la dea Annapura, letteralmente “colma di cibo”, la forma della dea Parvati che si occupa di nutrire incondizionatamente ogni creatura. Sarebbe un aspetto della Dea Parvati, la “figlia dell’Himalaya”. 

 

Per millenni considerato come una montagna sacra, oggi l’Annapurna è teatro di due esperienze mozzafiato: il circuito dell’Annapurna ed il santuario dell’Annapurna

 

Il circuito, percorribile in 17 giorni (18 se includiamo il ritorno a Kathmandu), parte da Besisahar e procede in 11 giorni verso Thorung Phedi, a 4500 metri sopra il livello del mare, prima di cominciare una ridiscesa verso Pokhara.
 

Gli aspetti positivi

Il mondo degli itinerari di trekking si evolve velocissimamente, ed è buona cosa dare ascolto ai feedback più recenti per sapere con esattezza cosa aspettarsi da un’esperienza sull’Annapurna. Cominciamo dalle note positive.  

 

La popolarità del circuito dell’Annapurna è di per sé garanzia di qualità, ed essendo in aumento da cinquant’anni, ovvero da quando il Nepal ha aperto al turismo, significa che l’esperienza è senza dubbio meritevole. Motivi? Data la sua lunghezza e le sue caratteristiche, il trekker può immergersi in una grande varietà di ambienti e microclimi, dalle vallate quasi tropicali, fino ai deserti di alta quote e ai ghiacciai. 

 

Lungo il viaggio si incontrano inoltre differenti culture: quelle di valle di stampo induista e quelle in alta quota, indistinguibili dai tibetani. 
 

Gli aspetti negativi

Non è proprio una passeggiata, verrebbe da dire pensando agli aspetti meno positivi di questo viaggio. Recentemente è stato sviluppato un percorso per jeep, che se all’inizio avrebbe dovuto coprire solo brevi tratti, nel tempo è andato sviluppandosi oltremisura deturpando il paesaggio e la magia dell’atmosfera

 

Sfortunatamente, al momento questo percorso per jeep si è sovrapposto quasi completamente al vecchio itinerario a piedi. Quello che prima era un circuito di prima classe, è oggi circa al 90% transitato da veicoli a motore (solo 27 chilomeri degli originali 211 sono chiusi alle jeep). 

 

Altro punto altamente critico: il circuito dell’Annapurna è letteralmente sovraffollato, e nonostante una serie di misure governative per rendere a pagamento le varie tappe, non esistono vere restrizioni numeriche. Ciò si traduce in: aumento dell’immondizia, difficoltà nel trovare alloggio, intimità con la natura compromessa. 
 

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