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Parassiti e biorisonanza

Il problema dei parassiti non è per nulla raro nell’uomo, colpisce specialmente i bambini, osserviamo come la biorisonanza può essere d'aiuto.

Parassiti e biorisonanza

Il problema dei parassiti non è per nulla raro nell’uomo e colpisce specialmente i bambini.

L’infestazione di parassiti avviene sempre per ingestione di uova.

Nei bambini, i mezzi più comuni di trasmissione che espongono maggiormente al rischio di infezioni sono:

  • scarsa igiene
  • tendenza a portare qualsiasi oggetto o le mani in bocca, soprattutto quando non sono pulite.

I tipi di parassiti più comuni sono: gli Ascaridi e gli Ossiuri.

 

Gli Ascaridi

Introduzione

Gli Ascaridi appartengono alla famiglia dei nematodi comuni nei cani e nei gatti, le loro uova vengono inghiottite leccando o ingerendo della sporcizia.

Queste poi si sviluppano in minuscole larve che si spostano verso i polmoni e da qui vengono espulse con la tosse e in seguito ingoiate.

Nel frattempo sono già mutate varie volte.

Si spostano poi nell’intestino dove divengono adulte e depongono le loro uova nelle feci dell’ospite.

La loro resistenza avviene anche in condizioni ambientali sfavorevoli, le uova rimangono infettive nel suolo per mesi e possono sopravvivere nei climi freddi anche per due anni.

Le femmine adulte producono circa 200 mila uova al giorno.

I vermi adulti vivono nell'intestino tenue e possono trovarsi occasionalmente nelle feci, dove sono facilmente riconoscibili.

La lunghezza media del verme maschio è di 15-25 centimetri per 3 millimetri di diametro, mentre le femmine possono essere lunghe anche 25-35 centimetri con un diametro di 4 millimetri.

 

Trasmissione

L'ascaridiasi è trasmissibile attraverso il verme che entra nel corpo ancora sotto forma di uova.

Toccando la terra e mettendo in bocca le mani o mangiando verdure sporche vengono ingoiate anche le uova.

Queste sono talmente piccole che possono rimanere sotto le unghie, sulle mani o sulla superficie di qualche oggetto.

I bambini più a rischio sono quelli affetti da un disturbo detto “picacismo”.

Si tratta di un problema di origine psicologica a causa del quale il bambino mangia sostanze non commestibili (terra, vernici o plastica).

Al picacismo spesso si associa una infestazione da parassiti e anemia.

In ogni caso l'infestazione ha inizio quando vengono ingerite le uova di ascaridi.

Da questo momento le larve si liberano e penetrano nell'intestino, quindi entrano nel circolo sanguigno; tornate nell'intestino tenue raggiungono lo stadio adulto.

Per individuare la presenza di ascaridi è necessario eseguire un esame al microscopio delle feci.

 

Sintomi

Durante la migrazione larvale nei polmoni a volte il paziente ha tosse e febbre causata da una reazione infiammatoria da questa scatenata.

I sintomi osservati dalle manifestazioni più lievi includono:

  • vermi nelle feci,
  • tosse con vermi,
  • perdita di appetito,
  • febbre,
  • respiro affannoso.

Infestazioni più gravi possono portare ad un quadro più severo, con:

  • vomito,
  • mancanza di respiro,
  • distensione addominale (gonfiore del ventre),
  • dolore allo stomaco o all’addome,
  • ostruzione intestinale,
  • ostruzione delle vie biliari (inclusi fegato e cistifellea).

A causa di tutti questi problemi il bambino può risultare irritabile.

Spesso nei bambini affetti da ascaridiasi, soprattutto se piccoli, si sono riscontrate difficoltà di crescita in peso.

Tuttavia in alcuni casi può capitare che le larve diano complicanze causando una polmonite acuta transitoria detta sindrome di Loeffler, la quale è una delle malattie endomiocardiche che causano la miocardiopatia obliterativa.

Un'altra complicazione che può verificarsi nei soggetti con una infestazione molto importante da ascaridi, soprattutto se bambini è un'ostruzione intestinale acuta.

In pratica i milioni di vermi filiformi migrati nell'intestino, aggrovigliandosi, possono formare una matassa che blocca il passaggio delle feci.

La persona in questo caso avverte forti dolori addominali simili a quelli di un attacco di appendicite.

Questa malattia è più probabile nei bambini perché il diametro del loro intestino è inferiore a quello di un uomo adulto e per questo il tappo si può formare più rapidamente.

Come prevenzione per evitare una infestazione da ascaridi è sufficiente attenersi ad alcune semplici regole come mantenere una buona igiene personale, lavare sempre le mani prima di mangiare, non mettere le dita in bocca.

Per quanto riguarda gli alimenti si deve imparare a lavare accuratamente verdure e ortaggi e possibilmente bollirli.

Se gli ortaggi e le verdure sono coltivate in aree dove le feci umane vengono usate

come fertilizzanti o dove non esiste una rete fognaria moderna ed efficiente, prima di essere mangiati devono essere ben cotti o disinfettati in una soluzione allo iodio.

Le soluzioni a base di cloro non sono efficaci.

 
Gli Ossiuri

Introduzione

La femmina adulta dell'Ossiuro è lunga approssimativamente un centimetro con una sezione pari a circa 0,5 mm, mentre il maschio è più piccolo (2-5 mm x 0,15 mm). Nonostante le esigue dimensioni, gli ossiuri adulti si possono notare anche ad occhio nudo, sottoforma di piccoli filamenti bianchi che si muovono nelle feci o nella zona perianale durante le prime ore del mattino.

