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Orto botanico di Roma

Ha una lunga storica, un forte valore culturale e un grande fascino. Stiamo parlando dell'orto botanico di Roma, istituzione museale che fa capo all'università La Sapienza.

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©Lalupa / Wikimedia Commons

La storia dell’orto botanico di Roma

Fu Papa Nicolò III (1277-1330) a volere, per primo, il pomerium (o verziere) all’interno delle mura vaticane. Nasceva così il capostipite dei giardini vaticani. Lì nei secoli successivi vennero coltivate anche le piante medicinali, avvicinandosi così all’ideale di orto botanico. Lo studio delle proprietà delle piante assunse anche la dignità di disciplina universitaria quando Leone X, nel 1514, istituì la prima cattedra.

 

Quando però a metà del Cinquecento i pontefici stabilirono la loro residenza al palazzo del Quirinale, l’orto botanico nelle mura del Vaticano venne abbandonato. Papa Alessandro VII, non volendo perdere un patrimonio così prezioso, donò all’università un terreno sul colle del Gianicolo. Dopo svariate vicissitudini, finalmente nel 1883 l’orto botanico di Roma conquistò la sede che occupa tuttora, a palazzo Corsini alla Lungara, proprio di fronte alla villa Farnesina. 

 

Oggi l’orto botanico di Roma è un’istituzione museale che fa capo all’università La Sapienza. È aperto al pubblico e – fatte salve le chiusure per Covid-19 – organizza visite guidate e laboratori per bambini.

 

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Le collezioni di piante dell’orto botanico di Roma

Tra le numerose collezioni di piante presenti nell’orto botanico di Roma, possiamo menzionare: 

 

  • gli imponenti alberi monumentali, come i quattro platani orientali (Platanus orientalis L.) che delimitano la scalinata delle Undici fontane;
  • la collezione di una sessantina di bambù; risale al 2019 la fioritura del Phyllostachys bambusoides, un fatto eccezionale che capita a intervalli di oltre mezzo secolo;
  • il bosco romano con la vegetazione spontanea sopravvissuta all’urbanizzazione;
  • la collezione di gimnosperme che comprende i generi Podocarpus, Pinus, Cupressus e Torreya;
  • il giardino dei sensi, così soprannominato perché accoglie specie con profumi e consistenze particolari;

 

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  • il giardino giapponese, con i suoi giochi d’acqua e i suoi laghetti;
  • l’orto dei semplici con le piante medicinali;
  • le tre serre: quella monumentale è stata costruita nel 1877 e ospita euforbie e rampicanti; la serra Corsini ospita una collezione di succulente; la serra tropicale si caratterizza per un microclima caldo e umido;
  • il vigneto con oltre 150 diverse viti tipiche di tutte le regioni italiane.

 

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La Casa delle farfalle

Tra i tesori custoditi nell’orto botanico di Roma c’è anche la Casa delle farfalle, o Butterfly eden. A gestirla è l’associazione di promozione sociale Pandoracasanatura, che si occupa di ricerca e di divulgazione scientifica.

 

Inaugurata il 12 settembre 2020, è un’ampia tendostruttura climatizzata in cui vivono centinaia di farfalle e di falene tropicali diverse tra loro per foggia e per colore. All’interno di una passerella di legno è stato installato un sistema di vaporizzatori che mantiene l’ambiente costantemente caldo e umido, per simulare il clima delle foreste pluviali. 

 

“I visitatori saranno guidati a conoscere le varie fasi della vita delle farfalle e potranno vederle schiudere dalle crisalidi, distendere le ali, prendere il volo, nutrirsi su fiori e frutti maturi, accoppiarsi e deporre le uova. È anche possibile individuare i bruchi sulle piante nutrici, come nel caso di Attacus atlas, la farfalla più grande del mondo”, fanno sapere tramite una nota gli esperti di Pandoracasanatura.

 

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