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Pancia piatta al mattino e a "palloncino" la sera? Non è quello che mangi, è come respiri

Molte persone si svegliano con la pancia piatta e vanno a letto con i pantaloni che stringono. Danno la colpa alla cena, ai legumi, al pane. Ma spesso la vera responsabile è una funzione che facciamo 20.000 volte al giorno senza pensarci: il respiro. E più precisamente, un muscolo che nessuno ci ha insegnato a usare: il diaframma.

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©Foto di iprogressman su iStock

Il mistero della pancia che lievita: perché a fine giornata i pantaloni stringono

Il gonfiore serale non è quasi mai una questione di quanto si è mangiato. È il risultato di un  accumulo progressivo che si costruisce nel corso delle ore: aria inghiottita durante i pasti veloci, gas prodotti dalla fermentazione batterica, tensione muscolare addominale che blocca il transito  intestinale e, spesso, un diaframma che ha smesso di muoversi liberamente già dalla mattina. 
Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che separa la cavità toracica da quella addominale.  Con ogni inspirazione si abbassa, comprimendo dolcemente gli organi digestivi e creando una  variazione di pressione che favorisce la motilità intestinale. Con ogni espirazione risale,  massaggiando dall'alto stomaco, intestino e fegato. È una pompa viscerale continua, che mantiene il transito fluido e il gonfiore sotto controllo. 
Quando il diaframma smette di muoversi liberamente, questa pompa si inceppa. Il risultato è un  intestino che rallenta, gas che si accumulano senza trovare uscita e quella pancia tesa e prominente  che compare puntuale nel tardo pomeriggio. 
 

Il diaframma bloccato: come l'ansia e la fretta intrappolano l'aria nell'intestino

Il diaframma è particolarmente sensibile allo stress. Durante situazioni di tensione o fretta, il  sistema nervoso simpatico entra in modalità allerta e il respiro diventa automaticamente più corto e  superficiale, ritirandosi nel torace. Il diaframma si irrigidisce, perde mobilità e smette di compiere il suo lavoro di pompa viscerale. 
Il meccanismo si autoalimenta: un diaframma contratto aumenta la pressione nella cavità  addominale, rallenta la motilità gastrica e intestinale, e favorisce la fermentazione batterica del cibo  non ancora digerito. Più gas si producono, più la pancia si distende, più il diaframma fatica a  muoversi. È un circolo vizioso silenzioso che molte persone portano avanti per anni, attribuendo il  gonfiore a ciò che hanno mangiato invece che a come respirano. 
C'è un dettaglio anatomico poco conosciuto che rende il diaframma ancora più centrale nella  digestione: le sue fibre contribuiscono direttamente al tono dello sfintere esofageo inferiore, il  meccanismo che impedisce al contenuto gastrico di risalire. Un diaframma bloccato non causa solo  gonfiore, può aggravare anche il reflusso gastroesofageo. 
 

Il falso mito dei cibi che gonfiano: quando la vera colpa è della masticazione "lampo"

Legumi, crucifere, cipolla, lievito: esistono alimenti che producono più gas di altri durante la  digestione. Ma nella maggior parte dei casi il problema non è il cibo in sé, è come viene mangiato. 
Masticare in fretta significa inghiottire aria ad ogni boccone, un fenomeno chiamato aerofagia, e  presentare allo stomaco boli alimentari mal tritati che richiedono molto più lavoro digestivo e  producono molta più fermentazione. Mangiare sotto stress, davanti allo schermo o in piedi aggiunge un ulteriore livello: il sistema nervoso simpatico attivo durante il pasto riduce la produzione di  enzimi digestivi e rallenta la motilità gastrica, esattamente quando avrebbe bisogno di essere attiva.
Il cibo arriva nell'intestino parzialmente digerito, i batteri lo fermentano più a lungo e il gas  prodotto non trova una via di uscita efficiente perché il diaframma bloccato ha rallentato il transito.  La pancia si gonfia e la colpa viene data ai legumi del pranzo. 
 

Il massaggio viscerale da divano: il trucco di 2 minuti per sgonfiarsi guardando la tv

Il massaggio viscerale è una tecnica che uso tra le mie pratiche naturopatiche, per mobilizzare gli  organi digestivi e favorire il transito intestinale. Una versione semplificata, accessibile a chiunque,  può essere eseguita comodamente sdraiati sul divano. 

Come si fa: 

  • Sdraiarsi sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati  
  • Appoggiare le mani sull'addome, una sopra l'altra, sotto l'ombelico
  • Inspirare profondamente lasciando che la pancia si espanda : questo è il movimento in cui il  diaframma si abbassa  
  • Nell'espirazione, accompagnare delicatamente le mani verso il basso e verso sinistra,  seguendo il percorso del colon discendente  
  • Continuare con piccoli movimenti circolari in senso orario, partendo dal basso a destra,  salendo verso il colon trasverso, scendendo a sinistra, seguendo il percorso naturale del  colon  
  • Ripetere per 2-3 minuti, mantenendo una respirazione lenta e profonda durante tutto il  massaggio  
     

La respirazione è parte integrante del massaggio, senza il movimento diaframmatico, le mani da  sole servono a poco. È la combinazione tra pressione esterna e pompa interna del diaframma a  sbloccare il transito. 
Ai miei utenti che lamentano gonfiore serale cronico, chiedo sempre prima di tutto come respirano  durante il giorno e quanto masticano. Spesso la risposta è già lì, e bastano due settimane di  respirazione diaframmatica consapevole durante i pasti per vedere una differenza percepibile. 
 

Fonti

  1. Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva — SIGE (2022). Gonfiore  addominale funzionale: fisiopatologia e approccio terapeutico. Milano: SIGE.  
  2. Società Italiana di Osteopatia — SIO (2021). Manipolazione viscerale e motilità intestinale: evidenze e applicazioni cliniche. Roma: SIO.  
  3. Istituto Superiore di Sanità — ISS (2022). Stress, sistema nervoso autonomo e disturbi  gastrointestinali funzionali. Roma: ISS.  
  4. Universita degli Studi di Milano — Dipartimento di Fisiopatologia (2021). Diaframma,  pressione intraddominale e motilità digestiva: revisione della letteratura. Milano: Unimi.  
  5. CREA — Alimenti e Nutrizione (2020). Aerofagia, fermentazione intestinale e gonfiore:  fattori alimentari e comportamentali. Roma: CREA.