 

Trasmissione

L’ossiuriasi, è un'infestazione provocata da un tipo di "verme-parassita" chiamato Enterobius vermicularis.

Si manifesta in tutto il mondo e interessa persone di ogni età e livello socio economico, ma è molto comune nei bambini.

Nella maggior parte dei casi abitare in zone sovraffollate, in istituti e in famiglie con infezioni da enterobius vermicularis può predisporre alla malattia, questo perché il "contagio" è molto semplice e rapido.

Chi potrebbero essere i soggetti prescelti?

Nei lattanti e nei bambini più piccoli l'infestazione da ossiuri è meno intensa e meno frequente. Più esposti al rischio sono invece i bambini di età compresa tra i 5 e i 14 anni. La prevalenza decresce in età adulta o perché si riduce l'esposizione o per l'acquisizione di immunità.

E’ dunque molto semplice, l'uomo si infetta ingerendo le uova in embrione.

Queste, di solito, vengono trasportate sotto:

  • le unghie,
  • polvere di casa
  • biancheria da letto,
  • asciugamani,
  • vestiti (specialmente  biancheria intima e pigiami),
  • toilette,
  • attrezzature del bagno,
  • cibo,
  • bicchieri,
  • utensili della cucina,
  • giocattoli,
  • bancone della cucina,
  • scrivanie o tavoli delle mense,
  • sabbiere.

Una volta inghiottite, le uova si schiudono nello stomaco trasformandosi in larve e da lì migrano nella regione fecale dove diventano adulte.

La diagnosi è abbastanza semplice e veloce, Viene effettuata isolando il parassita o le sue uova con una tecnica chiamata scotch-test che utilizza uno speciale scotch trasparente da applicare al mattino al livello dell'ano dove la femmina deposita milioni di uova.

Lasciato passare qualche minuto si strappa via e si appiccica sul vetrino portaoggetti.

Il vetrino è pronto per essere analizzato al microscopio.

L'eventuale presenza di uova sullo scotch conferma i sospetti di infestazione.

 

Sintomi

Le persone colpite per lo più lamentano:

  • insonnia,
  • irritabilità,
  • mal di pancia,
  • prurito anale notturno.

Questo sia per la deposizione delle uova, sia perché il caldo delle coperte richiama i parassiti verso l'esterno.

Gli ossiuri durante la notte sono visibili anche a occhio nudo mentre si muovono nella zona perianale.

In alcuni casi i vermi migrano e dalla zona perianale, nelle bambine si localizzano nel perineo dando luogo a vaginiti molto fastidiose.

 

Cosa può fare la biorisonanza?

Facendo un passo indietro, nel 1933 Dr. Royal Raymond Rife, aveva ideato e progettato un geniale tipo di microscopio, in grado di ottenere fino a 60.000 ingrandimenti.

Questo strumento ha permesso al Dr. Rife, di scoprire le caratteristiche di micro-organismi come virus e batteri, i fattori che conducono alla produzione o trasformazione di vari microrganismi, il ruolo dei mutamenti bio-chimici, nell'incoraggiare o ritardare la proliferazione di certi microrganismi.

Quando Rife riuscì a monitorare le attività dei microrganismi tramite il microscopio, capì che i principi di base di distruzione dei microbi rimangono invariati: quando si arriva alla frequenza di risonanza, il microbo viene inattivato o ucciso.

“Ogni microrganismo ha le sue oscillazioni o frequenze di risonanza (il numero di cicli al secondo cui vibra). Come un soprano, che rompe un vetro con una sua pura, singola nota, l’ F-scan2, emette frequenze di risonanza ”Hz” che fanno vibrare ogni microbo, uccidendolo.”

Nei video che seguono possiamo osservare come un parassita “Paramecium” esposto alla sua frequenza risonante di “1150 Hz” viene ucciso.

http://www.youtube.com/watch?v=jSYcN5A1qJE&feature=share&list=PLDD3E1D82F96E23ED

http://youtu.be/kELJRX9WsiQ

La Biorisonanza è lo studio e l’interpretazione delle vibrazione emesse dalla materia.

È quindi una scienza/tecnica che analizza l’elettro-struttura della materia vivente ed interpreta i segnali elettromagnetici cellulari e corporei, permettendo di individuare anche i corpi materiali interagenti con la struttura della massa biochimica fisiologica umana ed animale (funghi, batteri, protozoi ecc.).

Le basi della tecnologia elettronica sono state applicate anche alla biologia grazie alle scoperte di: Volt, Ampere, Ohm. I risultati di queste applicazioni hanno dimostrato che ogni sostanza è identificabile con una sua specifica frequenza, in quanto ogni sostanza si distingue da un'altra per le sue proprie caratteristiche elettroniche individuali.

Ma si è anche scoperto che le sostanze possono essere influenzate esponendole ad oscillazioni elettriche. Allo stesso modo tessuti organici e/o organi interi possono essere influenzati da certe oscillazioni elettroniche.

Vi sono dei macchinari in Bio Elettronica in grado di analizzare ed influenzare le frequenze (sostanze) trovate in un corpo vivente, e fornire al tecnico in discipline bio naturali, al naturopata, al medico, al ricercatore, nozioni importantissime sulla salute e/o malattia del soggetto esaminato.

Questa tecnica, d’origine antica, rielaborata e ripresa da moderne strumentazioni ed utilizzata da personale esperto, permette all’operatore d’individuare le componenti e lo stato di molti organi, tra le decine di migliaia di virus, funghi, batteri, parassiti, e streptococchi.