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Alfabetizzazione sanitaria, cos’è e perché è importante

Che cos’è l’alfabetizzazione sanitaria? Perché è importante che tutti siano educati al linguaggio della medicina? Come ci si informa?

Alfabetizzazione sanitaria, cos’è e perché è importante

Il termine alfabetizzazione sanitaria è la traduzione italiana dell’inglese health literacy e indica la capacità di un cittadino di ottenere, elaborare e comprendere informazioni sanitarie di base, per poter effettuare scelte consapevoli.

Il termine è stato introdotto negli USA negli anni Settanta e, nel 1988, l’Organizzazione Mondiale della sanità lo ha inserito nel Glossario della promozione della salute.

Secondo alcune indagini e il parere di molti esperti, l’alfabetizzazione sanitaria è uno dei capisaldi di una buona salute ed è stata dimostrata la sua capacità di influire positivamente sullo stile di vita, su un accesso adeguato al sistema sanitario e sull’adesione ai programmi di prevenzione e alle terapie.

Le indagini di massa sull’alfabetizzazione sanitaria in Italia sono piuttosto scarse ma, dai pochi dati raccolti, sembra che gli italiani spesso abbiano difficoltà a comprendere il linguaggio di base della medicina, per esempio è emerso che molte persone fanno fatica a capire i foglietti illustrativi dei farmaci.

Il livello di alfabetizzazione spesso coincide con il livello di istruzione, ma non è sempre così; è infatti emerso che anche le persone con un buon livello di istruzione non riescono talvolta a comprendere il linguaggio di base della medicina.

Nell’ultimo decennio il concetto di alfabetizzazione sanitaria si è guadagnato una grossa attenzione in tutto il mondo, proprio per il ruolo fondamentale che svolge.

 

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Perché l’alfabetizzazione sanitaria è importante

Quello dell’alfabetizzazione sanitaria è un discorso che si fa fatica a semplificare, perché entrano in gioco tantissimi fattori.

Se, da una parte, siamo bombardati da informazioni che riguardano la salute e lo stile di vita da adottare per stare bene, dall’altra le notizie che riceviamo sono spesso contrastanti, difficilmente comprensibili o malamente strutturate.

L’enorme quantità di informazioni che ci arriva probabilmente causa disorientamento ostacolandone l’interiorizzazione e la comprensione profonda. Inoltre, i sistemi sanitari moderni sono sempre più complessi.

Secondo alcune indagini a livello globale è emerso che un basso livello di alfabetizzazione sanitaria comporta esiti clinici negativi e un aumento della mortalità.

Vale a dire che abbiamo un ruolo attivo nella gestione della salute e che il nostro benessere non dipende unicamente dai professionisti sanitari a cui ci rivolgiamo ma anche dalla nostra capacità di capire e collaborare, per esempio di aderire alle terapie.

Le persone con un’alfabetizzazione sanitaria insufficiente ricorrono scarsamente agli strumenti di prevenzione e aderiscono meno ai trattamenti terapeutici che gli vengono prescritti.

L’alfabetizzazione sanitaria è importante sempre, ma lo è ancora di più nella malattia cronica quando il paziente, e/o la persona che se ne prende cura, deve sviluppare una buona conoscenza della patologia in questione per poterla affrontare nel migliore dei modi. Talvolta, inoltre, è fondamentale adottare cambiamenti, anche radicali, del proprio stile di vita e lo si può fare soltanto se alla base c’è una reale comprensione.

 

Alfabetizzazione sanitaria, come mi informo?

Purtroppo, nonostante il bombardamento mediatico continuo, che potrebbe far pensare il contrario, non è sempre facile apprendere il linguaggio di base della medicina.

La comunicazione istituzionale talvolta è insufficiente o troppo complicata. E allora che si fa? In genere si ricorre al web, che se da una parte può essere un’utile fonte di informazioni semplici, chiare e prontamente disponibili, dall’altra può trarre in inganno e aumentare il grado di confusione.

Quando si cercano informazioni su internet bisogna dunque avere sempre un certo senso critico e porsi alcune domande; per esempio: chi è il proprietario del blog o del sito web? È un editore affidabile? È un sito web istituzionale (per esempio Ministero della Salute)?

Affidarsi alle prime pagine che compaiono non è un buon criterio perché l’ordine in cui vengono restituiti i risultati non dipende dalla loro correttezza scientifica, ma da altri e molto complessi fattori.

In ogni caso, il primo referente, quando si vogliono ottenere informazioni sanitarie, è il proprio medico di base. Se ho difficoltà a comprendere il bugiardino di un farmaco è prima di tutto al medico che dovrei chiedere oppure al farmacista. Se ho un dubbio su una terapia che devo seguire è sempre al medico che mi devo rivolgere.

Quando si ha una difficoltà a comprendere o semplicemente si desidera acquisire informazioni per gestire una questione di salute, la cosa più giusta da fare è sempre cercare un punto di riferimento, un interlocutore che sia in grado di aiutarci a capire.

Prendiamo l’esempio della gravidanza, un momento generalmente felice nella vita della protagonista ma che pone tanti interrogativi su come comportarsi; un buon dialogo con un’ostetrica di fiducia, insieme a un adeguato corso preparto, gestito da personale competente, sicuramente forniranno alla gestante gli strumenti per affrontare la gravidanza con maggiore conoscenza, la aiuteranno a capire come deve mangiare, come affrontare i piccoli disturbi, quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare, come cambierà il proprio corpo, cosa accadrà durante il parto… e questa consapevolezza limiterà il rischio di sottovalutare un segnale critico o, al contrario, di dare troppa importanza a qualcosa che genera un’inutile ansia.

 
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