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Arrampicata, benefici per corpo e mente

Con l'estate esplode la voglia di darsi alla montagna e l'arrampicata è un'opzione più che valutabile, più che divertente. Vediamo come scalare in sicurezza, quanto è utile avere una buona guida, in quali condizioni si può pensare di arrampicare e in quali è meglio rimandare

Arrampicata, benefici per corpo e mente

Arrampicarsi non è uno sport di montagna per pochi, anzi. Con una buona guida e la voglia di imparare in sicurezza e potenziando l'ascolto del sé, questa disciplina permette di raggiungere un contatto con se stessi straordinario.

Vediamo quali sono gli accorgimenti fondamentali per arrampicare in sicurezza, quali sono le differenze di genere, età, condizioni ambientali. 

 

Avvicinarsi all'arrampicata: uno sport non solo maschile

Sfatiamo subito un mito: l'arrampicata non è solamente per gli uomini. Anzi, le donne spesso dimostrano di vivere in maniera molto rapida la fase che le vede principianti di fronte alla parete.

Molti fattori prettamente fisici intervengono in aiuto: prima di tutto, le anche. La maggior apertura delle anche consente di aderire meglio alla parete e stabilire un contatto con tutto il corpo. In secondo luogo, piedi e mani, le estremità: essendo di solito più piccole consentono di sfruttare fessure e buchi della roccia. La flessibilità e la scioltezza vincono su una condizione psicologica spesso illusoria, ovvero che per arrampicare ci voglia forza fisica

Non sarebbe azzardato dire che l'arrampicata è donna; basta fare qualche nome di donne che sanno affrontare montagne non solo splendide ma anche molto impegnative e che hanno dimostrato di eccellere in salite libere anche "fuori misura" come Vanessa François, Hazel Findlay, Pamela Pack, Emma Twyford, Katy Whittaker, Shauna Coxsey, Alizée Dufraisse, Eva López, Ashima Shiraishi e Angelina Scarth-Johnson.  

 

Conosciamo gli Highliners: slackline, cielo, anima, montagne

 

Consigli per principianti dell'arrampicata 

Prima di tutto, l'onestà con se stessi è lo strumento amico del principiante. Conoscere i proprio punti deboli e forti, non ignorare passati infortuni, tenere in grande considerazione la respirazione. Conoscersi. 

Di base, la costanza nell'allenamento prima di uscire in arrampicata è un fattore fondamentale. Ci vuole una buona pianificazione di esercizi idonei al proprio livello, insieme alla tenacia nel mantenere la variabilità dello stimolo. La discontinuità, la scelta di esercizi sbagliati, non aiutano. 

Allenarsi è pianificare per raggiungere degli obiettivi (gare, vie, blocchi, periodo migliore per realizzare ecc…); lavorare su certi deficit; ma anche rispettare le fisiologica risposta dell’organismo allo stimolo allenante, da cui la capacità di organizzare gli allenamenti (ciclo per ciclo, settimana per settimana) per ottenere il massimo senza rischiare di andare in over-training.

Ci vuole la giusta alternanza di momenti di “carico” e momenti di “scarico”, ovvero di recupero, portano ai migliori risultati: il “recupero attivo” e lo “scarico con antagonisti” sono parte fondamentale dell’allenamento efficace. I principali mezzi di allenamento sono muro-boulder, system wall, trave e pan gullich. 

Occorre tenere in grande considerazione l'assetto posturale: avvicinarsi agli esercizi per l'arrampicata è anche un modo utile per rivedere la propria postura, preparare la muscolatura, scaricare tensioni muscolo/articolari. 

In arrampicata, poi, si sperimenta davvero che significa gestire la paura e il rischio, mantenere l'attenzione, la concentrazione. Consigliamo di fare le prime uscite su un terreno adatto e con un istruttore competente che aiuterà poi a migliorare le proprie capacità, gradualmente e con pazienza.

 

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