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Cos’è l’entanglement quantistico

L'entanglement quantistico è un principio di fisica quantistica ma anche un varco filosofico che potenzialmente unisce l'avanguardia della scienza alle più antiche esperienze mistiche.

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©davidoff205020 / 123rf.com

La realtà come un rompicapo

La fisica quantistica ha nell’ultimo secolo generato più domande che risposte e ci ha dato la misura della nostra ignoranza sulla (o sulle…) realtà, piuttosto che della nostra conoscenza della stessa. 

 

Ogni eventuale risposta apre la porta a nuovi misteri che minano le basi di tutto quello che credevamo di sapere su un universo solido, univoco, comprensibile, coerente e basato su leggi assodate. 

 

A oggi, diversi ricercatori sembrano affermare che la relta’ pare basarsi più su delle non-leggi che su delle norme. Il cosiddetto entanglement quantistico è un esempio di questo infinito rompicapo.
 

L'esperimento di Aspect

Uno dei capisaldi della comprensione logica e razionale della realtà del nostro universo è il continuum spaziotemporale all’interno del quale ogni elemento è esattamente localizzato e localizzabile. 

 

Questo principio di località, per usare un termine tecnico, è alla base dell’impossibilità da parte della scienza di prendere in considerazione fenomeni considerati come soprannaturali o mere superstizioni come nel caso dell’ubiquità

 

Ebbene, dopo l’esperimento di Parigi compiuto da Alain Aspect nel 1982, la scienza ha riconosciuto che alcune particelle (fotoni) comunicassero in qualche modo a una velocità superiore a quella della luce. Essendo ciò impossibile secondo il modello standard, un grande mistero aperto a varie teorie e interpretazioni si è aperto.
 

 

Entanglement quantistico: Non-località

Uno degli studi affascinanti, sviluppato nell’ultimo quarantennio, è quello dell’entanglement quantistico, che contempla una serie di proposte teoriche secondo le quali il principio di località sarebbe costantemente violato da quello di non-località, del quale la località sarebbe solo una parziale espressione. 

 

L’universo sarebbe allora composto da elementi non-locali, ovvero non completamente localizzati, pertanto infinitamente sovrapposti e compenetrati in una dimensione ancora da definire empiricamente, che permette loro di mantenersi in costante comunicazione e di interagire l’uno sull’altro anche a distanze siderali che creerebbero uno scarto comunicativo se la velocità massima di comunicazione fosse quella della luce. 

 

Non-località e impenetrabilità dei corpi, ovvero l’impossibilità di particelle diverse di occupare lo stesso spazio-tempo, sarebbero così solo leggi relative e temporanee che gli elementi costitutivi dell’universo adottano in specifiche regioni dimensionali di questa realtà che noi definiamo universo.
 

Entanglement quantistico: Oltre la razionalità

La mente razionale, di fronte all’entanglement quantistico, si trova davanti a uno dei più mmensi paradossi mai incontrati fino ad adesso, che apre le porte a esperienze e stati di coscienza descritti negli antichi testi mistici di ogni tempo: coesistenza dell'uno e del molteplice, sovrapposizione di diversi tratti temporali, telepatia, chiaroveggenza, chiaroudienza, viaggi astrali, sarebbero allora fenomeni relativi alla coscienza umana una volta avuta una qualche forma di accesso nell’universo non-locale dell’entanglement quantistico, dove non solo ogni nostra particella è in costante comunicazione con tutte le altre particelle (e anti-particelle…) di ogni altro universo, ma anche con tutte le particelle che sono state e che saranno
 

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