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Meditazione: termine impegnativo per una pratica per tutti

La meditazione è una forma di allenamento mentale a cui chiunque può accedere. Non occorrono anni di pratica perché qualcosa cambi nelle nostre percezioni. E non è nemmeno necessario dedicare troppo tempo ogni giorno per osservare la differnza tra il prima e il dopo.

Meditazione: termine impegnativo per una pratica per tutti

Il termine meditazione è ormai grandemente inflazionato. Spesso, però, chi pratica, insegna o anche semplicemente parla di meditazione, rischia di allontanare chi potrebbe essere interessato a conoscerla e praticarla. Ci si riempie la bocca di parole impegnative che in realtà dovrebbero essere sinonimo di semplicità. Tutti, nessuno escluso, possono meditare.

L'importante è non confondere la meditazione con pratiche mistiche o esoteriche raggiungibili solo da pochi. Esistono differenti livelli o, per meglio dire, differenti approcci, alla meditazione. Tutti egualmente efficaci ma ognuno adatto e adattabile alle singole esigenze e possibilità.
Per meditare non occorre frequentare chissà quali luoghi mistici o prepararsi psicologicamente o emotivamente in chissà quali forme occulte.

Meditare è anche - non solo, naturalmente- semplicemente fermarsi. Applicare l'immobilità, la non-azione e, contestualmente, il non-giudizio. Questo semmai è lo scoglio da superare.

Perché in una società fondata sull'azione, sull'intervento a qualunque costo, fermarsi anche solo a non fare assolutamente nulla, risulta un atto rivoluzionario, se non addirittura eretico.

E forse è così. Ma questo riguarda altre parentesi.

È fondamentale che chi impartisce strumenti meditativi, chi pratica meditazione da tempo diffonda la semplicità del meditare, insieme alla sua comprovata e inattaccabile efficacia.

Meditare è utile per contrastare gli effetti indesiderati dell'ansia, dell'insonnia, del logorio mentale, dello stress, migliora la qualità della vita e la nostra percezione di noi stessi e di ciò che ci circonda.

Non occorre avere davanti panorami mozzafiato, né sedersi necessariamente a gambe incrociata nella classica postura meditativa che tutti ormai conosciamo.

È sufficiente stare seduti con la colonna vertebrale eretta, anche poggiati allo schienale rigido di una comoda sedia con i piedi appena divaricati e le mani poggiate sulle cosce o le ginocchia; oppure, se possibile, ci si può sdraiare. A patto di non addormentarsi. Ma si può meditare anche compiendo le azioni quotidiane.

Vorrei allora portare qui un minuscolo contributo. Ecco due semplici esempi di come mettere in atto due pratiche meditative che si possono applicare in qualsiasi momento della giornata.

La prima riguarda l'azione e la consapevolezza. Cioè ri-accompagnare la mente esattamente dove si trova il corpo. È una delle tecniche che costituiscono la base della mindfulness.

È sufficiente che qualsiasi azione stiate compiendo, ripetiate mentalmente a voi stessi ciò che state facendo. Ad esempio, se siete al supermercato a fare la spesa, potreste dire a voi stessi mentalmente queste parole: "Sto prendendo il carrello. Metto il gettone nella fessura, sgancio il carrello, spingo il carrello, oltrepasso le porte automatiche, entro nella corsia della frutta e verdura, sto prendendo l'insalata..." e così via. Esercizio ancora più efficace se riuscite a parlare di voi in terza persona, ossia: "Maria sta prendendo il carrello...". Questo genera nella mente una visione più distaccata di noi e ci permette di osservarci al di là del censore interiore.

Un altro esempio, forse ancora più semplice, è contare i cicli di respiri. In altre parole, alla fine della fase di inspiro, pausa, espiro, pausa conto uno; altro inspiro, pausa, espiro, pausa, conto due... E via di seguito. Se praticato durante il lavoro, questo esercizio aiuta a "staccare la spina"; se praticato, appena coricati, concilia il sonno in pochissimo tempo.

Sono sufficienti 10 minuti al giorno. È un dato di fatto che la vostra visione delle cose e di voi stessi subirà un mutamento. In meglio, naturalmente.