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L’insonnia trattala natural... mente

Ritenete che il vostro sonno sia insufficiente o poco soddisfacente? Agopuntura, omeopatia, fitoterapia e TMS possono essere d’aiuto in modo estremamente valido ed efficace.

L’insonnia trattala natural... mente

Ritenete che il vostro sonno sia insufficiente o poco soddisfacente? Dormite troppo poco o male? Bene, siete in buona compagnia! Infatti questa condizione, chiamata insonnia, interessa più o meno cronicamente circa il 20% della popolazione mondiale, in particolare nelle zone industrializzate.

Le cause possono essere tanto biologiche (nelle donne ciclo mestruale, gravidanza, menopausa; nell’uomo disturbo della prostata) che psico-fisiche (stress, depressione, ansia) e certamente legate all’età (gli ultrasessantacinquenni hanno un sonno fisiologicamente più leggero e frammentato) e al clima (con l’arrivo del caldo i disturbi del sonno aumentano considerevolmente).

Questa problematica ha determinato spesso un abuso di psicofarmaci assunti con eccessiva leggerezza con risultati fin troppe volte insoddisfacenti. Agopuntura, Omeopatia e Fitoterapia possono essere d’aiuto in modo estremamente valido ed efficace.

 

L’Agopuntura nella terapia dell’insonnia

La Medicina cinese attribuisce l’insonnia ad una mancata capacità di adattamento dell’organismo al ritmo circadiano, che è composto da una parte diurna (Yang) dedicata all’attività ed alla veglia e da una notturna (Yin) dedicata alla quiete ed al sonno.

Una delle combinazioni di agopunti di maggior efficacia per la terapia dell’insonnia è infatti costituita dall’abbinamento degli agopunti KI 6 e BL 62, al fine di riequilibrare ed armonizzare le parti Yin e Yang dell’organismo e, di conseguenza, anche il ritmo sonno-veglia. Semplificando l’insonnia può essere causata da:

> eccesso (causata da sovreccitazione detta Fuoco di Cuore o da collera e forti tensioni emotive chiamata Fuoco di Fegato),

> da vuoto, che nasce da uno stato di stress o debilitazione, presentando o   difficoltà di addormentamento e risveglio precoce (Vuoto di Sangue/Xue), o   agitazione notturna con frequenti risvegli e numerosi sogni (Vuoto di Yin di Rene e Fegato).

Punti comuni a tutti i quadri sindromici sono: HT 7 e SP 6; per l’insonnia da eccesso sono utili BL 62, KI 6  e nel caso di Fuoco di Cuore HT 8, CV 15, BL 15 mentre con Fuoco di Fegato LR 2, LR 3, GV 24, GB 15; per l’insonnia da deficit danno benefici RM 4, RM 14, BL 15 e se c’è Vuoto di Xue CV 14, BL 15 mentre con Vuoto di Yin di Cuore e Rene V 23, R 3, BL 62, KI 6.  


L’Omeopatia nel trattamento dell’insonnia

L’omeopatia è un approccio medico che si basa sulla legge della similitudine (“i simili possono essere curati dal simile”): una sostanza capace a determinate dosi (dette “ponderali”) di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può,  una volta diluita guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato.

Quali sono i vantaggi dell’Omeopatia? Innanzitutto i medicinali omeopatici sono preparati a partire da materie prime naturali di origine vegetale, animale e minerale; inoltre l’assenza di tossicità diretta rende l’Omeopatia ideale per il trattamento di affezioni in età pediatrica, negli anziani, in gravidanza ed in soggetti allergici; infine il paziente, considerato nella sua totalità ed individualità, in base al proprio contesto e secondo lo stile di vita, caso per caso, viene trattato in modo personalizzato perché scaturiscano le risposte specifiche per il ripristino dell’equilibrio che porta alla Salute.

