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Come funziona l'omeopatia

La comunità scientifica si divide in due tra favorevoli oppure strenui oppositori dell'omeopatia. Come pazienti, prima di esprimere ogni opinione, è bene approfondire l’argomento.

Come funziona l'omeopatia

Omeopatia: sì o no? Effetto placebo o reale? La comunità scientifica si divide in due: favorevoli e strenui oppositori, chi afferma che funziona e chi dice che è solo acqua e zucchero. Prima di esprimere ogni opinione è bene conoscere l’argomento.

La questione è troppo ampia e complessa per essere sviscerata in un solo articolo, ma almeno iniziamo a capirla: come funziona l’omeopatia?

Come funziona l’omeopatia?

Sui terreni scivolosi è sempre meglio fare passi piccoli con le attrezzature necessarie. E noi partiamo dalle definizioni del Ministero della Salute:

Si definisce medicinale omeopatico ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze. Un medicinale omeopatico ha la denominazione scientifica del ceppo o dei ceppi omeopatici o in mancanza di questa la denominazione scientifica del materiale o dei materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o altra denominazione figurante in una farmacopea, accompagnata tra parentesi dalla denominazione propria della tradizione omeopatica seguita dal grado di diluizione”.

Dal linguaggio dell’ufficialità si deduce che nell’omeopatia ci sono delle preparazioni a partire da un materiale di partenza, con differenti gradi di diluizione. Bene. Quali sono i “materiali” di partenza e quali le diluizioni?

L’omeopatia utilizza per i propri rimedi sostanze di origine minerale, vegetale e – più di rado -  animale.

I passaggi successivi per la preparazione di un rimedio omeopatico sono la diluizione e la dinamizzazione del materiale di origine: la diluizione elimina la potenziale tossicità delle sostanze impiegate, mentre la dinamizzazione conferisce energia al preparato, ovvero ciò che costituisce la base di azione del rimedio.

 

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Nel dettaglio:

> Diluizione: in omeopatia, secondo gli insegnamenti del fondatore Hahnemann (1755-1843), medico tedesco, la diluizione avviene comunemente con acqua secondo un fattore di 10, 100 o di 50.000; le diluizioni effettuate con passaggi decimali si chiamano «decimali» e si indicano con «D» o con «X». Le diluizioni che avvengono con passaggi centesimali si chiamano «centesimali» e si indicano con «CH», dove «C» sta per «centesimale» e «H» è l'iniziale di Hahnemann: in epoche successive si preferirono le diluizioni cinquantamillesimali, indicate con la numerazione romana «LM». Le diluizioni più in uso in omeopatia sono la 4, la 5, la 7, la 9, la 15, la 30, la 60, la 100 e la 200 CH; le LM più comuni sono la 6, la 18 e la 30 LM.

> Dinamizzazione: consiste nello scuotimento del prodotto diluito, effettuata per almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di distanza di circa 20 centimetri. La maggior parte delle aziende ora utilizza appositi apparecchi per la dinamizzazione dei prodotti omeopatici; vi sono produttori che invece prediligono la preparazione manuale, sostenendone la maggiore efficacia. Sinonimo di dinamizzazione è «potenza»: le basse potenze agiscono maggiormente sui tessuti in rapida crescita, in particolare le mucose, la pelle; le medie potenze sui muscoli per esempio; le alte potenze sull'apparato endocrino, il sistema nervoso periferico; le altissime potenze prevalentemente sul sistema nervoso centrale.

Ma l’omeopatia funziona?

Facciamo due premesse:

> Per legge solo i medici possono prescrivere i rimedi omeopatici.

> I medicinali omeopatici riportano sulla confezione esterna la seguente dicitura: "medicinale omeopatico" seguita dalla frase “senza indicazioni terapeutiche approvate”. Ciò significa che nessuna valutazione dell’efficacia del prodotto è stata effettuata dall’autorità competente (AIFA).

Per i suoi sostenitori, l’omeopatia funziona sulla base del "similia similibus curantur", il simile cura il simile e nonostante l'apparente contraddizione, alcune prove cliniche dimostrano la validità di tale strategia.

La medicina omeopatica utilizza una sostanza naturale che, data a un soggetto sano, provoca gli stessi sintomi che presenta il soggetto malato in qual momento.

L'azione dell'omeopatia è quindi più simile all'azione di un vaccino: si somministrano sostanze simili all'agente che produce quel tipo di malattia, per stimolare una reazione che va a rinforzare le difese dell'organismo favorendo la guarigione o prevenendo la patologia.

L'omeopatia mette in primo piano il malato e non la malattia, proponendosi di curare non tanto la patologia in sé quanto il "terreno" su cui la malattia sta agendo ovvero un disequilibrio dell'energia vitale dal quale emergono i sintomi.

Gli omeopati dedicano molto tempo  al paziente, soffermandosi sugli aspetti psicologici, caratteriali; sotto questo aspetto l'omeopatia migliora il rapporto medico-paziente in maniera radicale, curandone la dimensione umana.

Il prodotto omeopatico è diluito molte volte; per questo, l'efficacia della terapia omeopatica è ancora molto discussa, poiché in netto contrasto con la strategia della medicina “ufficiale” che presuppone, invece, l'assunzione di un principio attivo, concentrato e non diluito.

Questa peculiarità rende l'omeopatia praticamente immune da effetti collaterali (cui la moderna farmacologia è pesantemente gravata), dall'altro pone molti dubbi sulla sua scientificità, dato che spesso si utilizzano diluizioni talmente elevate da azzerare, nella sostanza, il contenuto del rimedio originario.

D'altro canto, la moderna farmacologia è indispensabile e molto efficace nelle condizioni di emergenza, dove si tratta di salvare la vita ma spesso ha poca efficacia - direttamente o per eccesso di effetti collaterali - nel trattamento di patologie complesse come per esempio malattie autoimmuni, allergiche, gastrointestinali, le malattie della pelle.

Nella maggior parte dei casi l'omeopatia non è utilizzata come medicina alternativa ma di supporto, in associazione alle medicine tradizionali.

Un intervento omeopatico riuscirebbe quindi a migliorare le condizioni generali del paziente anche in caso di assunzione cronica di farmaci.

 

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