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Dolore cronico diffuso o localizzato: come possiamo ®Desomatizzare

Quando un dolore appare lentamente e poi col tempo si fa più forte, gli esami sono quasi tutti negativi e sembra che resti solo la speranza che il dolore passi, possiamo parlare di "somatizzazione". E quindi, con un approccio olistico, sperimentare le tecniche della ®Desomatizzazione.

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Dolore cronico da somatizzazione, definizione ed esempi

Quando, in assenza di un trauma o un incidente, i dolori appaiono lentamente e poi col tempo si fanno più forti, gli esami sono quasi tutti negativi e quindi non resta che sperare in un affievolimento della tensione nel tempo, possiamo parlare di somatizzazione.

Quante persone conoscete con strani dolori e con diagnosi come “fibromialgia” o “sindrome da stanchezza cronica”? 

Molti pazienti soffrono di questi fastidiosissimi dolori che spesso non riconoscono terapia e magari sto proprio parlando di uno di voi. In linea generale quando un dolore si presenta con costanza da più di 3-6 mesi può essere definito cronico.

Molti colleghi lavorano, in vari ambiti professionali, su questi difficili problemi con proposte di vario tipo che vanno dalle terapie posturali, al riequilibrio masticatorio, ai massaggi e a una infinita serie di tecniche di manipolazione osteoarticolare.

Desidero integrare queste meravigliose tecniche con la mia personale visione, nell'ambito della medicina integrata: quella della somatizzazione del dolore e la sua possibile Desomatizzazione®.

Luisa, ad esempio, soffre da anni di strane cefalee che le creano non pochi problemi anche nelle attività quotidiane e per le quali deve sempre assumere importanti quantità di farmaci.

In questi anni ha fatto molti esami e tentato molte soluzioni ma come spesso accade, risultati discreti ma solo per brevi periodi. Facciamo una lunga chiacchierata ed emergono prepotentemente gli elementi di sovraccarico: forti preoccupazioni sul lavoro e in famiglia, una discreta rancorosità nei confronti dei genitori, un continuo stato di stress e l’affannosa ricerca di soluzioni per cui deve sempre “spremere le meningi”.

Il suo è un dolore cronico, piuttosto localizzato, con acutizzazioni e con evidenti componenti di stress: lei fatica a far comprendere al mondo che la circonda i suoi sentimenti, un classico esempio di somatizzazione.
 

Dolore diffuso o localizzato: cos'è

In linea di massima un dolore genera sensazioni spiacevoli e può compromettere nel tempo molte funzioni dell’organismo e portare anche a importanti stati di malessere emotivo.

  • Un dolore può essere localizzato in una zona e la persona lo segna con evidenza
  • oppure può essere diffuso su un’area più o meno vasta del corpo e in questa situazione è più difficile capirne le cause.


Anche le caratteristiche del dolore dipendono dalla problematica e dagli organi o apparati da cui origina, per cui potremo avere dolori:

  • profondi o superficiali;
  • sordi o acuti;
  • continui o intermittenti;
  • diffusi o crampiformi.
     

Andare a fondo nella diagnosi

Alessia soffre da tempo di stanchezza e strani dolori muscolari; una buona terapia con prodotti naturali le ha dato beneficio ma solo per un periodo, poi i dolori si sono puntualmente ripresentati.

Alessia ha seguito una terapia naturale di grande impatto sui dolori, prodotti che uso da tanto tempo con ottimi riscontri. Ma quando un prodotto, oppure una tecnica, non creano la risposta attesa, mi sono abituato a pensare che non siano loro ad essere sbagliate: forse va rivista la diagnosi.

Quando non si riesce ad aiutare in modo soddisfacente un paziente dobbiamo sospettare la presenza di qualcosa che si è aggiunto o che non si era ipotizzato.

Sospettare che vi siano altri fattori di disturbo, e considerare l’individuo nella sua assoluta unicità sono elementi essenziali per una corretta impostazione diagnostica e terapeutica.
 

Una infiammazione cronica sistemica di bassa portata

Una situazione di sovraccarico psicofisico può rappresentare per le persone che ne soffrono e per i terapeuti che li curano, un bel grattacapo: se la analizziamo da vicino ha tutte le caratteristiche per esserlo.

  • È cronica, cioè presente da tempo, da almeno 3-6 mesi e si manifesta come sistemica: cioè agisce su più organi o su di un sistema (circolatorio, respiratorio, gastrointestinale ecc.);
  • è di bassa portata: si fa vedere molto poco dagli esami strumentali ma soprattutto è un’infiammazione, cioè un sano meccanismo di risposta del corpo che però qua prende una brutta piega.

Luisa sta male ma purtroppo gli esami non dimostrano o non certificano il suo problema e quindi inizia un calvario di ricerca, che spesso non fornisce i risultati sperati.
 

Somatizzazione del dolore

La somatizzazione avviene tutte le volte che non si riesce a esprimere con gesti o parole o con qualsiasi altro mezzo espressivo (piangere, ridere, urlare, bisticciare e chi più ne ha più ne metta) il contenuto del proprio disappunto.

