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Il caffè aiuta la concentrazione

E' la rivincita del caffè: se assunto nelle giuste dosi, non soltanto non fa male, ma aiuta nella concentrazione. Ecco quello che illustrano le ultimissime ricerche a riguardo.

Il caffè aiuta la concentrazione

Più memoria e concentrazione nella tazzina del caffè

Tre studi recenti confermano l’efficacia del caffè e della caffeina nell’aiutare memoria e concentrazione. Via libera dunque alla corroborante tazza della mattina, senza però esagerare. 

Sì, è proprio una recente review pubblicata da Practical Neurology dal titolo  “Effects of coffee/caffeine on brain health and disease: What should I tell my patients?” (2016) della ricercatrice francese Astrid Nehlig, a dimostrare che un moderato consumo di caffè non solo non è dannoso, ma anzi, migliora l’attenzione favorisce la concentrazione, mettendo in atto molte funzionalità positive del cervello. 

Finora si diceva infatti che dalle 2 alle 5 tazzine al giorno (ma c'è anche chi le limita a 3 o 4!) non fanno male.

Sarebbero circa 400 milligrammi di caffè - ovviamente da considerare in base alla tipologia e metodo di preparazione, nonchè relativamente allo stato generale di salute della persona - le dosi che secondo questa ricerca possono incrementare la capacità di attenzione, e incrementare lo stato di benessere della persona.

Oltre ad essere buono per alleviare mal di testa ed emicrania, socndo l'autrice dello studio il caffé attenuerebbe gli effetti nefasti della depressione, prevenendo il declino cognitivo, riducendo al contempo il rischio di sviluppare infarti, Parkinson e Alzheimer.

 

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Ulteriori studi sul caffé

La stessa EFSA (European Food Safety Authority) in un resoconto del 2015 dal titolo Scientific Opinion on the safety of caffeine  e in una relazione antecedente, conferma il fatto che la caffeina, assunta in dosi corrette, non altererebbe la salute dell'individuo adulto sano.

Un’altra ricerca condotta da Capek S. e Guenther RK del 2009 dal titolo "Caffeine’s effects on true and false memory."(Psychol Rep), si osserva la reazione di due tipi di memoria in un gruppo di studenti adulti, dimostrando che l’assunzione di caffeina può aiutare e incidere in entrambi i casi.

Ulteriori studi sugli effetti positivi della caffeina sulle performance cognitive e sulla memoria sono disponibili sul sito dell’Institute for Scientific information on Coffee (ISIC) al link www.coffeeandhealth.org.

Attenzione però a non abusarne: se il caffè è in buone dosi un amico per il cervello, diventa invece pericoloso per altri organi o parti del corpo, come per esempio lo stomaco.

Come mette in rilievo Livestrong, soprattutto per chi ha disturbi connessi, come ulcere o gastriti, il caffè - il caffè tradizionale ma anche decaffeinato, mentre generalmente più tollerati sono il caffè al ginseng o il caffè d'orzo -, sarebbe da evitare, in quanto incrementa la produzione di acidi gastrici che possono creare spiacevoli fastidi e irritare chi è più sensibile.

Non dimentichiamoci inoltre del gene della caffeina, che, come dimostrato dai ricercatori di Harvard qualche anno fa, può essere causa di dipendenza da caffè!

 

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