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L’Asilo nel Bosco, i bimbi, le emozioni

Immagina se ti dicessero che il gioco è vitale, che una sedia può anche essere un tagliaerbe e che l’educazione emozionale per tuo figlio (e per te) è prioritaria. Immagina se un uomo con gli occhi buoni ti dicesse che il modello di educazione di riferimento lo creano i bimbi e quindi è vivo e cambia. E se una donna dolce e attenta ti spiegasse che la fiducia si crea con l’ascolto e che dei pannolini si può fare a meno. Questo e altro hanno spiegato Paolo Mai e Giordana Ronci de L’Asilo nel bosco. Approfondiamo insieme

L’Asilo nel Bosco, i bimbi, le emozioni

A Civitanova Marche il 19 settembre scorso si è tenuto un prezioso incontro dal titolo: ”Educare i bambini all’amore”.

Ora, si tratta di un tema assolutamente prioritario, non trovate? E infatti, sebbene l’incontro fosse stato organizzato non con troppo anticipo ma fortemente voluto, la stanza era gremita di mamme, educatrici, insegnanti di sostegno, maestre etc. Di uomini ve ne erano due, forse un papà e un educatore.

Durante l’incontro, in modo molto simpatico e spontaneo, Paolo Mai e Giordana Ronci hanno spiegato nel dettaglio come si svolge una giornata tipo preso l’Asilo nel Bosco di Ostia, luogo che hanno creato insieme ad altri maestri e che portano avanti con cura, continua innovazione. Questo ci è piaciuto molto: sentire che l’asilo in questione non è un luogo fisso che sforna altri paradigmi immediatamente vecchi e distanti dai bambini.

L’Asilo nel Bosco sembra quasi un organismo, una creatura che fluisce. Perché? Perché ci si evolve sulla base dell’osservazione dei bisogni dei bambini. Accanto ai momenti degli abbracci, del gioco libero e del racconto delle favole c’è quello delle proposte multiple, di fondamentale importanza per il progresso del modello educativo.

Paolo e Giordana ci han portato dentro la dimensione dell’Asilo nel bosco e il fattore fondamentale, quello che emerge, stupisce, meraviglia e fa annuire di gioia è che le emozioni si accettano tutte. Trasmettere questo messaggio ai bimbi senza teorie ma attraverso l’esperienza crea i futuri adulti consapevoli.

 

Le emozioni e il modello educativo 

La frustrazione è necessaria per la futura autostima. La tristezza è fondamentale per la forza. La rabbia potrà diventare un motore se si inizia presto a saperla usare.

Poi c’è l’ozio, da intendersi nel senso sacro, ovvero come momento in cui i bimbi si organizzano attività autonomamente.

Sembra scontato, ma ci si riesce a immaginare che un bimbo con una giornata totalmente rimpinzata di impegni faccia fatica a capire cosa fare del tempo “libero”. La stessa idea del tempo “liberato” è controproducente, se l’abitudine è quella all’accatastarsi di impegni e la conseguente assoluta incapacità di saper disporre di momenti che potrebbero essere vuoti in modo nutriente.

Se si educa il bambino anche a fare qualcosa del proprio tempo in modo creativo, il bambino sarà un adulto in grado di relazionarsi bene al proprio tempo interiore, che è forse l’unico tempo realmente esistente e di immenso valore, la bussola per muoversi in quello esteriore, nei tempi degli altri.

L’aula è il cielo e non ci sono pareti. Arrivano lettere da personaggi mitici con richieste che sguinzagliano la fantasia e che i bambini mettono in pratica con una gioia che è quella utile per favorire adulti impavidi e generosi.

Paolo e Giordana ci spiegano anche che significa sentirsi addosso la nomea della scuola “fricchettona a tutti i costi”,  affrontare i problemi di qualsiasi scuola, trovarsi di fronte alle difficoltà.

 

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I benefici del progetto Asilo nel Bosco

Oggi a tutti gli effetti questo progetto pedagogico si sta espandendo in tutta Italia con grande successo e diversi effetti positivi che riguardano non solo i bambini ma anche le finanze di uno Stato che dovrebbe iniziare ad accorgersi della situazione: in Germania è stato calcolato che questo modello di scuola costa circa l'80% in meno di un istituto pubblica tradizionale.

Paolo e Giordana - instancabili e gioiosi - stanno lavorando ad un protocollo d'intesa con il ministero, la regione, il comune, il X municipio di Roma, l'università di Roma Tre e il corpo forestale perché l'asilo nel bosco possa essere convenzionato con la scuola pubblica e la metodologia si diffonda.  

C’è una cosa tanto importante che si avverte dalle parole di Giordana e Paolo: sono adulti che provano a gestire le vibrazioni di paura cui tutti noi umani siamo soggetti. E questa è una buona ragione per lasciare per diverse ore a qualcuno la propria prole, questa igiene interiore, questa abilità nel prendersi cura ma davvero, non per un tornaconto immediato, ma in virtù di una fede importante.

A contatto con la natura e guidati da maestri in continuo cammino verso lo sviluppo armonico della propria persona, ci pare che ai bimbi si apra la possibilità di qualcosa di fondamentale: sviluppare la capacità di autoascolto.

E scusate se è poco, rispetto a una prospettiva che li vede solo come potenziali serbatoi di nozioni da imparare a memoria o vittime di giornate piene di impegni apparentemente improrogabili che riempiono il tempo ma forse, forse, svuotano l’anima. 

 

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Immagine | Asilo nel bosco


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