Quindi il compito o la parola passano alle varie strutture corporee che si prendono in carico, come le spalle o la schiena, tutto il peso che non si riesce a scrollarsi di dosso.

La somatizzazione sarebbe una normale risposta corporea anche piuttosto efficace, un vero e proprio programma di riserva ma non deve divenire un’abitudine, perché poi sfocia nella cronicizzazione. 
 

Domande al paziente e approfondimenti

Dobbiamo capire e ascoltare prima di agire, nella mia mente suona come un mantra la frase: "nessuna diagnosi, nessuna terapia". Questo è il motivo per cui il colloquio con la persona è essenziale per chiarire le modalità della sua sofferenza e se possibile capirne le origini.

Per portare a termine una buona diagnosi dobbiamo fare domande mirate e circostanziate: non si creda sia una cosa semplice, al contrario è un punto dove spesso si può cadere in errore.

Ho imparato molto dai miei insuccessi terapeutici, mi hanno insegnato a non arrendermi e a vedere i problemi da una differente prospettiva, come nel caso di Alessia che ha risposto bene alle terapie indicate correttamente ma solo per un periodo, poi è tornata a peggiorare, pur essendo stata molto diligente con dosaggi e orari.

Dietro queste mancate risposte a prodotti o tecniche adeguate c’è sempre un’infiammazione subdola o una infezione nascosta.
 

Un sospetto quadro reumatico: i dolori migranti

Vi sono tanti tipi di forme reumatiche, alcune colpiscono le articolazioni, altre i cosiddetti tessuti molli come tendini, nervi, legamenti e muscoli e sono altrettanto dolorose e fastidiose.

Come sospettiamo un quadro reumatico? In primis valutando la persona con adeguati esami del sangue attraverso specifici markers, che però purtroppo non sono sempre così evidenti, per cui il sospetto nasce da un’attenta osservazione e da accurate domande.

È necessario indagare se la persona ha sofferto di mal di gola importanti o continue tonsilliti in età infantile, o se ha seguito, a quell'età, massicce terapie antibiotiche. 

Chiederò se, sempre da bambini, si è sofferto di dolori alle articolazioni o ai muscoli; frequentemente i bambini si lamentano di queste piccole infiammazioni e molto spesso qualcuno in famiglia può aver avuto una diagnosi di reumatismo.

Esistono intere famiglie con profilo reumatico come nel caso di Luisa: a sua sorella era stato diagnosticato un reumatismo nel sangue e la loro mamma soffriva di dolori reumatici.

Questa patologia è molto frequente e mentre da giovani può dare forme lievi (non sempre), avanti con gli anni essa può generare artrosi e degenerazioni articolari varie.
Ma può anche malesseri psicologici: in fondo i nonni scherzosamente dicevano di soffrire di dolori romantici, alludendo ai reumatismi, ma avevano le loro ragioni per dire ciò, perché le persone romantiche spesso soffrono di dolori da occasioni perdute, come un grande amore sfuggito dalle mani, che genera, somatizzandosi nel tempo, forme artrosiche.

Proprio nell’età infantile/adolescenziale alcune disillusioni o una serie infinita di "non sei capace", "non sei bravo", "non ce la puoi fare" possono generare risposte immunologiche. Logico pensare che malattie così legate all’espressione verbale come le tonsilliti, ad esempio, siano tipiche proprio dell’infanzia, età nella quale le difficoltà comunicative sono al massimo livello.

Di frequente queste forme reumatiche sono legate alle infiammazioni delle tonsille o ad altri eventi batterici, possono precedere o seguire ad altre manifestazioni come:

  • verminosi o virosi;
  • episodi di Herpes Zoster o Simplex;
  • malattie da raffreddamento frequenti.

 

Desomatizzazione® nei dolori diffusi

I dolori diffusi sono rappresentati da svariate forme di dolore strano, sordo e profondo, che arriva alle ossa e che ci portano a lamentare disturbi senza una localizzazione specifica che producono una continua sensazione di malessere o di non completo benessere


Questo tipo di manifestazioni tipiche di infiammazione osteoarticolare o muscolare, che ricordano un quadro reumatico, danno sensazioni molto particolari che tendono spesso ad essere più dei fastidi che dei veri e propri dolori, ecco perché sono di difficile diagnosi e devono essere riconosciuti e trattati adeguatamente, pena una continua serie di successi transitori e di ritorni di patologia.


Quando abbiamo scoperto questa correlazione e iniziato una terapia specifica su base reumatica con prodotti naturali, i dolori di Alessia sono nettamente migliorati, lei si sente meno stanca e poi sta risolvendo anche un quadro di difficoltà digestive che trascinava da anni.


Era già sorto da tempo il sospetto che lei potesse avere una forma reumatica ma sfortunatamente gli esami del sangue non davano segni classici di malattia. Tuttavia, il quadro dei sintomi si manifestava in modo così evidente che un tentativo andava sicuramente fatto.


Quando il quadro degli esami non è molto chiaro ma i sintomi lo sono, il sospetto deve comunque portarci a considerare altre ipotesi: il compito del terapeuta è sempre quello di rimuovere tutte le possibili forme infiammatorie che possono, non riconosciute, separarci dal raggiungimento del benessere.