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L'intervento al Senato di Elena Cattaneo sull'agricoltura biologica

Il Senato ha approvato la nuova legge sull'agricoltura biologica, ma il dibattito resta apertissimo. Lo dimostrano le pesanti critiche espresse dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, soprattutto in merito all'approccio biodinamico.

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©ESOF2020 Trieste / Flickr

Approvata la legge italiana sul biologico

È lungo e travagliato il percorso della legge italiana sull’agricoltura biologica. Dopo un anno e mezzo di stallo, è stato segnato un importante passo avanti giovedì 20 maggio con l’approvazione in via definitiva al Senato del disegno di legge 988 “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. Ora manca solo l’ultimo via libera da parte della Camera dei deputati.

 

Nel concreto il testo prevede, tra le altre cose:

  • l’istituzione di un marchio del biologico italiano;
  • la creazione dei distretti biologici; 
  • l’adozione di un Piano d'azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici. Tra i suoi compiti c’è quello di favorire la conversione al metodo biologico delle imprese convenzionali, incentivare il consumo di cibi bio soprattutto nelle mense, sostenere le forme associative all’interno della filiera, monitorare l’andamento del settore e diffondere dati attendibili;
  • un fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica;
  • il sostegno alla ricerca tecnologica e alla formazione degli operatori.

 

Così l’Italia fa la sua parte per raggiungere l’obiettivo dettato dall’Unione europea con la strategia From farm to fork e con quella sulla biodiversità: coltivare a biologico il 25% dei terreni agricoli dell’Unione.

 

L’intervento della senatrice Elena Cattaneo

Questa legge verrà ricordata anche per il veemente discorso in Senato di Elena Cattaneo, eminente biologa e accademica nominata senatrice a vita nel 2013. 

 

“Forse ci si poteva o doveva aspettare una legge sull’agricoltura tutta, che coinvolge 500.000 aziende, e non su un’agricoltura di nicchia, i cui numeri andrebbero veramente spiegati in modo proprio, perché sostenere che il 16 per cento del terreno italiano è dedicato all’agricoltura biologica non spiega quanta di quella percentuale è dedicata a prati e pascoli, che ricevono sussidi, ma non producono nulla”, esordisce Cattaneo.

 

Dopo aver riservato critiche al fatto che i prodotti biologici siano venduti nei supermercati a prezzi doppi o tripli rispetto alle alternative convenzionali, pur “non offrendo alcuna garanzia di maggiore salubrità e alcun maggiore apporto nutrizionale significativo”, Cattaneo passa al vero fulcro del suo discorso: l’agricoltura biologica, a suo parere, non può e non deve essere equiparata a quella biodinamica.

 

Quest’ultima viene descritta come una pratica antiscientifica, esoterica e stregonesca “i cui disciplinari internazionali comprendono l’uso di preparati a base – cito testualmente – di letame infilato nel cavo di un corno di una vacca che abbia partorito almeno una volta. Il corno, una volta riempito, viene sotterrato per fermentare durante l’inverno e recuperato nei giorni prossimi alla Pasqua per essere sottoposto alla – cito – fondamentale operazione di miscelazione e dinamizzazione con acqua tiepida di sorgente, pozzo o piovana, che ha una durata di circa un’ora e può essere effettuata manualmente, ma anche tramite macchine speciali”.

 

L’equivoco, sostiene Cattaneo, nasce da un’errata interpretazione del regolamento Ue del 2018 che in realtà si limita a consentire l’uso dei preparati biodinamici, senza metterli sullo stesso piano delle pratiche del disciplinare biologico. 

 

I commenti dal mondo del biologico

Gli emendamenti proposti da Cattaneo sono stati bocciati e il disegno di legge è stato approvato con 195 voti a favore, un astenuto e un contrario. Segnando così una sonora sconfitta politica, tanto più perché difficilmente i senatori a vita si espongono con toni così netti.
Questo episodio dimostra quanto sia acceso il dibattito sull’argomento.

 

Secondo il professor Paolo Bàrberi, docente di Agronomia alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, gli attacchi alla biodinamica sono pretestuosi. “La biodinamica è da sempre una parte del settore biologico, a cui è vicina per approccio e metodi, e la legge – giustamente – lo riconosce”, dichiara in un’intervista rilasciata a Cambia la terra. E gli aspetti filosofici e spirituali derisi dalla senatrice Cattaneo? “Fanno parte della sfera personale e su cui la scienza non può e non deve giudicare. Come ricercatore, mi interessa invece capire se i metodi e i sistemi biodinamici funzionino o no e in quali casi”, continua.

 

Senza la biodinamica, scrive il presidente di Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) Giuseppe Romano, “avremmo avuto un testo monco e carente”. E, nel suo complesso, la legge va nella direzione giusta. “Non possiamo che applaudire a un segnale della politica che dimostra finalmente di dare ascolto ai sempre più numerosi consumatori che credono nel biologico, di riconoscere giusta dignità ai tanti (circa 80 mila) imprenditori agricoli del nostro territorio e che soprattutto sembra aver compreso l’importanza strategica del comparto che rappresenta l’agroalimentare italiano”.

 

A detta di Maria Grazia Mammuccini, presidente di Federbio, “non c’è nessuno scandalo nel fatto che il biodinamico rientri a pieno titolo nel biologico. L’agricoltura biodinamica non solo rispetta i principi fondanti del bio, utilizzando da sempre prodotti di origine naturale per curare i campi e curare il suolo, ma (con presenza di animali in azienda e con almeno il 10% di superficie agricola destinata alla biodiversità) rappresenta una delle punte più avanzate del sistema del bio”. Anzi, la legge guarda avanti perché prevede la possibilità di equiparare al biologico anche nuovi metodi come la permacoltura e l’agricoltura rigenerativa.

 

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