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Sei ragazzi portoghesi denunciano: "nostri diritti violati se non rispettate l'accordo di Parigi"

Fa notizia la causa intentata da sei giovanissimi portoghesi contro ben 33 nazioni che sembrano non rispettare gli Accordi di Parigi del 2015. La richiesta è stata accolta dalla Corte di Strasburgo.

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© Jozef Polc -123rf

Sei giovani ragazzi denunciano 33 Stati

André Oliveira, Catarina Mota, Claudia Agostinho, Mariana Agostinho, Martim Agostinho e Sofia Oliveira, questi i nomi dei sei giovanissimi che hanno intentato una causa legale senza precedenti contro ben 33 stati per violazione del diritto alla vita dovuto dalla negligenza con cui “non” affrontano il problema del cambiamento climatico.

La denuncia ha raggiunto la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, in Francia, ed essendo la prima causa legame relativa alla crisi climatica, gli esperti la considerano un interessante precedente che puo’ aprire la strada ad una nuova serie di azioni legali.
 

Gli incendi portoghesi del 2017

La protesta inizia dopo i terribili incendi che in Portogallo nel 2017 uccisero 120 persone. Studi di settore stabilirono che una delle cause principali di tali incendi fu il surriscaldamento globale.
Non per niente nel 2017 l’estate portoghese è stata registrata come la più calda degli ultimi 90 anni.

L’Accordo di Parigi, siglato nel 2015, secondo il quale 186 stati si impegnano a contenere l’aumento della temperatura media mondiale, evitandone un incremento maggiore ai 1.5 gradi centigradi all’anno, non sarebbe rispettato da almeno 33 stati, tra i quali spiccano ben 27 stati dell’Unione Europea più Regno Unito, Svizzera, Russia, Norvegia, Turchia e Ucraina. 
 

I giovani: l'unica voce contro il Cambiamento Climatico

La Global Legal Action Network ha deciso di supportare l’azione legale intentata dai 6 ragazzi e accolta ufficialmente dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

I ragazzi dichiarano che tali infrazioni (o negligenze) mettono a rischio il diritto alla vita, alla casa e alla famiglia, affermando che non è in pericolo solo la salute fisica ma anche quella mentale, a causa della profonda incertezza di una intera generazione, piena di timori quando si debba pensare di pianificare una vita o mettere al mondo dei figli.

Per questo vogliono che la loro voce sia ascoltata per rappresentare quella di una intera generazione. Ovviamente il cambiamento climatico non affligge solo i giovani che sembrano però i più sensibili al tema.

Eppure, come ha affermato Caroline Schroeder di Germanwhatch, una ONG che supporta le proteste contro i cambiamenti climatici in Germania: “credo che un solo caso possa ispirarne molti altri.
 

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