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Oilplan, una gestione web per la raccolta di oli esausti

Oilplan è un servizio che permette di gestire da remoto il conferimento e la gestione degli oli esausti gettati da privati e ristoratori. Una tecnologia intuitiva, che si basa sul dialogo con il contenitore di raccolta e mira a rendere più efficace ed efficiente lo smaltimento di questa tipologia di rifiuti.

oilplan

Credit foto
©Oilplan

Un servizio internet che contribuisce a monitorare e gestire la raccolta degli oli esausti, dialogando con il contenitore di raccolta. Si chiama OilPlan ed è accessibile da PC, tablet e smartphone
 

Oilplan, di cosa si tratta

Oilplan è un sistema cloud che rende più semplice il conferimento degli oli esausti, consentendo un monitoraggio da remoto, preciso ed efficiente, dei contenitori collocati sul territorio.

Realizzato dalla divisione Ambiente dell'azienda Nuova C. Plastica s.r.l., il sistema richiede due requisiti per essere utilizzato: l'accesso alla rete e l'uso di apposite taniche -un prodotto interamente Made in Italy- studiate per la raccolta degli oli vegetali smaltiti dalle famiglie e dagli esercizi commerciali. 

Sono proprio le “taniche Ecohouse” a fare la differenza, poiché dotate di tappo contenente una scheda elettronica NCP capace di rendere intelligentile stazioni di raccolta, permettendone l'apertura del coperchio. 

A questo punto, la stazione di raccolta sarà in grado di registrare in forma anonima l’ID dell’utente presente, la sua azione di conferimento, i suoi dati temporali e geografici.

Il sistema, applicabile a ogni tipologia di rifiuti solidi e liquidi, è stato personalizzato per adattarsi alla stazione di raccolta OLIVIA per il recupero dell'Olio Vegetale Esausto.
 

Come funziona

Tramite il sito dedicato, accessibile dal proprio dispositivo, gli utenti sono in grado di individuare il contenitore più vicino e il suo livello di riempimento, per determinare se è disponibile per il conferimento.

Non appena entrano in contatto, il sistema Oilplan e la stazione di raccolta OLIVIA iniziano a comunicare. OLIVIA, in particolare, informa Oilplan sul suo stato, rivelandogli quanto olio contiene, quanti conferimenti ha ricevuto e l'intestatario del conferimento (ID utente).

I dati del conferimento vengono salvati e successivamente inviati al sistema Oilplan per le necessarie elaborazioni.

Grazie a questo meccanismo, è possibile generare statistiche accurate sulla raccolta, sull'idoneità del posizionamento di ogni singola postazione, sui corretti comportamenti dei cittadini, e molto altro.
 

Come avviene il conferimento

Giunti alla stazione di raccolta Olivia, muniti dell'apposita tanica, sarà sufficiente posizionare il tappo della stessa nell’apposita sede per far sì che avvenga la registrazione dell’ID utente e il relativo conferimento geolocalizzato.

Terminata l'operazione, sarà possibile recuperare il tappo e riutilizzare la tanica, eliminando alla radice il  problema legato alla bonifica del contenitore utilizzato per il conferimento.
 

Un sistema vantaggioso a più livelli

Il progetto si propone come un sistema vantaggioso a più livelli:

  • Per gli utenti, che possono facilmente individuare la stazione di raccolta più vicina e organizzare al meglio il conferimento;
  • per le amministrazioni locali, che possono determinare in modo certo la quantità di raccolte giornaliere, lo stato di ogni contenitore, il numero dei conferimento e verificare il lavoro del responsabile di servizio; 
  • per le aziende di raccolta che, in base ai volumi di olio presenti in ogni stazione, possono gestire in modo efficiente lo svuotamento e avere indicazioni su eventuali criticità prima di arrivare in loco.
     

Oli esausti, perché serve cautela

Noti comunemente come oli di frittura esausti, nella realtà essi comprendono anche gli oli utilizzati per la conservazione delle verdure o del pesce in scatola.

Nonostante non siano classificati come “rifiuti speciali pericolosi”, necessitano di particolare cautela perché, se dispersi nell’ambiente, possono risultare altamente inquinanti.

Rifiuti pericolosi “di fatto”, sono in grado di intasare le reti fognarie, contaminare le acque superficiali, le falde acquifere e il sottosuolo, con rischi notevoli per la flora e la fauna.
 

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