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Il movimento rallentato

Il movimento e le reazioni istintive del corpo sono gestite da quell’area del cervello chiamata Rettiliano. Scopriamo come funziona e come lavora sullo stress.

Il movimento rallentato

E’ bene chiarire innanzitutto le priorità e i risultati che si vogliono ottenere con questa pratica: il movimento e le reazioni istintive del corpo sono gestite da quell’area del cervello chiamata Rettiliano (brain stem); nello specifico il Rettiliano entra in azione quando il soggetto è sotto stress psicofisico o, per dirla in parole povere, quando è messo “con le spalle al muro”.

Normalmente in questo stato l’individuo reagisce istintivamente mediante due reazioni principali: attacco, aggressione e/o fuga, paura. Questo perché il cervello umano “conosce”, a livello inconscio, solo queste due risposte.

Per questo motivo la ricerca dovrebbe essere volta allo sviluppo di strumenti che vanno a lavorare e a “riprogrammare” la parte inconscia del nostro cervello: uno di questi è proprio la pratica al rallentatore.

Tutta la difficoltà di questo esercizio sta nel capirsi sul termine "al rallentatore": intendo proprio dire di cercare di muoversi il più lentamente possibile, in modo che il movimento sia esternamente impercettibile.

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Le persone hanno molte difficoltà ad accostarsi a questa modalità. Nella nostra civiltà maniaca della grandezza, ricca e consumista, pare assurdo che da un piccolo movimento (lentissimo) si possa ottenere un grande risultato. Oltre al fatto che in genere le attività sportive sono molto dinamiche e si cerca spesso un esagerato potenziamento muscolare (che tende a rendere il corpo meno sensibile).

Muoversi lentamente è un primo passo verso lo strumento primario che si apprende studiando la Tecnica Alexander: l’inibizione conscia.

Infatti sovente reagiamo automaticamente e abitualmente ai vari stimoli della vita. La Tecnica Alexander insegna a sfruttare lo spazio tra stimolo e risposta per scegliere – consciamente – la linea di azione più appropriata. Si tratta di una capacità che già abbiamo e possiamo imparare a sviluppare e perfezionare.

Il movimento rallentato, inoltre, solleciterebbe lo sviluppo della mente: ogni muscolo è collegato a una precisa zona del cervello e riattivando i muscoli che generalmente non utilizziamo, o utilizziamo male, si dovrebbe ottenere un risveglio anche delle zone cerebrali a essi collegate.   

 

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