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Stevia rebaudiana: proprietà e coltivazione della pianta

Appuntatevi sul calendario del prossimo anno, mese di marzo, di piantare la stevia, un dolcificante naturale la cui coltivazione in vaso e l'autoprodizione è possibile, scopriamo come!

Stevia rebaudiana: proprietà e coltivazione della pianta

Viene dalle montagne del Paraguay e del Brasile, dolcifica molto più dello zucchero, fino a più di 100 volte, e si può coltivare in vaso. Inoltre, per gli amanti delle diete, non contiene calorie. Si tratta della stevia, la fogliolina verde che ha dato un giro di vite al mercato dei dolcificanti.

Legamente, l’utilizzo e l'autoproduzione della stevia come dolcificante e dei suoi derivati è stato ammesso dall'Unione Europea (Regolamento UE N. 1131/2011 della Commissione dell’11 Novembre 2011), in quanto non ha particolari controindicazioni.

In Italia, a partire da quella data, è scattato il via libera anche alla sua commercializzazione. Ecco dunque comparire nelle vetrine di erboristerie, farmacie o in negozi on-line la piantina verde, nota internazionalmente come sweetleaf o sugarleaf, sotto ogni sorta di forma di prodotto dolcificante. Ma attenzione, la polverina naturale è verde, come la sua foglia!

 

Le proprietà della stevia

I principi attivi della stevia sono lo stevioside, il rebaudioside A, il rebaudioside C, la dulcoside A.

La pianta dolcificante è nota proprio come stevia rebaudiana, da Rebaudi, lo scopritore delle sue proprietà edulcoranti. In natura sono state infatti descritte più di 150 specie di stevia, ma la rebaudiana è l'unica ad avere anche importanti proprietà dolcificanti.

La stevia, contrariamente allo zucchero o ad altri dolcificanti, ha il vantaggio di non possedere alcuna caloria, di non alzare il livello glicemico nel sangue e di essere utilizzabile anche ad elevate temperature, quindi di essere anche un ottimo ingrediente nella preparazione di torte, biscotti e dessert, oltre che per edulcorare bevande calde e fredde. Si pensi che per dolcificare una tazza di tè è sufficiente la punta di un cucchiaino! Inoltre la stevia, non avendo zuccheri, non concorre alla formazione della placca e delle carie dentali.

Mettendo in bocca una piccola foglia fresca di stevia, dopo qualche istante, si avverte al palato una fortissima e piacevole sensazione dolce, ciò che rimane alla fine è un lievissimo retrogusto di liquirizia.

I principi attivi edulcoranti si estraggono infatti dalle foglie seccate e disidratate. A seconda della modalità di impiego può risultare più o meno dolce: la stevia si può consumare sia in foglie fresche che anche in polvere, sotto forma di estratto disidratato, compresse o concentrato liquido.

C'è da sottolineare però che non tutti i prodotti a base di stevia in commercio siano poi così naturali. Attenzione a scegliere bene e leggere bene l'Inci, perché possono contenere anche componenti "poco simpatici" come biossido di silicio, carbossimetilcellulosa sodica, atritolo e aromi "naturali".

La soluzione? Coltivarla da sè, ecco come.

 

Come si usa la stevia in cucina?

orto in terrazzo o sul balcone ben protetti. Anzitutto bisogna controllare il periodo, perché il momento migliore della semina è marzo-aprile; poi bisogna procurarsi un vaso e, presso un vivaio ben fornito oppure on line, i semi.

Il vaso non deve essere molto grande, di terracotta. Usare del terriccio universale con un fondo di palline di argilla espansa utili per ben drenare, o terra piuttosto fine, dove fare cadere i semi; i semi vanno poi coperti con uno strato sottile di terriccio.

Il vaso va poi posizionato all'esterno, in un punto favorevole della casa, ovvero un posto luminoso ma riparato dal vento. Spruzzare e nebulizzare un po' di acqua e mantenere costantemente umido il terriccio. Già dopo una decina di giorni, spunteranno le prime piantine che, appena avranno raggiunto una certa altezza, bisognerà dividere e posizionare in vasi più ampi.

La stevia non raggiunge grandi dimensioni, in genere non supera il metro d’altezza. Per mantenere le piantine sane e robuste si consiglia di coprire leggermente le basi delle stesse con una pacciamatura fatta di trucioli o paglia, in modo da preservarle dal troppo caldo o troppo freddo.

Quando le piante sono adulte, si possono annaffiare tutti i giorni, evitando ristagni ma mantenendo quell'umidità che tanto amano. Non si devono mai esporre direttamente alla luce del sole.

Il miglior periodo per la raccolta è la fine dell'estate, verso settembre, non appena la pianta sta per fiorire, cosa che avviene di solito a ottobre. Si possono seguire due strade, o si taglia tutto il fusto a 10 cm di altezza dalla base e poi si staccano le foglie, o si staccano direttamente solo le foglie dalle piante, lasciandovi rami e fiori eventuali. Le foglie si fanno essiccare per un giorno al sole e poi si possono triturare e utilizzare a seconda delle necessità.

 

Prova anche lo sciroppo d'acero come dolcificante naturale

 

Per approfondire:

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