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Terapie naturali e gradualità: perché il corpo non ama le soluzioni drastiche

I meccanismi di adattamento del corpo sono graduali ed è proprio su questo principio che si fonda l’approccio delle terapie naturali.

 

Il concetto di gradualità nelle terapie naturali

Le terapie naturali, che includono le piante usate in erboristeria, generalmente non agiscono bloccando un sintomo in modo diretto e non curano malattie, come avviene con i farmaci, ma modulano funzioni fisiologiche già esistenti tra cui digestione, tono dell’umore, risposta allo stress, qualità del sonno, metabolismo.

Quando si utilizza un rimedio naturale, l'azione sul corpo richiede tempo e i risultati non sono quasi mai immediati.
 

Perché i cambiamenti bruschi affaticano il corpo

Spesso cambiamenti repentini nelle abitudini mettono sotto stress il corpo perché l’organismo è progettato per mantenere l’omeostasi, cioè un equilibrio interno stabile.

Ogni cambiamento improvviso, che sia alimentare, ormonale, metabolico o comportamentale, viene quindi percepito come uno stress e richiede che il corpo trovi un nuovo equilibrio. 

Le diete drastiche, le sospensioni improvvise di abitudini consolidate, l’assunzione massiccia di integratori o protocolli “detox” intensivi vanno ad alterare l'equilibrio e, anche quando l’intenzione è positiva, l'effetto può essere negativo e portare a stanchezza, irritabilità, disturbi intestinali, insonnia o peggioramento temporaneo dei sintomi.

Per citare alcuni esempi, una restrizione calorica eccessiva può rallentare il metabolismo e alterare la regolazione della fame attraverso leptina e grelina; l’introduzione improvvisa di elevate quantità di fibre può causare gonfiore e disagio intestinale.
 

Benefici degli approcci progressivi

Il corpo non ama le soluzioni drastiche perché è programmato per adattarsi gradualmente agli stimoli ambientali.

Forzare i processi biologici può attivare meccanismi compensatori che annullano l’effetto desiderato, mentre un approccio progressivo permette al corpo di adattarsi senza attivare risposte difensive.

Introdurre una pianta alla volta, modificare l’alimentazione gradualmente, correggere gli orari del sonno passo dopo passo favorisce un cambiamento più stabile.

Dal punto di vista fisiologico, la gradualità consente ai sistemi di regolazione di ricalibrarsi.

Nel caso del sonno, ad esempio, spostare l’orario di addormentamento di 15–20 minuti per volta è più efficace che anticiparlo di due ore in una sola sera.

Per quanto riguarda la digestione, aumentare progressivamente l’apporto di fibre permette al microbiota intestinale di adattarsi, evitando eccessive fermentazioni che porterebbero a gonfiore.

Le terapie naturali si inseriscono bene in questo schema perché lavorano per modulazione e la loro efficacia spesso non si traduce in una improvvisa scomparsa dei sintomi ma come un miglioramento graduale del benessere generale. 
 

Errori comuni nel voler accelerare

Oggi cerchiamo spesso di ottenere risultati veloci, cambiamenti immediati, trasformazioni drastiche e questo atteggiamento si riflette anche nell’uso dei rimedi naturali.

Uno degli errori più frequenti è aumentare autonomamente i dosaggi nella speranza di ottenere un effetto più rapido, oppure di assumere molti rimedi contemporaneamente, ma il rischio è quello di incorrere in effetti indesiderati o interazioni.

Anche cambiare continuamente rimedio dopo pochi giorni è controproducente perché alcune piante richiedono tempo per mostrare benefici, e interromperle prematuramente impedisce una valutazione corretta. 
 

Come rispettare i tempi fisiologici

Rispettare i tempi fisiologici implica inserire un rimedio alla volta,  rispettare i dosaggi consigliati, mantenere costanza per un periodo adeguato e sostenere il rimedio con uno stile di vita coerente

Inoltre, bisogna considerare che non tutti i disturbi possono essere risolti con rimedi naturali, soprattutto se sono strutturati o legati a patologie specifiche. In questi casi la gradualità deve essere accompagnata da una valutazione medica.