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Calorie del Dragon Fruit, frutto tropicale dell’hylocereus undatus

Le persone che, per un motivo o un altro, prestano attenzione alle calorie, troveranno nel dragon fruit, il frutto di una cactacea, un alimento interessante. Ecco perché

Calorie del Dragon Fruit, frutto tropicale dell’hylocereus undatus

Tra tutti i frutti esotici, uno di quelli con l’aspetto più esotico è senz’altro il Dragon Fruit, conosciuto anche come Pitaya.

Il nome “frutto del drago” si riferisce infatti al suo aspetto: ovoidale, pieno di colori appariscenti e strane scaglie che ricordano i rettili della mitologia.

In realtà, aspetto curioso a parte, si tratta del frutto di una cactacea chiamata hylocereus undatus, di origine andina, capace di produrre questi interessanti frutti non poi così differenti dai più comuni fichidindia.

Ne esistono 4 qualità: anzitutto si dividono tra dragon fruit viola e dragon fruit giallo (quest’ultimo senza le lunghe scaglie che in qualche modo lo fanno somigliare ad un carciofo fuxia), a loro volta queste due varietà si dividono a seconda del colore della polpa, che può essere bianca o viola.

Il sapore, anch’esso non poi così distante da quello dei fichidindia, è poco intenso, piuttosto neutro ma alquanto zuccherino in piena maturazione.

 

Rapporto tra calorie e fitonutrienti

Dal punto di vista delle calorie, il dragon fruit è un vero affare: in cambio di 60 calorie per 100 gr di polpa, questo frutto ci dà un sacco di numerosi nutrienti con molte proprietà benefiche.

Parliamo quindi di un frutto di cui ci si può fidare in caso di scorpacciate, stando attenti solo a non esagerare per via del fruttosio.

Torniamo ai nutrienti così preziosi: contiene molte sostanze antiossidanti (importanti anche per riparare i danni genetici), a partire dalla vitamina C; in aggiunta offre beta-carotene e numerose vitamine del gruppo B.

Come detto abbonda di fruttosio ma non contiene carboidrati complessi, quindi è tutto facilmente assimilabile, specie grazie alla vitamine del gruppo B.

Nei semi troviamo omega 3 e omega 6, ottimi per il mantenimento della salute del cuore, e la captina, utilizzata in medicina per i trattamenti del sistema cardiocircolatorio.

Possiede un buon ammontare di proteine in rapporto agli altri frutti e offre una buona scorta di ferro facilmente assimilabile.

Possiamo quindi dire che il frutto è un ottimo alleato del cuore, dell’intestino, del sistema immunitario, il tutto con un basso apporto di calorie.

Molti dietologi, specie in America, lo includono in una dieta ideale e varia in cambio di poche calorie e zuccheri facilmente assimilabili, proprio perché in grado di offrire più nutrienti con interessanti proprietà.

dragon fruit polpa bianca

 

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I “nostri” dragon fruit

Anche se è originario del Sudamerica, probabilmente del Perù, dà il meglio di sé da quando hanno cominciato a coltivarlo in Asia sud orientale, specie in Cina, Vietnam e Thailandia. Lì, in un ambiente umido e reso prospero dai monsoni regolari, il frutto cresce più velocemente, la pianta ne produce molti di più, e anche il sapore è più ricco. Non è un caso infatti che i dragon fruit che acquistiamo qui da noi in Italia provengano da queste aree. Purtroppo non cresce dalle nostre parti.

dragon fruit polpa viola

 

Come consumarlo

Se per i nostri gusti il frutto risulta troppo blando e noioso, perché non utilizzarlo in una macedonia? È lì che dà il meglio di sé: ideale col mango e l’ananas, piacevole con le fragole, se la cava con le banana.

Ottimo frullato in granita assieme al latte di mandorle e di cocco, ma piacevolissimo anche con succo di lime e stevia.

dragon fruit macedonia

 

La coltivazione del Dragon fruit

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