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Cos'è il Vinyasa Krama

Il Vinyasa Krama è una modalità di progressione graduale e sistematica nella pratica yoga alla cui base sta l'idea che sia la pratica ad adattarsi alla persona e non viceversa.

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©Aleksandr Davydov - 123RF

Il significato di Vinyasa Krama

Nell’origine dell'espressione Vinyasa Krama troviamo in nuce gran parte della filosofia che sta alla base di questa forma di yoga.

Analizziamo allora le due parole sanscrite che compongono il nome: 

Vinyasa significa mettere ordine o mettere al proprio posto qualità e caratteristiche;
> Krama, che condivide l’antica radice protoindoeuropea kr con molti termini suggestivi come il sanscrito kratu (atto e volontà di azione), il greco kratos (forza) e lo stesso nome del dio Krishna (il profeta dello yoga dell’azione), significa portare a conclusione e compiere fino alla fine.

Possiamo allora nello specifico definire il Vinyasa Krama come una forma di hatha yoga che, passo dopo passo, permetta di raggiungere l'esecuzione di alcune posture nel rispetto del corpo, per gradi e adattando la pratica al corpo, non viceversa.
 

Unire Essere e Divenire

Il Vinyasa Krama non si concentra sui singoli passi ma percepisce la pratica come un flusso, un intero processo fluido che faccia da ponte tra l’inizio della pratica e l'inizio di ogni pratica e l'obiettivo finale.

Questo concetto rispecchia l'idea del perenne flusso di cambiamenti, il divenire che fa da contraltare all'essere immutabile, unica sorgente di tutto l’esistente. 
 

Il respiro Ujjyai

In pratica, la pratica del Vinyasa Krama Yoga si svolge in un flusso ininterrotto che passa attraverso alcune sequenze fino al raggiungimento dell'asana finale, senza interruzioni intermedie tra l’inizio e la fine.

Ogni movimento di transito è compiuto con consapevolezza, accompagnato dalle fasi del pranayama e con una concentrazione sul significato di ogni passaggio.

Il respiro è una forma semplificata di pranayama chiamata  Ujjayai, nella quale inspirazione ed espirazione sono equivalenti per durata e volume di aria immessa ed espirata.

Inoltre, la tecnica di Ujjyai prevede l’emissione di un lieve ronzio che permette di tracciare più facilmente la durata delle fasi del respiro da regolare. 
 

Questione di consapevolezza

Concentrasi sul respiro aiuta a trasmettere lo stesso principio alla sequenza di movimenti fisici.

Ogni movimento è guidato dal respiro e non viceversa:anche i movimenti semplici e brevi devono essere rallentanti per poter combaciare con una fase del respiro, mentre per contro quelli lunghi e complessi devono essere accelerati per rientrare in un tempo stabilito.

Va da sé quanta attenzione e consapevolezza siano richieste nella pratica avanzata del Vinyasa Krama yoga
 

Krishnamacharya e il vinyasa krama

Sri Krishnamacharya (1888-1989) è stato un grande maestro ed è considerato il padre dello yoga moderno. Suoi allievi furono, tra gli altri, i grandi B.K.S. Iyengar (1918-2014) e Pattabhi Jois (1915 -2009) che svilupparono a loro volta tecniche specifiche praticate a oggi in tutto il mondo.

A Krishnamacharya, la cui preziosa opera è stata tramandata anche dal figlio T. K. V. Desikachar, si deve l'idea di uno yoga fluido e dinamico che si adatti alle esigenze dell'allievo per portare il massimo beneficio con la pratica delle asana.

In questo modo la pratica non solo apporta benefici fisici ma dona una forte fiducia nei propri mezzi, una forma di consapevolezza che accompagna, gradualmente, la vita quotidiana.

Non solo, nel Vinyasa yoga non ci si limita a raggiungere un obiettivo, ma anzi lo si diviene fisicamente, lo si rappresenta, nel movimento e nel respiro che divengono accettazione del continuo e mutevole stato a cui tutti gli esseri viventi sono assoggettati.
 

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