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Il Parto Dolce o Lotus Birth

Il parto dolce, o Lotus Birth, consiste nel lasciare il cordone ombelicale attaccato al bambino, finché non cade spontaneamente, in modo da rispettare i naturali tempi di separazione tra il bimbo e la placenta.

Il Parto Dolce o Lotus Birth

Sono molte le donne incinte che, negli ultimi due/tre mesi di gravidanza, scelgono di frequentare un corso pre-parto, magari coinvolgendo anche il proprio compagno.

In questi corsi le future mamme ricevono numerose informazioni utili, sia sul parto, sia sulle prime settimane di maternità, e svolgono esercizi preparatori al travaglio, di solito incentrati su tecniche di respirazione e di rilassamento. Poi, al termine della gestazione, arriva il momento in cui si rompono le acque ed avviene la cosiddetta "corsa in ospedale".

Spesso il travaglio si rivela lungo e doloroso, la donna non riesce ad applicare le tecniche apprese al corso pre-parto, e quello che dovrebbe essere un evento meraviglioso si trasforma spesso in una grande sofferenza. Alla fine, con l'aiuto e la supervisione di infermieri, anestesisti, ostetriche, ginecologi ecc., la donna dà alla luce il proprio figlio. Il bimbo appena nato, che di solito piange, viene separato dalla mamma per essere lavato, visitato, misurato, dopodiché viene "restituito" alla mamma, che può così allattarlo.

Oggi questa modalità di nascita viene comunemente definita "naturale", perché ormai è diventata una prassi abituale... ma il fatto che sia normale non vuol dire in alcun modo che sia naturale. Osservando i mammiferi in natura mentre partoriscono, appare evidente che le cose vanno diversamente: non c'è l'intervento di persone esterne, perché gli animali non ne hanno bisogno, "sanno come si fa", la natura li ha resi indipendenti. Può essere così anche per gli esseri umani? O le donne hanno necessariamente bisogno di affidarsi ai medici, rinunciando al proprio potere personale e scegliendo dunque di delegare? Siamo abituati a vedere le donne partorire con dolore, e i bambini nascere piangendo... ma è davvero per forza così? O c'è un'alternativa?

Vediamo ora in cosa consiste un parto naturale nel vero senso della parola. Innanzitutto, l'ideale è che la coppia faccia una preparazione alla gravidanza, prima ancora di arrivare alla preparazione al parto. Questo perché un figlio viene programmato e concepito in due, perciò è necessario che sia la futura mamma sia il futuro papà siano davvero pronti e lo vogliano pienamente. Troppo frequenti sono le volte in cui la donna rimane incinta "per sbaglio", oppure la coppia decide di concepire un figlio solo per accontentare i familiari che chiedono un nipotino.

Arrivare alla gravidanza in maniera più consapevole fa sì che i nove mesi di gestazione vengano vissuti diversamente, non solo dai genitori, ma anche dal bambino. La cosa migliore è poi continuare a lavorare su di sé anche durante la gravidanza, così da arrivare al parto con una maggiore conoscenza del proprio corpo e della propria interiorità. Per raggiungere questo risultato, una via è praticare la respirazione consapevole, una tecnica che permette di entrare dentro se stessi, conoscersi profondamente ed imparare ad ascoltare le proprie emozioni ed i messaggi del corpo.

Riguardo al parto vero e proprio, una coppia ben preparata può scegliere di mettere al mondo il proprio figlio con il Lotus Birth. Questa modalità di nascita, anche detta parto dolce, consiste nel lasciare che il cordone ombelicale cada spontaneamente, invece di intervenire con il taglio: una volta avvenuta la naturale espulsione della placenta (secondamento spontaneo), il cordone ombelicale viene lasciato attaccato al bambino, che in questo modo rimane collegato alla sua placenta finché il cordone, essiccatosi, si stacca spontaneamente (normalmente ciò avviene nell'arco di qualche giorno, dai tre agli otto giorni circa). Questa accortezza è un segno di rispetto nei confronti di un nuovo essere venuto al mondo, e produce inoltre enormi vantaggi a livello di benessere e di salute, di cui il nuovo arrivato beneficerà per tutta la vita.

Solo pochi sanno che, in seguito alla fecondazione, la prima cellula che si viene a formare (lo zigote) si divide in due cellule che daranno poi origine, rispettivamente, al feto ed alla placenta. Il bimbo e la placenta sono dunque legati da un'unione molto profonda, che si instaura fin dalle prime ore della gestazione. La placenta nasce e cresce insieme al feto, in qualche modo è la sua "gemella". Quindi, al momento del parto, è fondamentale rispettare i naturali tempi di separazione tra il bimbo e la placenta, lasciando che il cordone cada naturalmente.

Non solo: se il cordone ombelicale non viene reciso, il sangue ‒ e le numerose cellule staminali in esso contenute ‒ del cordone e della placenta passa interamente al bimbo, che ne risulta nutrito e rafforzato. Invece, se dopo il parto si procede subito al taglio del cordone, il piccolo viene privato di ben il 30% del suo sangue... dal quale potrebbero essere estratte cellule staminali, utili per aiutare i malati... ma forse è il caso di lasciare al legittimo proprietario ciò che gli appartiene, invece di renderlo un malato cronico fin dalla nascita!

Altra grave conseguenza del taglio immediato del cordone ombelicale è che il bambino, alimentato ed ossigenato per ben nove mesi dal cordone, tutt'ad un tratto si trova privato della fonte di nutrimento e di ossigeno a cui era abituato, e per sopravvivere può solo respirare con i suoi polmoni, che però non ha mai utilizzato prima... insomma, da un lato c'è pericolo di morte, dall'altro c'è tutta la potenza del respiro e della vita. Il bimbo si troverà dunque a fare una scelta obbligata: respirare quanto basta, lo stretto necessario per rimanere vivo. Il nuovo arrivato si porterà dietro questo schema di respirazione per tutta la vita, con conseguenze più o meno gravi sul suo stato di salute.

Invece, se si dà al bimbo la possibilità di imparare a respirare con i suoi tempi, evitando di metterlo subito in pericolo di morte, si otterranno risultati diversi e immediatamente evidenti: il bambino nascerà senza piangere, e respirerà in maniera ampia, profonda, continua, "rischiando" così di diventare... un adulto sano e felice. Non a caso qualcuno ritiene che, cambiando il modo di nascere, nel giro di tre generazioni non ci sarebbero più guerre.

I genitori, quindi, hanno una grandissima responsabilità, in quanto scegliere di mettere al mondo i propri figli con il Lotus Birth è un modo per dare loro tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per affrontare e vivere pienamente la loro vita. Inoltre, partorire consapevolmente presenta molti vantaggi anche per i genitori: in particolare, se la mamma si riappropria del suo potere personale, diventa naturale la scelta di partorire in casa (il proprio "nido"), con intorno solo i familiari più intimi, ed eventualmente un'ostetrica. Nel momento in cui la donna è rilassata, e partorisce in un contesto tranquillo, non necessariamente prova dolore, anzi, può addirittura provare piacere.

Per una buona preparazione, sia alla gravidanza che al parto, la cosa migliore è affidarsi ad un terapeuta che, avendo "rivissuto" la propria nascita, abbia la capacità di accompagnare le coppie che scelgono di intraprendere un percorso di questo tipo, attraverso tecniche dolci e non invasive basate sulla respirazione consapevole, come il Respiro della Memoria® e la Coccoloterapia® in acqua calda, due evoluzioni del Rebirthing.

 

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