L’Omeopatia è applicabile alla maggior parte delle malattie. I rimedi omeopatici usati nel trattamento dell’insonnia sono moltissimi, e la scelta dipende dalle cause che la determinano. Nell’insonnia da ansia troviamo farmaci come:
-         Aconitum, (se si associa ansia con paura della morte e continui pensieri),
-         Arsenicum Album (se si è maniaci dell’ordine con senso di colpa ed agitazione),
-         Argentum Nitricum  (con ansia da anticipazione)
-         Causticum (paura che succeda qualcosa),
-         Coffea ( se non si dorme per eccitazione),
-         Gelsemium  Coccolus (ansia con prostrazione per veglie prolungate),
-         Mercurius Solubilis  (se si è frettolosi, pressati ed  agitati).

Se si associano preoccupazioni  saranno utili:
-         Calcarea Carbonica, Natrum Muriaticum e Nux Vomica (se siete in pensiero per le problematiche di tutti i giorni),
-         Pulsatilla e Sepia (se vi preoccupano gli affari domestici), 
-         Sulphur, Causticum e Coccolus (se i vostri pensieri sono rivolti a familiari e altre persone care). Nell’insonnia da paura vi sono farmaci come Bryonia, Ignatia, Pulsatilla, Rhus Toxicodendron e Veratrum; in quella da spavento Aconitum, Bambusa arundinacea, Ignatia, Opium; in caso di incubi notturni utilizzeremo Ambra, Arsenicum Album, Belladonna, Carbo Animalis, Chinchona, Natrum Muriaticum, Rhus Toxicodendron, Sepia e Tellurium. Nell’insonnia da tristezza-depressione efficaci sono Ignatia e Natrum Muriaticum (in particolare se tale condizione è causata da eventi tristi o delusioni), Stannum (se non si dorme per perdita di denaro), Phosphoricum Acidum e Silicea (se si è depressi con prostrazione mentale e fisica). Poiché spesso vi sono più cause che concorrono a determinare l’insonnia particolarmente appropriato sarà l’uso di complessi omeopatici contenenti contemporaneamente diversi rimedi a svariate diluizioni.

La Fitoterapia nell’insonnia

La fitoterapia è una branca della medicina che prevede l’utilizzo a scopo preventivo e curativo di piante medicinali e loro derivati e che comprende medicinali industriali o preparazioni galeniche (ovvero preparate in farmacia). I prodotti vegetali, dal punto di vista legislativo, a seconda del loro contenuto, possono essere inquadrati come:
-         medicinali,
-         integratori alimentari,
-         alimenti,
-         cosmetici.
Per sfruttare correttamente la fitoterapia é, senza dubbio, necessario individuare la pianta o le piante più idonee a combattere lo stato patologico che ha colpito il paziente; tuttavia, anche quando la scelta è esatta, essa non assicura l’efficacia del trattamento se non utilizza un fitopreparato i cui  principi attivi raggiungono in forma attiva i punti di azione (recettori) per tutto il periodo necessario al raggiungimento dell’effetto desiderato (biodisponibilità).

Per esempio, un principio attivo che viene assorbito attraverso lo stomaco e l’intestino deve, fra l’altro, attraversare il fegato prima di raggiungere la circolazione sistemica; se il principio attivo viene metabolizzato nel fegato o viene escreto nella bile, una parte di esso verrà inattivata prima che possa raggiungere la circolazione generale e distribuirsi ai suoi punti di azione.

Se la capacità metabolica, o escretoria del fegato, per il composto in questione è grande, la biodisponibilità subirà una notevole diminuzione (il cosiddetto effetto di primo passaggio).

