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Un antico trattamento ayurvedico: il panchakarma

Che sia tendenza, moda o sana abitudine, sempre più spesso si sente parlare di diete detox: disintossicare il corpo dal cibo, soprattutto al cambio di stagione, per aiutarlo a funzionare meglio è un’ottima pratica, di cui si possono trovare radici antichissime nella medicina indiana. Scopriamo di cosa si tratta!

Panchakarma, tradizione ayurveda

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©Gennadiy Poznyakov / 123rf.com

Secondo la medicina ayurvedica indiana, lo stato di salute di un individuo è determinato dall’equilibrio fra tutte le parti. A seconda della costituzione, dei dosha, degli elementi di cui siamo composti, ognuno ha caratteristiche fisiche, fisiologiche e mentali differenti, e in base alle abitudini di vita, all’ambiente che ci circonda, alle relazioni e alle influenze esterne, l’armonia di base può venir meno.

 

L’Ayurveda può intervenire sia come medicina curativa sia, e forse soprattutto, come terapia preventiva e fornisce strumenti utili perché chiunque possa migliorare la propria capacità di rispondere alle sollecitazioni che provengono da fattori esterni, senza incorrere in stati di disequilibrio o malattia.

 

Quando è necessario fare detox 

Sebbene il corpo sia in grado di processare e rimuovere autonomamente i materiali di scarto, ci sono condizioni reiterate o patologiche per cui gli agenti che concorrono all’omeostasi dell’organismo non riescono più a svolgere la propria funzione e nel corpo si genera un accumulo di tossine, che in ayurveda viene chiamato “ama”, non digerito. 

 

Per ripristinare la spontanea capacità guaritrice dell’intero sistema, queste impurità vanno eliminate.

Ama può crearsi sia a livello fisico, ad esempio, quando si mangia troppo, si assumono cibi troppo pesanti, in orari sbagliati oppure si mangia di fretta e con foga, sia a livello mentale, quando si alimentano pensieri sbagliati o emozioni negative, come rabbia, egoismo, attaccamento, invidia, avidità.

 

  1. Nel primo caso, l’eccesso di ama può causare pesantezza di stomaco, pigrizia, stanchezza, costipazione, gas intestinali, produzione eccessiva di muco e sonnolenza;
  2. nel secondo produce apatia, rancori, dipendenze emotive, pensieri ossessivi, sensazione di irrisolto.

 

Se il fuoco digestivo, agni, è troppo debole, sarà difficile metabolizzare ciò che nutre il corpo fisicamente, ma anche trasformare quello che influenza la mente: per riaccendere la scintilla può essere utile intervenire per purificare l’organismo.

 

Panchakarma, cos'è e come si fa

Il panchakarma, dal sanscrito “pancha”, cinque, e “karma”, azioni, è una terapia ayurvedica che consiste in cinque pratiche, finalizzate proprio alla purificazione e al riequilibrio dei dosha (vata, pitta e kapha).

 

L’intero trattamento prevede 3 fasi:

  1. Purva karma, una fase preparatoria, utile ad incanalare le tossine nel tubo digerente;
  2. pradhan karma, i cinque atti medici veri e propri;
  3. paschat karma, una fase successiva di riabilitazione, per valutare lo stato complessivo di salute e riportarlo gradualmente alle normali attività.

 

La durata complessiva del percorso può variare, ma generalmente si va da un minimo di due settimane fino a un periodo di 45 giorni, in cui i pazienti in cura residenziale sono monitorati e assistiti da operatori ayurvedici debitamente preparati.

 

Il trattamento può essere molto invasivo e non è adatto a tutti: è necessaria un’attenta valutazione medica per capire quali attività proporre e con quale intensità.

 

All’interno del pradhan karma sono dunque racchiuse le 5 procedure mediche, che vanno effettuate in una precisa sequenza:

  1. Vamana: vomito terapeutico. Si induce l’emesi per eliminare per via orale le tossine accumulate a livello dello stomaco. È particolarmente indicato per i disturbi legati al dosha kapha.
  2. Virechana: purga. Si eliminano le tossine dall’intestino tenue e dal fegato, attraverso l’uso di lassativi e purganti. Legato soprattutto agli squilibri legato al dosha pitta.
  3. Basti o Vasti: clistere. Si procede all’eliminazione delle scorie bloccate a livello del colon attraverso clisteri a base di oli medicati o decotti di erbe. Utile per riequilibrare il dosha vata.
  4. Nasya: pulizia delle cavità nasali. Si utilizzano oli o ghee medicati oppure estratti di piante o erbe da inalare attraverso le narici ed espellere attraverso la bocca.
  5. Rakta mohsana: salasso. Si procede alla rimozione di ama attraverso il prelievo di sangue, secondo due modalità: shastra vishravana è il prelievo attraverso strumenti meccanici, ad esempio incisioni o punture venose, mentre anu shastra vishravana è il salasso senza strumenti meccanici, che prevede fra gli altri l’utilizzo di sanguisughe.

 

Benefici del Panchakarma

Sicuramente, se svolto correttamente e secondo le indicazioni di un medico ayurvedico esperto, il panchakarma è un trattamento che aiuta a ripulire profondamente il corpo da tossine e prodotti di scarto. I benefici sono immediati:

  • A livello macroscopico, attraverso la purificazione dei diversi organi e sistemi del corpo, si garantisce loro una migliore funzionalità;
  • a livello cellulare, grazie alla pulizia delle membrane, si consente di accelerare gli scambi e i sottili processi interni.

 

Questo comporta un potenziamento sia delle funzioni fisiologiche, perché l’organismo gode di una rinnovata vitalità ed energia, sia dell’attività mentale, con uno stato di maggiore chiarezza e serenità di pensiero.

A lungo termine, gli effetti di una pulizia profonda del corpo sono quelli di rallentare l’invecchiamento delle cellule, di rafforzare il funzionamento dei sistemi del corpo ed eventualmente di migliorare le risposte dell’organismo a farmaci e terapie.

 

Come già sottolineato, il panchakarma è un trattamento medico invasivo e delicato, per il quale è bene rivolgersi a strutture attrezzate e a personale competente. Ma per approfondire l’argomento e capire più a fondo gli insegnamenti dell’ayurveda, merita una lettura il testo di Joshi V. Sunil intitolato “Ayurveda e Panchakarma” (Edizioni Il Punto d’Incontro).

 

Un manuale pratico in cui sono raccolte le tecniche di autoguarigione e le basi del trattamento ayurvedico in preparazione al percorso del panchakarma, oltre a tanti altri segreti di questa antica medicina indiana.