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Stampanti 3D e architettura

Cosa hanno a che fare tra di loro le stampanti 3D e l'architettura? Strano a dirsi (ma non troppo...) ma stiamo parlando delle più promettenti avanguardie nel modo di costruire le case!

Stampanti 3D e architettura

Caos e ordine si inseguono, sgambettano e talvolta scendono a patti secondo strane regole, che ai nostri occhi qualche volta appaiono come evoluzione.

Evoluzione come graduale sviluppo di tutti gli elementi che sono utili e hanno successo. Uno di questi elementi è un vero e proprio archetipo in natura e precede la venuta dell’essere umano sul pianeta: la casa.

La quasi totalità delle forme di vita pone la ricerca o la costruzione di una casa tra le priorità: dal guscio dei molluschi e dei paguri alle tane degli orsi e dei tassi, passando per formicai, termitai, nidi di varia natura, grotte, cavità subacquee, crepe nei muri, alveari e via dicendo.

 

Una casa sostenibile ed economica

Anche l’essere umano non sfugge alla potenza di questo archetipo e nei millenni possiamo vedere con estrema evidenza con quanto ingegno e quanta creatività egli si sia impegnato a sviluppare diversi tipi di casa, con soluzioni sempre più raffinate e complesse.

Ai nostri giorni, raffinato significa anche sostenibile ed economico, due paramentri oramai essenziali per l’ennesima evoluzione della casa, vista la crescente attenzione alle risorse che allerta la coscienza ecologica della società. Ecco allora l’ultimo gradino nella scala evolutiva delle case: l’architettura con stampanti 3D.

 

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Stampare una casa in 3D

Le stampanti 3D sono uno strumento altamente rivoluzionario, qualcosa al quale dal futuro guarderanno come un primo antesignano del teletrasporto.

Con le stampanti 3D infatti è possibile creare forme concrete in vari materiali, all’inizio soprattutto di natura plastica, tramite una connessione internet.

Dopo i primi anni di sperimentazione, ecco che siamo arrivati ai primi tentativi di stampare in tre dimensioni addirittura delle abitazioni in materiali cementizi.

 

I record italiani e americani

Questo anno, un consorzio di imprese italiane impegnate nel settore, è riuscito a costruire una casa di 100 metri quadrati in circa una settimana.

La casa è completa di mura interne per la partizione degli ambienti (sala, camera da letto, cucina e bagno) e di tetto.

Una sorta di vero e proprio record che Italcementi, Arup e Cybe, con la loro stampante Vulcan, condivide in qualche modo con un’azienda degli Stati Uniti: la Icon.

Con un tipo di stampante diverso, la Icon è riuscita nell’impresa di stampare una casa in circa 24 ore, con la differenza però che questa misura solo 70 metri quadrati, non prevede alcuna partizione interna (quindi parliamo di un monolocale), e si avvale di un tetto prefabbricato che è stato posto sopra le mura esterne stampate in 3D.

 

Quanto si risparmia stampando una casa

Difficile quindi dire quale sia tra le due la tecnologia più prestante, quel che è chiaro è che entrambe sembrano molto promettenti: esse dimostrano infatti quanto sia possibile risparmiare nella costruzione di una casa in termini di trasporto dei materiali, tempi di lavoro, manodopera e tempi di occupazione del suolo con cantieri, camion, betoniere, gru e via discorrendo.

Ulteriori promettenti sviluppi sembrano prendere sempre più piede adesso per quel che riguarda il tipo di materiali da utilizzare, spesso polveri cementizie, inerti vari provenienti da processi di riciclo, e materiali plastici ecosostenibili e privi di aspetti tossici.

 

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Foto: Sergi Lpez / 123rf.com

 

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