Una soluzione può essere la somministrazione sublinguale con assorbimento attraverso la mucosa orale  poiché il sangue venoso, che rifluisce dalla cavità orale, sbocca nella vena cava superiore e, pertanto,  i principi attivi sono protetti dal rapido metabolismo di primo passaggio, ad opera del fegato. Il principio attivo dopo essere stato assorbito entra nel circolo sanguigno e segue le normali vie, comuni a tutti i metaboliti: si distribuisce in tutti i tessuti, viene solitamente trasformato, soprattutto a livello epatico ed, infine, viene eliminato attraverso gli emuntori fisiologici (rene, intestino, polmoni, pelle). L’opportunità offerta dal mondo vegetale nella cura dell’insonnia è quanto mai ampia:
-         Biancospino:  capace di  indurre il sonno nelle persone che soffrono di ansia e delle conseguenti sensazioni di oppressione al cuore e tachicardia.
-         Escolzia: riequilibra il sonno nelle persone che si svegliano ad intervalli, risultando utile negli stati ansiosi, nell’ipereccitabilità nervosa, sfruttando l’azione benefica sul sonno, senza risvegli angosciosi.
-         Valeriana: ha un’azione ipnotica, efficace nell’indurre il sonno e migliorarne la qualità, per l’aumento di produzione del neurotrasmettitore GABA, e quindi un’azione neurosedativa. -         Melissa: utilizzata come tranquillante, sedativo, negli stati di iperemotività, palpitazioni, insonnia femminile.
-         Passiflora:  sedativo, rilassante nell’ansia, nei disturbi del sonno con risvegli notturni e difficoltà ad addormentarsi, induce il sonno naturale senza sonnolenza al momento del risveglio. -         Tiglio: particolarmente utile negli stati di agitazione, nella stanchezza mentale dovuta a pensieri fissi e ricorrenti, nelle fobie, come leggero ipnotico, nell’ipocondria.


Queste piante possono essere miscelate, in base al tipo di insonnia ed alla condizione psicologica di ciascuno di voi, andando a ottimizzare la risposta. Ma lo sapevate che anche dai funghi si può avere un grande aiuto alla salute? Ebbene sì:  dalla MICOLOGIA (scienza che si occupa della ricerca delle caratteristiche dei funghi, di classificarli e di studiarne il consumo per prevenire intossicazioni ed avvelenamenti) è nata la MICOTERAPIA, ovvero una scienza che si occupa dell’utilizzo dei funghi e dei loro estratti per il mantenimento della salute sia come prevenzione che come trattamento di supporto delle malattie.

In realtà l’utilizzo dei funghi a scopo terapeutico risale addirittura alla preistoria, per poi diventare un rimedio abituale già oltre 2000 anni fa nella Medicina Tradizionale Cinese.

Numerosi studi scientifici hanno ormai dimostrato l’efficacia delle sostanze biologicamente attive contenute dei funghi che possono essere utilizzati sia interi, sia come estratti, sia utilizzando esclusivamente il micelio (ovvero il corpo vegetativo formato da numerosi filamenti intrecciati dette ife) o il corpo fruttifero.

E l’azione dei funghi, tranne rari casi, non ostacola i farmaci, in quanto legandosi a specifici recettori sulla membrana cellulare non interferiscono direttamente a livello biochimico con le funzioni enzimatiche.

Questo fa si che la micoterapia possa essere considerata un importante coadiuvante della salute ed un utile sostegno per il benessere psico-fisico. Nei disturbi della sfera psicologica che possono essere alla base dell’insonnia possiamo condidera l’uso dei seguenti funghi: -         Cordyceps sinensis:  molto raro (quindi molto “prezioso”), cresce tra i 3000 e 5000 metri del Tibet, è detto “pianta d’estate, insetto d’inverno”. Conferisce una grande energia sostenendo le capacità psico-fisiche, migliora la fertilità e le funzioni sessuali attraverso un riequilibrio neuroendocrino, protegge l’apparato cardio-vascolare e sostiene il fegato. Ha una spiccata azione anti-aging risultando utile nel paziente anziano per contrastare l’invecchiamento, durante l’assunzione cronica di farmaci, nelle malattie degenerative e negli stati depressivi.
-         Hericium erinaceus: estremamente efficace in tutte le patologie infiammatorie e infettive a carico del sistema digerente (gastrite, reflusso gastroesofageo, esofagite di Barret, morbo di Chron, colite ulcerosa, ecc) e nelle patologie neurodegenerative (in quanto induce la sintesi di Nerve Grown Factor che favorisce la neuritogenesi e la rigenerazione neuronale).
-         Reishi: “fungo dell’intelligenza” molto usato da secoli in estremo oriente. Migliora l’equilibrio del sistema nervoso autonomo migliorando situazioni di irritabilità, spasmofilia e gestione dello stress, sostenendo le capacità cognitive e fisiche ed effettua neuroprotezione; essendo un tonico cardiaco è utile nelle affezioni cardiovascolari, dalle aritmie all’ipertensione arteriosa; effettua modulazione immunitaria, attività antinfiammatoria ed antiallergica, ottimo come sostegno in corso di chemio e radioterapia.   Chiaramente è sempre meglio utilizzare questi rimedi rivolgendosi a medici esperti in medicine complementari per poter scegliere il giusto metodo terapeutico da utilizzare.  

