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Le 7 piante più utili quando ti senti scarico a febbraio

Febbraio può essere un mese in cui la stanchezza si fa sentire di più, dopo aver trascorso un lungo periodo con luce ridotta e temperature rigide ma esistono piante che possono aiutare a sentirsi meno scarichi

eleuterococco

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Le 7 piante più utili quando ti senti scarico a febbraio

Quando ci sente affaticati fisicamente o mentalmente e non sussistono ragioni legate a patologie specifiche, può essere utile ricorrere a piante stimolanti, toniche o che agiscano sull'umore. 

 

Una delle piante più utilizzate a questo scopo è probabilmente il ginseng (Panax ginseng), un rimedio che agisce con effetto modulante sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sulla risposta allo stress, con possibili benefici su affaticamento e performance cognitiva. Il ginseng viene consigliato in caso di stanchezza fisica associata a calo della concentrazione ed è molto utilizzato per migliorare le prestazioni durante lo studio o sul lavoro.

Il ginseng americano (Panax quinquefolius) è invece un rimedio meno stimolante rispetto al ginseng asiatico, e viene utilizzato quando quando la stanchezza si associa a vulnerabilità immunitaria o affaticamento post-stagionale.

Un'altra pianta utile in questo periodo è la rodiola (Rhodiola rosea), rimedio  adattogeno indicato contro la stanchezza mental, il calo del tono dell'umore e la riduzione delle difese immunitarie.

 

L’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus) è un altro rimedio tradizionalmente impiegato per migliorare la resistenza fisica e sostenere l’organismo nei cambi di stagione, anche per quanto riguarda le difese immunitarie. 

Tra le piante che possono aiutare in questo periodo troviamo poi l'ashwagandha (Withania somnifera), indicata quando la stanchezza si associa a tensione nervosa, agitazione e stress.

Uno stimolante contro l'affaticamento è anche il guaranà (Paullinia cupana), da usare per avere un effetto più rapido e immediato.

Infine, tra le piante da usare a febbraio troviamo la maca peruviana (Lepidium meyenii) tradizionalmente utilizzata nelle Ande come tonico nutrizionale per sostenere energia e vitalità nei periodi di affaticamento generale o calo della motivazione.

Perché febbraio è un mese critico per l’energia

Febbraio coincide con la parte finale della stagione invernale e questo può influenzare i livelli di energia.

In primo luogo, a febbraio l'organismo arriva da diversi mesi in cui è stato sottoposto a ore di luce ridotte rispetto alla primavera e questo influenza i ritmi circadiani e la regolazione del tono dell’umore.


In inverno poi si tende a stare meno all'aperto, a fare meno attività fisica, a mangiare cibi più ricchi o calorici.

Durante i mesi freddi il sistema immunitario può essere stato impegnato per mesi nel fronteggiare virus stagionali, altro fattore che può contribuire a una sensazione di calo delle energie.

Per tutti questi motivi, alcune persone possono arrivare a fine inverno o inizio primavera particolarmente affaticati, stanchi mentalmente e fisicamente, senza che vi siano ragioni patologiche. 

Piante toniche e piante adattogene

Le piante che possono aiutare ad aumentare le energie si distinguono in toniche o stimolanti e in adattogeni.

Le piante toniche stimolanti come il guaranà aumentano temporaneamente vigilanza ed energia, agendo in modo più diretto sul sistema nervoso centrale.

Le piante adattogene come rhodiola, eleuterococco e ashwagandha, invece, modulano la risposta allo stress e aiutano l’organismo ad adattarsi meglio. Il loro effetto è più graduale e si manifesta nel tempo.

La scelta dipende quindi dal tipo di stanchezza poiché se prevale sonnolenza occasionale si fa ricorso ai tonici, mentre se la sensazione di affaticamento è cronica eassociata a stress, un adattogeno può essere più indicato.

Quando usarle e per quanto tempo

Le piante toniche e adattogene non andrebbero utilizzate in modo continuativo e in in genere si consiglia un ciclo di 3–6 settimane, seguito da una pausa.

Gli adattogeni richiedono uso costante per almeno due settimane per mostrare benefici evidenti. Inoltre, meglio iniziare con dosaggi bassi e valutare la risposta individuale.

Per quanto riguarda il momento dell'assunzione, le piante stimolanti andrebbero assunte preferibilmente al mattino, quelle modulanti anche nel primo pomeriggio.

Precauzioni e controindicazioni

Le piante stimolanti sono sconsigliate in caso di ipertensione, disturbi del ritmo cardiaco o insonnia, mentre gli adattogeni possono interagire con alcuni farmaci, in particolare antidepressivi o ansiolitici.

Prima di assumere un integratore è importante chiedere consiglio al medico, al farmacista e all'erborista.

Se la stanchezza è intensa, persistente o associata a perdita di peso, anemia, disturbi tiroidei o alterazioni dell’umore importanti, è importante una valutazione medica prima di iniziare qualsiasi integrazione.