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Cos'è il peyote e quali effetti produce

Il peyote è un cactus che contiene mescalina: questa droga viene utilizzata sin dai tempi antichi come allucinogeno naturale. Scopriamo il peyote e gli effetti che ha sul nostro corpo.

Cos'è il peyote e quali effetti produce

Il peyote è un piccolo catus, il cui nome scientifico è Lophophora williamsii, che cresce in modo spontaneo in America centrale.

Questa pianta è utilizzata dall'uomo come sostanza enteogena nelle pratiche religiose e spirituali.

Utilizzato già nel periodo preistorico, è arrivato fino ai giorni nostri grazie al suo continuo utilizzo da parte delle popolazioni native americane.

Il peyote contiene una sostanza chimica chiamata mescalina, che produce effetti allucinogeni su chi ne fa uso.

 

La pianta del peyote

Il peyote è un piccolo cactus con un fusto globulare sferico e con protuberanze rotondeggianti dotate di aereola rivestita da peluria.

Il suo colore è verde grigio e la forma è leggermente schiacciata al centro.

La radice è molto grossa e il peyote può svilupparsi sino ad un diametro di 15 centimetri.

La fioritura arriva tra la primavera e l’estate quando sboccia un fiore di colore bianco o rosa. Il fiore produce poi semi di colore nero che contengono principi attivi allucinogeni.

Solitamente il peyote esce dal terreno di solo 2 o 3 centimetri e questa parte aerea è chiamata "boton".

Proprio il "boton" è la parte di droga che viene tagliata e consumata per il suo contenuto di mescalina.

Le zone originarie dove cresce il peyote sono le regioni semi desertiche del Centro America come il Messico.

 

Peyote e mescalina: effetti

Il peyote viene assunto fresco o essiccato e la quantità di mecalina varia a seconda della pianta e delle condizioni.

Solitamente il boton viene mangiato, ma può essere usato anche per la preparazioni di infusi spesso addolciti con miele dato il suo forte sapore amaro.

Questa droga può essere estratta e prodotta in diverse forme: dai cristalli ai sali, dalla polvere allo stato liquido. Il suo colore è chiaro tra il bianco e il marrone.

Negli anni '60 durante la cultura psichedelica il consumo del peyote ha avuto grande diffusione e molti filosofi, ricercatori, scrittori, artisti e psicologi hanno utilizzato tale sostanza per stimolare varie esperienze.

Il peyote viene quindi assunto fresco mangiando il boton o essiccato preparando l’infuso.

Questo secondo metodo di estrazione simile alla preparazione di un thè permette di avere effetti allucinogeni più stabili e di lunga durata mentre il primo tipo di assunzione porta a picchi meno stabili ma più intensi.

La mescalina agisce direttamente sul nostro sistema nervoso centrale proprio verso i recettori della serotonina e della dopamina. In particolare la mescalina provoca allucinazioni visive e sinestesia dato che agisce sull’area del cervello in collegamento con il nervo ottico.

Gli effetti della droga sono dunque allucinazioni visive e uditorie accompagnate da alterate capacità percettive.

Possono verificarsi tremori delle membra e difficoltà nella coordinazione dei movimenti, torpore, brividi, sudore, dilatazione delle pupille, tensioni muscolari, vertigini e aumento della pressione sanguigna.

Raramente può portare a febbre e invece più frequentemene può comparire senso di nausea e vomito causate dal sapore amaro del peyote.

I ricercatori di questo settore indicano gli effetti allucinogeni del peyote in modo similare a quelli del LSD.

Il soggetto solitamente ha allucinazioni visive-uditive e sinestesia che vengono vissute con immagini da ascoltare e suoni da vedere. La fame e la sete non sono più percepite dal soggetto come anche la fatica, il dolore e il senso di pericolo.

A volte lo stato percettivo può volgere verso il negativo esprimendosi in panico, depressione, paranoie, percezioni dello spazio e del tempo alterate che provocano ancora più paure e ansia nel soggetto.

La durata massima dell'effetto della droga è di 12 ore ma solitamente la media è tra le 6 e le 9 ore.

Inizialmente abbiamo una fase in cui viene percepito il corpo, qui si manifestano nausea e sensazioni fisiche poco piacevoli.

Successivamente arrivano le allucinazioni visive di colori e immagini geometriche in movimento fino a un'ultima fase in cui avvengono stati di meditazione profonda e sensazioni mistiche dove la percezione di se stessi si dissolve per unirsi a qualcosa di oltre noi.

Chi utilizza il peyote per rituali religiosi o esperienze spirituali sin dall’antichità riporta esperienze di rivelazioni su se stesso e il mondo.

 

Controindicazioni nell'uso del peyote

Il consumo del peyote non comporta dipendenza fisica e uno studio ha rivelato che non produce effetti deleteri sul corpo anche nella tradizionale assunzione dei nativi americani.

Può comunque dare effetti collaterali a livello del fegato, infatti un uso continuativo di tale droga può mettere sotto sforzo l'organo.

Inoltre l’uso associato con altre sostanze quali LSD, DMT, psilocibila, canapa o anche farmaci è molto pericoloso, date le gravi conseguenze che possono provocare.

 

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Foto: janfries / 123RF Archivio Fotografico
 

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