Intervista

L’omeopatia è in pericolo

Entro la fine del 2015 i Rimedi Omeopatici potrebbero scomparire dagli scaffali delle farmacie italiane. Il Dottor Paolo Mosconi, Medico Omeopata di lungo corso, ci spiega cosa sta accadendo e com'è possibile tutelare i 15 milioni di italiani che fanno ricorso all'Omeopatia e le aziende del settore.

L’omeopatia è in pericolo

Intervista al Dottor Paolo Mosconi a cura di Romina Alessandri della redazione di Scienza e Conoscenza

Leggiamo il parere del Dott. Paolo Mosconi, medico omeopata sulla questione che riguarda la possibilità che i rimedi omeopatici scompaiano dalle farmacie italiane.

 

Durante l'ultimo convegno dell'associazione COMILVA a Rimini (28 marzo 2015) ha focalizzato l'attenzione del pubblico su un grave problema: l'obbligo di registrazione dei Farmaci Omeopatici che potrebbe portare alla scomparsa della maggioranza di quelli ora a disposizione. Può spiegarci meglio cosa sta succedendo e cosa potrebbe accadere?

L’argomento è complesso e non trattabile nel necessariamente breve arco di un articolo, perciò elencherò i punti essenziali che potranno essere approfonditi in seguito e anche individualmente da parte del lettore interessato.

Al centro della scena c'è l'Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) Ente del Ministero della Sanità che si occupa del controllo delle procedure di costruzione e dell'immissione in commercio sul territorio nazionale di tutti i farmaci.

L'ammissione dei farmaci al commercio è soggetta a procedura di registrazione completamente gestita da AIFA. Dopo tutta la sedimentazione legislativa in materia di Medicina Omeopatica con tentativi di disciplinarla in maniera complessiva, oggi esiste una direttiva europea, la n. 2001/83/CE, che regola la materia, alla quale l'Italia si è uniformata nel 2006 con un’arbitraria e del tutto errata interpretazione ed esecuzione da parte di AIFA (presa d’atto delle registrazioni a tutto il 1997 e aggiornamento annuale per i farmaci aggiunti negli anni successivi: assurdi aggravi fiscali, fino al 1000% rispetto ai costi di registrazione negli altri Stati europei e con altri cavilli per la registrazione che la direttiva europea non prevede).

Per quanto riguarda l'Omeopatia, il centro della questione è che nessuno dei funzionari AIFA ha la benché minima competenza né preparazione o titolo sulla Medicina Omeopatica e sulle procedure di costruzione dei Rimedi Omeopatici o dei farmaci funzionali.

In realtà AIFA erroneamente ha applicato ai rimedi omeopatici i principi di registrazione dei farmaci e delle aziende farmaceutiche Allopatiche.

Da rilevare tragicamente che la medesima situazione caotica per la gestione della Medicina funzionale si ritrova a livello di Agenzia Europea per i Medicinali (dall'inglese European Medicines Agency, EMA, in precedenza conosciuta come European Agency for the Evaluation of Medicinal Products EMEA) che è l'Agenzia Comunitaria dell'Unione europea per la valutazione dei medicinali.

È altresì vero che EMA imposta direttive delle quali lascia applicazione alle rispettive agenzie nazionali. Questo stato di fatto ha permesso e prodotto una grande confusione nella gestione dei controlli sulla produzione degli Omeopatici e dei farmaci funzionali.

In pratica, gli ispettori AIFA fanno ispezioni su procedure che non conoscono e i funzionari deliberano norme su attività per loro altrettanto ignote.

In questo modo è risultato che i costi di registrazione (veri balzelli) per gli Omeopatici e i farmaci funzionali sono stati parificati a quelli degli allopatici, e in ragione assolutamente sproporzionata rispetto a quelli di tutti gli altri Stati europei (come notato sopra).

I costi di registrazione pretesi da AIFA sono lievitati immotivatamente a tal punto da essere impossibili da affrontare per le aziende produttrici di Rimedi Omeopatici, che saranno costrette a cessare la distribuzione dei rimedi in Italia all'atto dell'entrata in vigore della legge promossa da AIFA, se questa sarà ratificata dal Ministero della Salute e approvata dal Parlamento. Il termine è la fine del 2015.

In pratica, tutte le aziende italiane hanno già interrotto la produzione e la distribuzione della maggior parte (fino al 70%) dei Rimedi Omeopatici (con grave danno economico che le ha messe in grave sofferenza, costringendone molte alla chiusura).

Le aziende straniere con unità produttive in Italia hanno chiuso i loro stabilimenti con conseguenti licenziamenti stimati in 1500 unità lavorative (1500 famiglie).

Un colpo durissimo a un settore, quello omeopatico, da sempre in costante crescita positiva e ora portato inopinatamente a gravissima crisi, fino alla minaccia di chiusura anche per le aziende più solide.

È lecito supporre che questa peraltro incomprensibile manovra abbia una regia e sia rivolta a danneggiare in modo non riparabile l'Omeopatia italiana.

 

L’articolo completo sarà pubblicato su Scienza e Conoscenza n. 52 in uscita a maggio 2015.

 

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