Una nuova tecnica: la stimolazione magnetica transcranica

Ma oltre a queste cure  millenarie si affianca questa metodica che da qualche lustro sta risolvendo problematiche di difficile soluzione. Di cosa si tratta? È una tecnica relativamente nuova nel panorama delle metodiche neuropsicologiche che consente di stimolare o inibire la corteccia cerebrale in modo non invasivo.

La stimolazione magnetica transcranica (TMS) consiste sostanzialmente nella generazione di un campo magnetico che induce un’attività elettrica nel cervello, provocando la depolarizzazione delle cellule nervose, cioè le eccita, producendo la stimolazione o l’interruzione dell’attività cerebrale per pochi millisecondi.

In ultima analisi, la TMS provoca un’interferenza temporanea e locale con l’attività cerebrale normale e quindi, con i processi di elaborazione che sono svolti dall’attività cerebrale interessata dall’interferenza. La TMS, il cui impiego in campo neurologico e psichiatrico è andato crescendo nell’ultimo decennio, è la meno invasiva tra le tecniche di Brain Stimulation utilizzate nel trattamento di alcuni disturbi psichiatrici (Deep Brain Stimulation, Vagus Nerve Stimulation, Terapia Elettroconvulsivante), poiché non richiede alcun intervento chirurgico né procedure anestesiologiche per il suo impiego.

La non invasività della TMS associata alla buona tollerabilità del trattamento hanno facilitato la diffusione di questa metodica nel trattamento della Depressione Maggiore e di altre condizioni neuropsichiatriche spesso resistenti al trattamento farmacologico. Quali sono quindi le malattie che possono essere trattate con questa metodica? Sono numerosissime: si va, come detto, dalla depressione al Parkinson, dalla schizofrenia all’ansia, dall’afasia post-ictus alle dipendenze da fumo e droghe. È un trattamento che funziona? Un numero sempre maggiore di lavori scientifici descrivono l’efficacia di questa metodica, tanto che, per molti pazienti, il trattamento con rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetitiva) è più efficace rispetto all’uso di farmaci antidepressivi, diventando una soluzione vincente in particolare (ma non solo) sulla depressione farmaco-resistente, come dimostrato da oltre 40 studi clinici indipendenti tra loro, che hanno coinvolto oltre 2000 pazienti. Come si svolge il trattamento? In base alla malattia si eseguono un numero opportuno di sedute di circa mezz’ora in cui si sta tranquillamente seduti o sdraiati, si sente un rumore di click ed una leggera sensazione di picchiettio per alcuni secondi, tanto innocuo che molti pazienti sono in grado di leggere una rivista durante la stimolazione magnetica transcranica. Quindi è assolutamente indolore e dopo si può tranquillamente tornare alle proprie attività quotidiane. Quanto dura l’effetto della rTMS nel trattamento della depressione? Molti pazienti necessitano di un solo ciclo completo di stimolazioni (3-6 settimane di 4-5 sedute settimanali), con eventuale mantenimento (2-3 sedute) ogni 4-6 mesi o una volta all’anno secondo l’andamento sintomatologico. 

Ricapitolando la rTMS:

  • Ha una elevata efficacia
  • Ha un effetto di lunga durata
  • Non ha gli effetti collaterali tipici degli psicofarmaci
  • Può essere effettuata anche in combinazione con terapie farmacologiche
  • È un trattamento ambulatoriale.  


Conclusioni
L’insonnia, una condizione che purtroppo colpisce tantissime persone, non va considerata come un triste destino senza alcuna soluzione, né trattata con faciloneria con farmaci che influenzano la sfera psichica. Come abbiamo descritto in questo articolo ci sono diverse opzioni efficaci che possono singolarmente o in modo integrato aiutare il paziente a superare i propri momenti di difficoltà.

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