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Come il cambiamento climatico sta modificando la qualità delle piante medicinali

Il cambiamento climatico può influire sulla disponibilità delle piante e sulla loro composizione chimica e rende necessario un aggiornamento continuo delle conoscenze per continuare a offrire prodotti ebroristici di qualità

 

Temperature e cicli di crescita alterati

Le piante medicinali e le piante in generale sono strettamente legate all’ambiente in cui crescono e fattori come temperatura, luce, disponibilità di acqua e composizione del suolo influenzano lo sviluppo della pianta e il suo ciclo vitale.

L’aumento delle temperature e gli stress termici, come ondate di calore e siccità, stanno dunque provocando anticipi o ritardi nei cicli di crescita, con fioriture precoci, riduzione delle dimensioni o modifiche nella sintesi di costituenti attivi da parte delle piante.
 

Cambiamenti nei principi attivi

Le piante medicinali vengono coltivate o raccolte per il loro contenuto in principi attivi, sostanze responsabili della loro azione sull'uomo e che la pianta può produrre in modo fisiologico o come risposta a stress ambientali.

Fattori ambientali come variazioni di temperatura, luce, acqua e anidride carbonica atmosferica influenzano direttamente la produzione di questi composti, aumentandone o riducendone la sintesi.

Ad esempio, temperature elevate e siccità possono indurre stress nelle piante portando a un incremento della produzione di alcaloidi e terpeni e a una riduzione della sintesi di flavonoidi.

Due piante della stessa specie raccolte in condizioni climatiche diverse possono avere un contenuto molto diverso di principi attivi e il cambiamento climatico può portare ad aumentare ulteriormente la variabilità delle piante, influenzando tempi di raccolta, metodi di estrazione e qualità dei prodotti erboristici e fitoterapici.
 

Nuovi problemi di raccolta

Il cambiamento climatico influisce sulla produzione di composti attivi da parte delle piante ma anche sulla loro disponibilità e, di conseguenza, sulla raccolta.

Le piante spontanee e quelle coltivate vanno infatti raccolte nel loro tempo balsamico, cioè il momento in cui il contenuto in sostanze attive è più elevato ma se le condizioni ambientali cambiano può diventare più difficile individuare questo momento. 

Oltre a questo, altri problemi legati alla raccolta di piante medicinali spontanee è che condizioni ambientali estreme possono ridurre la disponibilità di alcune specie oppure possono portare altre specie a modificare il loro areale di crescita, cioè la zona in cui crescere, spostandosi verso latitudini o altitudini diverse dove il clima è più favorevole per loro.

Infine, in alcuni casi condizioni ambientali non ottimali possono  aumentare la vulnerabilità delle piante a parassiti e malattie, con ripercussioni negative sulle rese e sulla qualità dei raccolti. 
 

Implicazioni per l’erboristeria

Come abbiamo visto, il cambiamento climatico può portare a una riduzione delle rese e questo ha sicuramente un impatto sul settore erboristico che può avere problemi di approvvigionamento o far fatica a reperire materie prime di buona qualità.

Un aspetto sicuramente critico è però anche la necessità di aggiornare continuamente le conoscenze e non ci si può più basare solo sulla tradizione, ma occorre integrare il proprio sapere con dati scientifici aggiornati.

Questo perché in base all'origine geografica e alle condizioni di coltivazione, per ottenere una materia prima di qualità può essere necessario modificare il periodo di raccolta oppure i metodi di lavorazione.