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Celebriamo i sileziosi giganti: le montagne

Come si festeggiano i giganti silenziosi? Come si celebrano le immense montagne? Lo faremo l'11 dicembre, nella Giornata Internazionale delle Montagne

Celebriamo i sileziosi giganti: le montagne

Celebrare le montagne in una giornata specifica è un modo per ricordarci che dalla natura dipendiamo, che nella natura possiamo rinascere e rifiorire, anche in un momento storico o di vissuto personale molto difficile.

L'11 dicembre è la Giornata Mondiale delle Montagne, e nel sito della FAo sono elencate molte iniziaitive che spaziano dall'Università di Perugia a quella di Foix, dalla Romania sino al Portogallo.

Vediamo come festeggiarle e per quali ragioni.

 

La Giornata Internazionale delle Montagne 

L'11 dicembre si festeggia la Giornata Mondiale delle Montagne (IMD), come stabilito dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Le montagne coprono circa il 22% di tutto il suolo globale e variano per aspetto, flora, fauna di luogo in luogo; attraggono circa il 20% del turismo mondiale e l'escursionismo e l'alpinismo sono in rapida crescita, ora più che mai. Molta gente si avvicina all'escursionismo di base come anche a sport di montagna più complessi come l'highline.

Le montagne significano "casa" per oltre il 13% della popolazione mondiale. Questi dati servono per farci rendere conto di quanto essenziali siano questi silenziosi giganti che spesso sottovalutiamo. Il 56% delle riserve all'interno della biosfera sono ospitati dalle montagne.

Il tema della giornata per quest'anno è la diversità. Se si pensa solo al Monte Olimpo, al Monte Athos, al Sinai, a Machu Picchu ecco che si ha una varietà di tradizioni religiose inesauribile. Diversità anche di ecosistemi, tecniche, tradizioni, artigianato, culture, rituali.

Nel sito della FAo sono elencate molte inizaitive che spaziano dall'Università di Perugia a quella di Foix, dalla Romania sino al Portogallo.

 

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Cosa ci insegnano le montagne

Le montagne ci insegnano ad avere una forte resilienza, anche solo camminando o guardandole, noi ci ricordiamo cosa significa adattarsi, adattare il nostro percorso, imparare a modellarci in base al vento. Accolgono ruscelli che hanno una potenza immane perché sanno variare forma e condizione senza perdere forza ed energia.

Ci trasmettono la diversità, il silenzio, l'amore per l'altezza, il senso del crescere, il sacrificio, l'ascolto. Ci danno modo di alzare il viso e guardare il volo degli uccelli, osservare la velocità con cui si spostano le nuvole.

Camminare in montagna ci insegna anche la differenza tra ipoattivazione ed iperattivazione; l'attivazione ottimale dipende da dove siamo e dove dobbiamo andare.

Un esempio pratico: se iniziamo un'escursione a passo veloce e senza pensare al respiro bruceremo velocemente la possibilità di fare un'escursione in modo sano e funzionale; se avviamo un progetto e bruciamo subito le energie, come possiamo garantirci la resistenza sul medio o lungo periodo?

Queste sono parole ma testare fisicamente è possibile. Come? Iniziando a camminare in montagna.  

 

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