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Arti marziali: buon costume e regole di base

Le regole sono la spina dorsale della disciplina e la disciplina è la colonna portante dell’apprendimento marziale. Proviamo ad elencare alcune delle varie regole di cui si compongono il buon costume e l’etica delle arti marziali.

Arti marziali: buon costume e regole di base

Tutte le arti marziali in generale sono unanimamente considerate sport e discipline ideali per formare il carattere ed apprendere disciplina e rispetto.

Ciò è indubbiamente legato ad un codice etico presente costantemente, anche se sotto varie forme, nelle arti marziali di tutto il mondo.

Queste regole di base e questo buon costume sono uno degli assi portanti delle arti marziali, tanto quanto il lavoro sulla forma fisica e sulla tecnica: senza disciplina, niente di solido e durevole può essere stabilito e tramandato.

 

I diversi approcci nelle arti marziali

Questa base disciplinare insostituibile si traduce in varie correnti generali: quella americana, basata sul duro lavoro e focalizzata sulla prestazione prima di tutto.

Il Maestro diventa il Coach e allenarsi senza dare il 100% viene considerato inappropriato e talvolta irrispettoso. Esiste poi la corrente asiatica, basata sul rispetto reverenziale e i rituali: il saluto al maestro, il rispetto religioso delle gerarchie, la filosofia del dojo, l’attenzione alle forme, eccetera.

Rompere questi codici di rispetto e’ considerato sconveniente. Si aggiunge a queste la corrente sudamericana, specie brasiliana, legata alla capoeira e al jiu jitsu brasiliano.

Qui l’atmosfera è amichevole e scherzosa, il Maestro è una sorta di fratello maggiore e vengono investiti spazio ed energie per stabilire rapporti personali e per le confidenze personali.

Un ultimo atteggiamento è quello est-europeo, fatto di impegno totale e molto sparring, dove il Maestro è spesso un inflessibile padre-colonnello amante dei modi spartani. Quali sono le regole comuni a tutte queste forme di disciplina?

> Rispetto: per il Maestro e gli istruttori, per i compagni, per la palestra o il dojo, per le regole e gli orari. Il rispetto è l’essenza stessa della disciplina.

 

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> Igenie e pulizia: l’igiene personale, la pulizia del kimono o dei guantoni, la pulizia del tatami. Unghie corte e pulite, piedi puliti e inodori, abbigliamento intimo pulito, kimono pulito. Poche regole ma indispensabili.

> Vestiario e protezioni: come detto, il kimono deve essere pulito, non sudato, non di cattivo odore, in buone condizioni ovvero non strappato o bucato, non macchiato, non rattoppato. Deve essere inoltre di una misura adatta: un kimono che calza male significa un cattivo allenamento. Stessa cosa per i guantoni e le altre protezioni. Niente anelli, orecchini, collane, eccetera.

> Salute personale: nelle arti marziali siamo a stretto contatto con gli altri ed è importante salvaguardare la loro salute. Come? Evitare di allenarsi quando si è malati, quando si hanno problemi alla cute come infezioni, irritazioni, ferite aperte o altro. Anche alcuni disturbi minore che provocano un alito particolarmente cattivo o un cattivo odore del sudore dovrebbero spingerci a saltare un paio di lezioni.

> Autocontrollo: è importantissimo sapersi dosare per non far male ai compagni di allenamento. Mai colpire a piena potenza, evitare tecniche pericolose, attenersi all’esercizio assegnato e non improvvisare.

> Altre forme di rispetto: quando il Maestro spiega una tecnica, dovrebbe regnare il silenzio.

Lasciare l’ego fuori dalla porta e mostrare rispetto e gratitudine per tutti, al di là del colore della cintura e al di là dei concetti di vittoria e sconfitta, che in allenamento non dovrebbero esistere, lo scopo è imparare e non vincere, c’è solo una persona di cui dovremmo voler essere migliori: noi stessi.

Chiedere il permesso di uscire ed entrare dall’area di allenamento. Spegnere i cellulari.

> Sincerità e onestà: ovvero non fare gossip, non parlare alle spalle, non dire balle sulle proprie performance, sulle proprie capacità e sulle proprie esperienze marziali precedenti: nell’era di internet e dei social network, scoprire gli scheletri nell’armadio dei pettegoli e dei contaballe e’ questione di pochi click.

Altre scuole e altri maestri: ecco un argomento controverso. Alcune scuole tollerano e vedono di buon occhio che i propri allievi si allenino in altri stili sotto altri maestri (fintanto che l’impegno nella loro palestra e’ evidente), mentre altri lo vedono sotto una cattiva luce.

Qui è necessaria sensibilità e capacita di stabilire dei buoni compromessi. Ma al di là del parare dei vari maestri, nessuno alla fine può decidere per noi.

 

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