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La soglia di tolleranza allo stress si può allenare?

Ci sono giornate in cui anche piccoli imprevisti sembrano difficili da gestire, mentre in altre situazioni più complesse scorrono senza creare particolare tensione.
Questa differenza non dipende solo da ciò che accade, ma da come il nostro sistema nervoso risponde agli stimoli. È proprio questa capacità che, in parte, può essere allenata. Allenare la risposta allo stress non significa eliminarlo, ma migliorare la capacità dell’organismo di attraversarlo senza andare rapidamente in sovraccarico.

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Cos’è la resilienza fisiologica

La resilienza fisiologica è la capacità del corpo di adattarsi agli stimoli stressanti e di tornare a uno  stato di equilibrio dopo una fase di attivazione. Più siamo flessibili e più siamo resilienti. 
Non riguarda solo la resistenza allo stress, ma soprattutto la velocità e l’efficacia con cui  l’organismo riesce a recuperare. 
Quando questa capacità è ridotta, anche stimoli relativamente semplici possono generare una  risposta intensa o prolungata. Al contrario, un buon livello di resilienza permette di affrontare  situazioni complesse con maggiore stabilità.
 

Sistema nervoso simpatico e parasimpatico

Il sistema nervoso autonomo è il principale regolatore della risposta allo stress. 
La componente simpatica è responsabile dell’attivazione: aumenta la vigilanza, accelera il battito  cardiaco e prepara il corpo all’azione. 
La componente parasimpatica, invece, favorisce il recupero: rallenta i ritmi, facilita la digestione e  riporta l’organismo a uno stato di calma. 
Una buona tolleranza allo stress non dipende dall’assenza di attivazione, ma dalla capacità di  passare in modo flessibile da uno stato all’altro. Quando questo equilibrio è meno efficiente, si può  rimanere più a lungo in uno stato di tensione o, al contrario, avere difficoltà a riattivarsi. 
 

Esposizione graduale agli stimoli

Uno degli aspetti più rilevanti è che il sistema nervoso si adatta anche attraverso l’esperienza.  Un’esposizione graduale a stimoli gestibili può aiutare a migliorare la tolleranza allo stress, ma  questo non significa cercare situazioni difficili in modo forzato. Nella pratica, significa partire da  piccoli elementi della quotidianità: gestire un imprevisto senza evitarlo, sostenere una 
conversazione che crea un minimo di disagio, o restare presenti in una situazione che normalmente  si tenderebbe a evitare. 
 

Pratiche corporee utili

Alcune pratiche possono sostenere il sistema nervoso e migliorare la capacità di adattamento allo  stress. 

  • attività fisica regolare, anche a bassa intensità 
  • esercizi di respirazione che favoriscono il rallentamento 
  • momenti di pausa reale durante la giornata 
  • contatto con l’ambiente naturale 

Nella mia pratica professionale, osservo spesso che la tolleranza allo stress migliora quando si  lavora attraverso il corpo. Anche in contesti diversi, come l’insegnamento, emerge chiaramente: gli  studenti tendono a reagire meglio quando vengono coinvolti in attività che includono movimento o  partecipazione attiva, rispetto a momenti puramente teorici. 
 

Quando serve supporto professionale

In alcune situazioni, la difficoltà a gestire lo stress può diventare persistente e influenzare in modo  significativo la qualità della vita. 
Può essere utile considerare un supporto quando: 

  • la sensazione di tensione è costante 
  • il recupero dopo lo stress è lento o incompleto 
  • il sonno è frequentemente disturbato 
  • compaiono sintomi fisici ricorrenti ( mal di testa, tensione muscolare, mancanza costante di  energia…) 
     

In questi casi, un approccio guidato può aiutare a comprendere meglio la risposta individuale allo  stress e a individuare strategie più mirate.