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Cina, commercio e sostenibilità

Secondo un'analisi pubblicata dal World Economic Forum, per la sfida della sostenibilità dobbiamo guardare con molto interesse a come si sta comportando la Cina.

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©Sean Pavone / 123rf.com

Nell’ultimo decennio, “Cina” è diventata sinonimo di crescita senza freni. A partire dal 2012, il pil del Paese è cresciuto a un ritmo che va dal +6,5 al +7,9% annuo e il pil pro capite si appresta letteralmente a raddoppiare nel decennio 2010-2020.

 

Se è vero che, secondo l’Ocse, nel 2019 la crescita economica sarà molto più timida (+6,2% del pil), è vero anche che si tratta pur sempre di tassi incomparabili rispetto a quelli italiani (+1,5% nel 2017), francesi (+1,8%) o statunitensi (+2,8% nel 2018). 

 

Secondo Johnny Chi Jingtao, numero uno dell’azienda alimentare asiatica Cofco International, la Cina può insegnarci una cosa molto importante.

 

Un vecchio retaggio culturale ci porta a pensare che la crescita economica debba necessariamente sacrificare l’ambiente e le risorse naturali, ma non è così. Profitto e sostenibilità possono – anzi, devono – andare nella stessa direzione. Anzi, possiamo affermare senza ombra di dubbio che questa sia una delle più grandi sfide che i nostri sistemi economici hanno di fronte a sé.

 

Di seguito, quindi, le cinque lezioni che – secondo l’approfondimento pubblicato dal World Economic Forumpossiamo apprendere dalla Cina

 

Il mondo della finanza vuole la sostenibilità

Chi può convincere le grandi aziende a diventare più green? I consumatori, indirizzando i propri acquisti; i governi, emanando leggi che incentivino la green economy e puniscano i soggetti più inquinanti; ma entrano in gioco anche gli investitori

 

Sembra un tema da addetti ai lavori, ma il principio è piuttosto basico. Banche, fondi pensione, assicurazioni e semplici risparmiatori investono il loro denaro per ottenere un ritorno. Sono sempre di più quelli che ragionano in un’ottica di lungo periodo e quindi non sono più disposti a supportare imprese ancorate a un modello di sviluppo insostenibile. 

 

Un esempio molto chiaro è Climate Action 100+, una coalizione che riunisce più di 360 investitori che, complessivamente, gestiscono un volume di asset pari a 34mila miliardi di dollari.

 

Questa campagna si rivolge alle cento aziende più inquinanti del Pianeta, chiedendo loro di ridurre le emissioni di gas serra, migliorare la loro governance sui rischi dei cambiamenti climatici e comunicare in modo più chiaro il potenziale impatto del clima sul proprio modello di business. Per le aziende che seguiranno questo schema, spiegano gli investitori, sarà molto più facile trovare capitali in futuro. 
 

Le soluzioni passano per l’innovazione

Il settore pubblico deve fare l’interesse del territorio e delle persone, ma può contare su una capacità di spesa limitata. Il settore privato per contro ha più risorse, ma è disposto ad accollarsi soltanto un certo margine di rischio, perché per sua natura deve puntare al profitto. Come uscire dall’impasse? 

 

Secondo Johnny Chi Jingtao, servono “modelli di finanziamento innovativi in cui pubblico e privato lavorino insieme”, com’è accaduto con successo nel campo delle energie rinnovabili. “Magari le persone non amano il cambiamento, ma amano l’innovazione”, che “è la risposta, è fondamentale per cambiare”. 

 

Il successo dipende dalla collaborazione

Trovare una soluzione è un conto ma metterla in pratica è molto più difficile, avverte l’autore. Chiunque concorda sulla necessità di rendere più sostenibile il nostro sistema alimentare, ma chi è disposto a pagarne il prezzo?  

 

Per raggiungere una meta così importante è indispensabile che tutti salgano a bordo, con i giusti incentivi. Un esempio è il programma Grain for Green, avviato dall’esecutivo cinese ormai vent’anni fa, che premiava gli agricoltori che proteggevano le aree boschive invece di distruggerle per lasciare spazio alle coltivazioni. 

 

La Cina prende sul serio la sostenibilità

Tra il 1978 e il 2015 la Cina ha investito 378,5 miliardi di dollari in sedici programmi dedicati alla sostenibilità, con un’accelerazione negli ultimi vent’anni. 

 

Il gigante asiatico, per esempio, è ormai il leader globale nel campo delle rinnovabili. A fine 2018, la somma della capacità installata di impianti fotovoltaici, eolici, a biomassa e idroelettrici ha raggiunto i 728 GW, cioè il 12% in più rispetto all’anno precedente. Anche dopo aver chiuso i rubinetti dei sussidi, nella prima metà di quest’anno sono stati approvati 224 nuovi impianti eolici e fotovoltaici, con una capacità complessiva di 20,76 gigawatt. 

 

Per un futuro sostenibile bisogna fare le cose in grande

Le sfide che abbiamo di fronte – i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità – sono ciclopiche e urgenti. Sfide che impongono soluzioni immediate e su larga scala.

 

La Cina, da parte sua, è un paese gigantesco, con una popolazione di 1,4 miliardi di persone e un'economia che è la seconda a livello globale, insidiando quella statunitense. Un paese che, per la sua natura, è costretto a ragionare su numeri giganteschi. Va da sé che, anche su questo aspetto, abbia molto da insegnarci.  

 

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