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Il 2020 è l'ultimo anno per evitare la catastrofe climatica

La crisi economica del 2008 ha fatto diminuire le emissioni nette di CO2 ma entro il 2010 si è tornati al picco storico. Ora la ripresa post emergenza da coronavirus ci mette davanti a una situazione analoga. Ma scegliere la strada della sostenibilità è possibile, basta volerlo.

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©guijunpeng -123rf

2020: il conto alla rovescia è iniziato

Il tempo sta per scadere e gli abitanti della Terra hanno pochi mesi per evitare la catastrofe climatica. A sostenerlo non è una profezia dei Maya ma l'Agenzia internazionale per l'energia (IEA).

Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Agenzia per l'energia, ha presentato una tabella di marcia triennale ai governi perché "riparino" le loro economie devastate dalla pandemia, per creare milioni di posti di lavoro e allo stesso tempo "fare del 2019 l'ultimo anno di picco delle emissioni globali".

"Quest'anno è l'ultimo che abbiamo" ha detto Birol "se non vogliamo assistere a un contraccolpo del carbonio". 
 

Emissioni nette zero entro il 2050

Nel suo Special report on Sustainable Recovery, la IEA ha presentato tre obiettivi chiave:

  1. stimolare la crescita economica globale dell'1,1% annuo;
  2. salvare o creare 9 milioni di posti di lavoro all'anno;
  3. ridurre le emissioni annue globali di gas serra legate all'energia per un totale di 4,5 miliardi di tonnellate a triennio.


Un piano che, se seguito alla lettera - sostiene l'agenzia - porterebbe anche benefici per la salute e il benessere umani: vi sarebbe una riduzione del 5% delle emissioni inquinanti nell'aria, pur portando l'elettricità a 270 milioni di persone.

Come? Intervenendo simultaneamente sui settori di elettricità, trasporti, industria, edifici, combustibili e tecnologie emergenti a basse emissioni di carbonio.
 

Mille miliardi di investimento

Già la crisi economica del 2008 aveva fatto diminuire le emissioni nette in atmosfera. Però la ripresa entro il 2010 non solo portò le emissioni al livello pre-crisi ma addirittura si toccò il picco storico.

Ora siamo davanti a una situazione analoga ma davanti a noi c'è possibilità di intraprendere una ripresa più sostenibile: ad esempio le tecnologie rinnovabili sono molto più economiche di 12 anni fa.

Per raggiungere i suoi obiettivi, il piano della IEA richiede investimenti globali per mille miliardi all'anno nei prossimi tre anni.

L'IEA suggerisce che l'importo, che rappresenta circa lo 0,7% dell'attuale PIL globale, verrebbe dalla spesa pubblica e da quella privata.
 

9 luglio 2020: Clean Energy Transitions Summit

"Le conferenze online non basteranno a raggiungere gli obiettivi climatici" conclude Birol. E nemmeno lo smart working, sebbene alleggeriscano il traffico. 

Così per il 9 luglio, l'IEA ha lanciato un vertice sulla transizione verso l'energia pulita coinvolgendo 40 Ministri dei Governi di tutto il mondo, che rappresentano l'80% del consumo globale di energia, insieme ad amministratori delegati del settore privato, investitori e stakeholders pubblici.

Sia la Cina che gli Stati Uniti, i maggiori produttori di CO2 al mondo, hanno concordato di far partecipare i loro rispettivi ministri dell'energia.
 

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