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Cobra Kai: Karate Kid e il sequel imprevisto

A 30 anni di distanza da "dai la cera, togli la cera", tornano le avventure dei protagonisti e degli antagonisti di Karate Kid, con una narrativa completamente ribaltata e con l'energia fresca di una nuova generazione di combattenti.

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©Netflix

Karate Kid e Cobra Kai

Una massima ci ricorda che “tutti noi siamo il ‘cattivo’ nella storia di qualcuno”, ed è questo il leitmotiv su cui si basa uno dei sequel più riusciti di sempre, basato su un film che ha fatto la storia degli anni Ottanta: Karate Kid.

Il primo film della serie usciva nelle sale cinematografiche nel lontano 1984 e raccontava la storia di Daniel LaRusso, che, trasferitosi a Los Angeles con la madre diventa presto l'apprendista di Myagi, il maestro orientale che gli insegna i segreti delle arti marziali.

Il sequel, disponibile su Netflix ribalta la prospettiva: Cobra Kai, infatti, è il nome della palestra degli avversari di Daniel.

La narrazione è completamente rovesciata dunque e Johnny Lawrence veste i panni di protagonista ed anti-eroe.
 

Cobra kai: buono e cattivo uso delle arti marziali

La storia riprende circa 30 anni dopo gli eventi narrati nella serie Karate Kid, quando Johnny Lawrence (William Zabka)  prova a dare una svolta alla propria vita provando a riaprire la palestra Cobra Kai e ritrovando inevitabilmente sulla propria strada Daniel LaRusso (Ralph Macchio).


Questo incrocio di destini spinge Daniel a riaprire a sua volta un dojo di karate, il Myagi-Doo Karate dojo: da qui si dipanano le varie avventure che ruotano attorno al bullismo scolastico e alla rivalità tra palestre.

Oltre a quello che si potrebbe definire un "cattivo uso delle arti marziali", assistiamo anche al potere di queste ultime di motivare le persone a dare “una ripulita alla propria vita.

L’apice della suspense si consumerà in occasione del Torneo di Karate di All Valley,  quello in cui  esattamente 30 anni prima Johnny e Daniel si sfidarono, e all'interno del quale adesso i loro studenti sono pronti a combattere.
 

Il messaggio di Cobra Kai

A Cobra Kai consta di due stagioni, prima prodotte da Youtube ma distribuite sul territorio italiano da Netflix.

Anche gli appassionati del suo prequel potranno immedesimarsi nel personaggio di Johnny, il bullo, il cattivo, che oggi diventa protagonista della serie sequel.

Nel mondo di Johnny scopriamo che è Daniel ad essere un guastafeste, e questo ci spinge a riflettere sulla relatività di ogni storia. 

Non ci sono eroi: il successo è solo una gloria temporanea e la vita riserva continui alti e bassi, occasioni per dimostrarsi generosi o meschini.

Scopriremo quindi che dietro la spietatezza dei metodi Cobra Kai c'è un maestro onorevole, e oltre la facciata vincente di Daniel LaRusso si nascondono invidia e rancore.

Niente di più umano dunque, niente di più vicino alla realtà del messaggio intrinseco alle arti marziali, che ci insegnano a non vedere tutto bianco o tutto nero ed ad affrontare per quello che sono le difficoltà della vita, quelle che arrivano dall’esterno e quelle che nascono dentro di noi.  
 

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