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Il riposo nello yoga integrale

Nello yoga integrale non si vive per sé stessi ma al servizio di una forza superiore, evolutiva, che si esplica tramite l’anima umana, che a sua volta si esprime attraverso il corpo umano. Per questo è importante la salute del corpo anche tramite un riposo e un rilassamento equilibrati

Il riposo nello yoga integrale

Riposo e rilassamento sono importanti elementi dello yoga integrale quanto lo sono l’attività e il lavoro.

Un equilibrio positivo tra queste due polarità è indispensabile per essere un perfetto strumento dello spirito.

Ma cosa significano esattamente questi due termini? Come funzionano le dinamiche delle energie umane e come un essere umano deve “ricaricare le batterie”?

Nella scala evolutiva incontriamo alla base i minerali, elementi privi di vita e quindi di qualsiasi attività dinamica come noi la intendiamo; questo permette loro di perdurare stabilmente per millenni.

Le prime forme di vita stabili sono quelle vegetali, capaci di durare a lungo per via della limitata gamma di attività e, soprattutto per l’assenza di locomozione.

Gli animali, che basano la loro vita sulla locomozione, consumano molta energia, e abbisognano pertanto di un’adeguata quantità (e qualità) di riposo.

 

I due bacini da cui attingiamo energia

L’essere umano aggiunge a tutto ciò il lavoro della mente, attività che consuma una grandissima quantità di ossigeno ed energie bioelettriche.

Le conseguenze di un riposo sbagliato o di un’eccesso di attività possono essere stress, infortuni, apatia e depressione. L’essere umano tende ad aver bisogno di “staccare la spina” dal lavoro, di dedicarsi a piaceri che distraggono la mente ma che spesso abbassano il livello di vigilanza sulla coscienza.

Spesso invece che riposarci veramente ci distraiamo soltanto o ricorriamo a "vizi" che tolgono comunque le forze: questo perché una delle fonti di energia per ricaricarci è, per così dire, in basso, ovvero un ricorrere ad un contatto con le energie naturali animali, ad un sonno pesante e incosciente, ad un’alimentazione non adeguata e basata tutta sul gusto e sugli eccessi.

Due, in conclusione, nello yoga integrale sono le scelte principali: un’ascesa in un cielo di luce e coscienza, o uno sprofondare in un’inerzia bassa. Entrambi questi bacini di energia ricaricano, ma mentre il primo fornisce un’energia spirituale raffinata, il secondo ci offre un’energia carica di bassi istinti contro i quali in seguito dovremo fare i conti. Infatti, attingere troppo ai bacini della natura animale significa riempirci di desideri inconsci, spesso talmente bassi da non poter essere appagati. E sono proprio i desideri inappagati la prima causa yogica di depressione.

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Il riposo vigile nello yoga integrale

In realtà, con lo yoga integrale scopriamo che per ricaricarci di energia è possibile attingere ad altre fonti, una sorta di riposo vigile e di rilassamento attivo e cosciente che mira ad elevare l’essere verso il bacino più alto e luminoso di energie non più preumane ma eterne.

Queste forme di riposo, ottenibili inizialmente con la meditazione e la contemplazione, grazie ad una sincera aspirazione al progresso dell’essere diventano fruibili anche durante l’attività.

Questo è l’ideale karma dello yoga integrale: lavorare con un’attitudine tale che il lavoro stesso ricarica le energie; in mancanza di tale attitudine, dopo il lavoro si abbisogna di un tempo in cui ricadiamo in un noi abbruttito.

Con la pratica e l’aspirazione costante e perseverante, il bruto riposo si trasforma in un rilassamento raffinato, fatto di silenzio interiore, dove scopriremo che il riposo è forza concentrata, che non permette alle energie inferiori di controllare facilmente un essere stanco e di guidarlo verso attività di qualità inferiori o lontane dallo standard luminoso delle nostre aspirazioni.

 

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I nervi

Come detto, l’essere umano è uno strumento bio-elettrochimico e i circuiti di questa bioelettricità sono i nervi e il cervello. Pertanto è importantissimo non solo riposare il corpo fatto come muscoli ed organi, ma tutto l’intero apparato connettivo dei nervi.

Per questo, approcciare al sonno con il silenzio mentale, e con un’aspirazione luminosa di progresso, ci permette di ricaricare veramente le batterie e di evitare le forme depressive dovute agli esaurimenti nervosi.

Anche la natura aiuta: passeggiare o sedere lontani dalla confusione, in mezzo al respire degli alberi e ai versi degli animali, concilia il vero riposo nervoso. La qualità del prana (respiro) nella foresta è imparagonabilmente alta in confronto a quella dei centri urbani.

 

Contraddizioni e padronanza di sé

In ultimo, dobbiamo divenire coscienti che noi esseri umani siamo composti da molte differenti volontà contraddittorie, e queste contraddizioni si traducono energeticamente in energie che si combattono e si annullano a vicenda, un vero e prorpio spreco.

Divenire coscienti delle volontà che ci compongono, l’autosservazione priva di giudizi e la capacità di prendere decisioni con se stessi a riguardo ci aiuterà a non sprecare energia e ad averne di più per le attività a cui veramente teniamo.

 

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