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Madre Natura e le Nazioni che ne riconoscono i diritti

C'e' ancora molto da fare, ma molti governi hanno cominciato a riconoscere legalmente i diritti di Madre Natura.

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L'era ecocentrica

Stiamo senza dubbio entrando in una nuova era, nella quale la necessità di proteggere l’ambiente sta diventando evidente a tutti, non soltanto a scienziati e ricercatori, come accadeva fino ad una cinquantina di anni fa.

L’uomo comune, i cittadini di ogni età di tutto il mondo stanno vivendo sulla loro pelle le conseguenze di una profonda mancanza di rispetto nei confronti della Natura, dovuta, nella maggior parte dei casi, alla ricerca del mero profitto capitalistico supportato dalle leggi degli Stati.


Fino a pochi anni fa, il nostro Pianeta era generalmente visto dalle Istituzioni come una fonte inesauribile di risorse di cui profittare al massimo, e solo alcune realtà indigene o spirituali mantenevano una forma di rispetto e riverenza verso la Natura, cercando di adeguarsi ai suoi equilibri.
 

Il concetto legale di environmental personhood

Sono state le popolazioni indigene battersi chiedendo di riconoscere legalmente i diritti di Madre Natura: un concetto inizialmente  ritenuto quasi risibile dalle istituzioni di tutto il mondo.

Oggi le cose stanno cambiando, la tendenza antropocentrica, quella che pone l’essere umano al centro del paradigma dell’esistenza terrestre, sta vacillando dopo essersi dimostrata praticamente insostenibile, e la scienza sta ponendosi sempre di più dalla parte dell’etica e sempre meno dalla parte del profitto.

Questa nuova spinta, supportata dai movimenti ambientalisti, quelli per i diritti dell’uomo, ed alcuni movimenti pan-religiosi e indigeni, a fatto sì che alcune nazioni abbiano finalmente iniziato a riconoscere legalmente alcuni diritti a Madre Natura, creando il concetto conosciuto come “environmental personhood”.
 

Te Urewera Nuova Zelanda

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Casi concreti in giro per il Mondo

Nel 2012 la Nuova Zelanda, grazie ad una nuova legislazione mirata alla protezione dei diritti dei Maori come popolo, ha anche riconosciuto il fiume Whanganui come un’entità legale. Negli anni seguenti lo stesso status e’ stato garantito alla foresta Te Urewera e al monte Taranaki.


In Ecuador, nel 2008, sono stati riconosciuti costituzionalmente i diritti di Pachamama, ovvero la Natura che nutre, sotto forma di foresta amazzonica, le popolazioni indigene locali, gli animali, e tutte le altre forme di vita.  


Solo un anno fa, nel 2019, al fine di combattere l’inquinamento fluviale, il governo del Bangladesh ha riconosciuto al fiume Turag gli stessi diritti di un essere vivente.


La Corte Costituzionale colombiana, ha in alcuni casi riconosciuto i diritti di alcuni fiumi e della foresta amazzonica, citandoli come”degni di avere gli stessi diritti di un essere umano” e riconoscendo l’Amazzonia come un “soggetto avente diritti”, sotto la spinta di un comitato contro il cambiamento climatico composto soprattutto da giovani e bambini. Alla foresta amazzonica sono stati garantiti i diritti fondamentali di protezione, conservazione e restaurazione.


Sebbene, come in Colombia, l’India non riconosca a livello costituzionale i diritti della natura, nel 2012 la Corte Suprema indiana ha stabilito che “la giustizia ambientale può essere raggiunta solo muovendosi da una visione basata su principi antropocentrici ad una basata su principi ecocentrici”, e che “è l’uomo ad far parte della Natura”. Più tardi, nel 2017, i fiumi Gange e Yamuna hanno visto garantiti loro gli stessi diritti di una persona, giuridici e morali. 


In Bolivia, già dal 2010, esiste una legge per i diritti di Madre Terra, riconosciuta costituzionalmente, che garantisce alla Natura gli stessi diritti di un essere umano e che considera la loro violazione, un’offesa alla legge pubblica e ai diritti collettivi dei cittadini.

Dal 2017, alcuni stati messicani si sono attivati per riconoscere i diritti della Natura, a partire dagli stati di Colima, Guerrero, e nel territorio della capitale Città del Messico.


In Uganda, dal 2019, si è sviluppata una “giurisprudenza di Madre Natura” a cui vengono riconosciuti legalmente i diritti di “esistere, persistere, mantenersi e rigenerare i propri cicli vitali, le sue strutture, le sue funzioni ed i propri processi evolutivi”.