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Il mio terapeuta è un asino: la onoterapia

Grazie alla scoperta dei benefici che l’uomo può trarre dal rapporto con l’asino - tra i quali quello di veicolare emozioni che non si riescono ad esprimere altrimenti - è sorta la onoterapia. Scopriamo questa pet therapy davvero interessante

Il mio terapeuta è un asino: la onoterapia

Nel nostro immaginario collettivo l’asino è associato alla testardaggine, all’ignoranza e alla pigrizia, ma in realtà questo animale possiede una serie di qualità che lo rendono un ottimo co-terapeuta.

Meno nota rispetto alla ippoterapia, in Italia questa co-terapia inizia a fare i primi passi fra la fine degli anni ‘80 e gli inizi degli anni ’90.

Attualmente sono numerose le associazioni ed i professionisti che si dedicano alla onoterapia per il trattamento di sindromi e disturbi legati alla sfera emotivo-affettiva, psicologica, sensoriale e motoria.

 

Cos’è l’onoterapia?

L’onoterapia è un tipo di pet therapy che si realizza attraverso l’instaurazione di un rapporto terapeutico tra il paziente e l’asino (dal greco ὄνος “ónos”, asino).

Alla base di questa co-terapia c’è, dunque, la relazione uomo-animale che, come nel caso delle altre pet therapy, si fonda su un principio di uguaglianza: per l’animale non esistono pregiudizi e differenze, tutti gli uomini sono uguali lui senza discriminazioni basate sulla presenza di qualche tipo di disabilità.

Un altro aspetto rilevante della onoterapia è che le attività si realizzano in luoghi come fattorie e maneggi, ovvero in ambienti demedicalizzati, in cui, allo stesso tempo, i pazienti possono stare a contatto con la natura.

L’onoterapia è definita anche Terapia Mediata dall’Asino quando l’asino si fa mediatore tra paziente e terapeuta e Attività Assistite dall’Asino quando si ha l’obiettivo di far sperimentare ai pazienti la capacità sentire ed esprimere emozioni.

La qualità più importante e riconosciuta dell’onoterapia rispetto ad altre terapie più tradizionali risiede nel ruolo attivo del paziente, che viene continuamente stimolato e motivato dall’interazione con l’asino.

Attraverso le attività di cura dell’animale si realizza il role reversal: il paziente non è più l’oggetto passivo delle cure genitoriali o familiari cui è sottoposto normalmente, ma diventa un soggetto attivo, capace di prendersi cura di un altro essere vivente.

 

Le fasi della terapia e gli obiettivi

Nella prima fase le attività si svolgono “a terra” e consistono nell’avvicinamento all’animale e la cura dello stesso. In questo modo, i pazienti sono stimolati dal punto di vista cognitivo e motorio: devono infatti concentrarsi per ricordare e coordinare le proprie azioni.

Allo stesso tempo, questa fase svolge una funzione importante nell’accrescimento dell’autostima dei pazienti, che iniziano a sentirsi importanti ed utili per il ruolo che si sta svolgendo.

In una seconda fase le attività si iniziano a svolgere a dorso d’asino, possibilmente a pelo per favorire un contatto diretto con l’animale. Questa è la fase più intensa, nella quale si stimolano le emozioni e si lavora sulla corporeità e la propriocezione.

Maddalena Wegher, Presidentessa dell’Associazione “Un asino per amico”, afferma che gli obiettivi della onoterapia sono

  • aumentare la mobilità e l’indipendenza,
  • migliorare le condizioni psico-fisiche, affettive e sociali degli assistiti, “mediante gli stimoli indotti e/o mediati dall’asino e dalle sue forti capacità espressive, che suscitano forti emozioni, aiutano le interazioni, favoriscono la fiducia, senza la critica” (Wegher, L’Asino in aiuto all’Uomo, 2006).

 

Conosciamo meglio l’asino

L’asino possiede delle caratteristiche morfologiche ed etologiche che lo rendono un animale particolarmente adatto a coadiuvare ed affiancare molteplici processi terapeutici 

Sebbene venga spesso relazionato con il cavallo, l’indole di questi due animali è generalmente molto diversa: il cavallo è un animale dinamico, mentre l’asino è più statico, calmo e paziente; inoltre, secondo i professionisti dell’onoterapia, è un animale riflessivo: di fronte ad un pericolo non scappa, al contrario si ferma e ragiona.

Queste ed altre caratteristiche - forza, prevedibilità, curiosità, intelligenza - riescono a trasmettere sicurezza e tranquillità alle persone assistite dal “co-terapeuta” asino.

Inoltre l’asino possiede diverse caratteristiche neoteniche, come la grandezza degli occhi e della testa rispetto al corpo, che stimolano nell’essere umano un processo di attaccamento e lo inducono istintivamente a prendersi cura degli animali che presentano queste caratteristiche.    


A chi è rivolta la Onoterapia?

Le qualità dell’asino e della relazione che si riesce a stabilire con questo animale permettono di agire su diversi disturbi e disabilità, ognuno con le proprie particolari necessità ed obiettivi.

Le attività sono strutturate per lavorare con pazienti che presentano le seguenti caratteristiche: disabilità fisica e sensoriale, ritardo mentale, sindrome di Down, disturbi generalizzati dello sviluppo (Autismo, Asperger), disturbi della personalità, disturbi dell’umore, disturbi dell’alimentazione, deficit dell’attenzione.

L’onoterapia è indicata anche per persone che soffrono di ansia, depressione, bassa autostima, tossicodipendenze o che si trovano in situazioni di disagio sociale

 

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